Centro Risorse ICO: servizi, dossier e opinioni per capire l'Initial Coin Offering - Blockchain 4innovation
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Centro Risorse ICO: servizi, dossier e opinioni per capire l’Initial Coin Offering

Mauro Bellini

La grande attenzione che accompagna il fenomeno ICO chiede di essere letta con una doppia lente: quella dell’entusiasmo delle startup che sembrano aver trovato una nuova strada per raccogliere investimenti e per far “partire” nuovi progetti e quella degli investitori che cercano maggiori garanzie.

Con questo Centro Risorse ICO volgiamo mettere a vostra disposizione uno strumento, in costante aggiornamento, per capire il fenomeno, per comprenderne la portata e per valutarne le opportunità.

Il Centro Risorse intende raccogliere i contributi realizzati sia da Blockchain4Innovation sia da altre testate e media che si occupano del tema e che possono contribuire a comprenderne le dinamiche e la portata.

Distinguere tra ICO e IPO

E’ importante prima di tutto chiarire di cosa stiamo parlando. L’Initial Coin Offering permette di finanziarie nuove imprese (al momento prevalentemente startup che operano con o per la Blockchain) attraverso la emissione di una criptovaluta specifici o la vendita di token che possono essere cambiati in una criptovaluta come possono essere bitcoin o ether.

I token sono asset molto simili alle azioni di un’impresa che si rivolge a nuovi investitori tramite una Initial Public Offering  IPO e allo stesso modo delle azioni i token possono essere appunto scambiati sui mercati e possono veder crescere o calare il loro valore nominale sulla base dei risultati stessi dell’azienda, ma anche dall’andamento della criptovaluta scelta.

La emissione di token avviene allo scopo di scambiare e far circolare i servizi che stanno alla base dell’idea di business della startup ed è proprio questo fenomeno che ha permesso la ideazione dell’ICO come un nuovo metodo di finanziamento proprio in ragione del ruolo che i Coin sono chiamati a svolgere nel favorire lo sviluppo dell’impresa stessa.
Il token viene emesso verso gli investitori in cambio di digital currency e nello stesso tempo gli investitori possono utilizzare i token ricevuti per godere dei servizi innovativi erogati dalla startup oppure possono venderli nel momento in cui il mercato li apprezza e possono garantire un markup. L’ICO presenta dunque un chiaro obiettivo di raccolta e nel caso in cui sia raggiunto nel periodo previsto, i fondi vengono utilizzati per portare avanti il progetto dichiarato nel white paper iniziale che rappresenta il piano di business dell’impresa e che sta alla base del progetto. Nel caso in cui i fondi raccolti non dovessero raggiungere il livello minimo previsto, questi vengono restituiti agli investitori e in questa circostanza l’ICO viene considerata fallita.

Video: Alcune semplici domande per capire l’Initial Coin Offering

ICO come nuova forma di finanziamento

L’ICO o Initial Coin Offering è a tutti gli effetti una nuova forma di finanziamento, in questa e nella modalità ad oggi conosciute utilizzata fondamentalmente dalle startup in ambito Blockchain, ma potenzialmente può in prospettiva guardare anche adl altri ambiti e altri mercati. Il processo alla base delle ICO può essere così descritto. Nel momento in cui una nuova impresa è nella fase di cercare nuovi investitori emette una “moneta” ovvero una cryptocurrency ( o un token) legata alla Blockchain di riferimento del progetto. Questa nuova moneta (sono ben più di mille le crytpocurrency in circolazione) viene scambiata con altre crytpomonete come bitcoin o Ether o con altre o attraverso il ruolo di intermediari anche con valuta fiat. In questo modo l’investitore entra in possesso della valuta di riferimento di quel progetto, una valuta che acquista valore nel momento in cui viene scambiata e viene utilizzata, ovvero nel momento in cui assume il valore del progetto del quale rappresenta l’asset di scambio.

Gli investitori con l’ICO a differenza ad esempio dell’IPO non acquistano quote (azioni) della società, non sono cioà “proprietari in quota dell’azienda, credono e investono sul valore della valuta che ne rappresenta l’asset di riferimento ed è sul valore della valuta che si calcola il valore dell’investimento.

Video: ICO e Cryptocurrency

Le similitudini con il Crowdfunding

Va poi osservato che l’ICO per il momento è ancora deregolamentato e anche per questa ragione lascia ampi spazi di azione e di libertà che peraltro sono ancora ampiamente discrezionali, ovvero non fanno riferimento a precise linee guida o a specifici codici comportamentali.

Per alcuni aspetti l’ICO è assimilato al Crowdfunding in cryptocurrency ed è un fenomeno che è nella condizione di portare valore in tempi strettissimi a cisti di attuazione e implementazione ancora relativamente bassi. Sino ad oggi l’ICO è stato applicato ad aziende in fase di startup con una “scommessa” per gli investitori basata prevalentemente sull’idea, sul white paper, sulla credibilità dei fondatori e sul management coinvolto. per queste ragioni presenta tipicamente un fattore di rischio piuttosto elevato.

Nella maggior parte degli ICO sino ad oggi realizzati si sovrapponevano tre fattori di innovazione:

  1. la novità dell’idea,
  2. la novità del modo (tipicamente tramite la Blockchain) con cui  l’idea trova attuazione
  3. e infine la novità legata al modo in cui l’impresa chiede di essere finanziata.

Prudenza: prima di tutto valutare l’idea e la sua fattibilità

Ovviamente la sovrapposizione di tanti elementi di novità deve invitare a guardare a questo fenomeno con prudenza, o meglio ancora con la massima attenzione a raccogliere tutte le informazioni necessarie per valutare questa forma di investimento. L’analisi e la valutazione del progetto è naturalmente la componente più importante di questo processo. L’idea dell’aziende che emette la nuova cryptocurrency e che con l’acquisto della valuta chiede di essere finanziata è buona? Porta valore? E’ ragionevole pensare che la cryptovaluta possa essere effettivamente utilizzata, scambiata e che in ragione della sua capacità di circolare per uno scopo possa aumentare il proprio valore? Questa è la prima importante analisi e che come appare evidente vale a prescindere dal fatto che la società scelga di procedere con una forma di finanziamento nella modalità di Initial Coin Offering. Più semplicemente, buon senso.

Ma il progetto basato sull’ICO è effettivamente realizzabile

L’altra considerazione riguarda il fatto che il progetto proposto dalla startup sia realizzabile, ovvero che al di là della bontà dell’idea questa abbia le possibilità di concretizzarsi. L’idea può essere eccellente e può rispondere a un bisogno reale, ma la startup non è in grado di realizzarla o non si sono le condizioni affinché possa funzionare, a prescindere dal valore dell’impresa. E anche questa è una considerazione che vale indipendentemente dall’ICO.

Passati questi primi esami l’analisi va un po’ più in profondità. nel caso in cui effettivamente l’idea sia buona e ci siano le condizioni per realizzarla la cryptovaluta che la sostiene che valore esprime per un investitore? Rappresenta un diritto nei confronti della “proprietà” dell’azienda? Sono un asset associato o associabile in qualche modo al progetto che sono chiamate a gestire in forma di scambio? La risposta a questa domanda è particolarmente rilevante perché uno dei rischi dell’ICO è proprio quello della creazione di una sorta di asimmetria tra la percezione che deriva dalla possibilità di scambiare la cryptocurrency su un mercato secondario in modo veloce tutto sommato facile e nel caso mettendo a valore l’investimento e la concretezza del fatto l’asset “coin” che si scambia non rappresenta un diritto sull’impresa. A meno che non si tratti di cryptomonete o di Coin che nascono come asset di “security”, ma in questo caso il rischio è che se non sono concepiti per essere scambiati per attuare la specifica finalità collegata al servizio core business dell’impresa, acquisendo la forma di strumento finanziario perdono tolgono credibilità allo sviluppo di business dell’impresa stessa.

Ma serve proprio una nuova cryptocurrency

L’altro tema è ancora più essenziale: il tipo di valore che l’azienda intende sviluppare (in forma di servizi o prodotti) richiede necessariamente una nuova cryptocurrency? Non potrebbe essere sviluppata con una crytpovaluta esistente? La domanda non è “banale” ma attiene al fatto che lo scenario competitivo nel quale si colloca l’impresa non debba scontrarsi con attori che in ragione dell’efficienza e della scalabilità utilizzano cryptovalute già diffuse e fanno leva su una comunità che già su un sistema di scambi già ben avviato e consolidato.

A fronte di queste prime precauzioni cosa succede nel momento in cui l’impresa si comporta in modo scorretto? Ci sono istituzioni, “sportelli” ai quali rivolgersi per far valere i propri diritti? Ovvero ci sono diritti ai quali appellarsi? Anche in caso di comportamenti visibilmente e chiaramente scorretti è possibile contare su una terza parte in grado di correggere e sanzionare? In questo momento la risposta è no, non c’è nel nostro paese un quadro di riferimento legale per l’ICO.

Si possono affidare i diritti agli Smart Contract

Ma allora la domanda da porsi è ancora più decisiva vista la materia: non è possibile attuare una forma di tutela automatica? ovvero non è possibile sfruttare lo strumento degli Smart Contract e fare in modo che la tutela dei diritti di chi decide di investire in una nuova realtà imprenditoriale basata su una nuova cryptocurrency aderendo all’Initial Coin Offering non faccia parte del “codice stesso” della moneta e sia essa stessa a garantire la certezza degli adempimenti sottoscritti nel momento in cui si verificano le condizioni definite? Non può essere la stessa piattaforma, senza che sia necessario rivolgersi a terze parti di qualsiasi tipo, ad attuare queste forme di tutela e di attuazione del diritto?

 

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Gianluca Guerra, Founder & Ceo della società di Wealth Advisory e Wealth Protection, Virgilius Wealth specializzata nella definizione di strategie di gestione sul patrimonio di famiglie e aziende. Opportunità,  vantaggi e rischi delle Initial Coin Offering come nuovo canale di accesso al finanziamento potenzialmente per tutte le imprese, e non solo per le startup in ambito Blockchain.

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Si tratta di una evoluzione dello strumento ICO/ITO (Initial Coin Offering/Initial Token Offering) utilizzato in progetti internazionali che sta attraversando un periodo di particolare crescita.

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Da AgendaDigitale.eu

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Aggiornato da Mauro Bellini il 2 maggior 2018

Direttore responsabile delle testate “verticali” di Digital360: Blockchain4Innovation, PagamentiDigitali, Internet4Things, BigData4Innovation e Agrifood.Tech si occupa di innovazione digitale applicata alla realtà delle imprese, delle pubbliche amministrazioni e del sociale

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