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Svizzera pubblica con Finma le linee guida dell’ICO per presidiare la Governance Blockchain

Mauro Bellini

Dettare il ritmo o, in gergo ciclistico, “fare l’andatura“, nello sport come nell’industria chi prende l’iniziativa prende un vantaggio competitivo. E nella competizione apertissima per presidiare le innumerevoli possibilità della Blockchain dalla Svizzera arriva una nuova mossa che la qualifica ulteriormente come uno dei paesi simbolo per la DLT economy. Ed è un atto che più che alla tecnologia, dove sono in tanti a competere, la pone all’avanguardia sul grande tema della Governance, ovvero un ambito assolutamente fondamentale sul quale si concentra l’attenzione del mondo corporate e delle Pubbliche Amministrazioni.

La Svizzera prende l’iniziativa con la decisione della Finma, la Swiss Financial Market Supervisory Authority, ovvero l’Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari, che ha pubblicato le linee guida relative al tipo di approccio e governance che intende attuare in termini di financial market legislation per gestire le richieste che arrivano dagli organizzatori di ICO.

Fare chiarezza sulle ICO

Nel documento la Finma intende prima di tutto fare chiarezza rispetto alle richieste e ai principi che intende seguire con tutti gli operatori del mercato che stanno progettando una Initial Coin Offering sia in termini di documentazione da produrre sia di compliance da rispettare. L’iniziativa di Finma parte anche dal fatto che la “Consob” Svizzera ha registrato un forte incremento in ICO sul territorio nazionale e una corrispondente aumento di domanda di disporre di un quadro normativo di riferimento da parte di tutti gli operatori e di possibili investitori.

Ricordiamo che l’ICO è una forma di fund-rising basata sulla Blockchain e finalizzata a creare investimenti esplicitamente e direttamente orientati al business. Di fatto con le ICO è possibile raccogliere, in forma digitale, capitale per scopi imprenditoriali sulla base della tecnologia blockchain.

L’Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari definisce così le informazioni minime necessarie per la gestione delle ICO e i le logiche comportamentali in base alle quali fornirà una risposta alle richieste dei soggetti interessati. L’obiettivo del documento è di creare trasparenza per tutti partecipanti al mercato interessati. Questo documento con le guidelines (si tratta di una vera e proprio  guida che è scaricabile dal sito Finma) che va a integrare una precedente comunicazione sulla vigilanza (del 04/2017)  riguardante le modalità di trattamento delle richieste inerenti all’assoggettamento degli organizzatori ICO a fronte di una situazione giuridica che necessita ancora di essere interpretata.

La necessità di capire il fenomeno ICO

La difficoltà di portare Governance nell’ambito delle ICO arriva anche dalla difficoltà di inquadrare in modo organico il fenomeno. Non tutte le Initial Coin Offering sottostanno al diritto dei mercati finanziari e a un obbligo di assoggettamento in quanto le ICO sono molto diverse fra loro dal punto di vista degli obiettivi e della struttura. Proprio per questo il documento Finma invita a esaminare con attenzione ogni singolo caso. Peraltro Finma aveva già precisato che esistono diversi punti di contatto tra le ICO e il diritto generale dei mercati finanziari in vigore, ma nello stesso tempo mancano i requisiti di regolamentazione specifici per le ICO. Inoltre ad oggi non esiste nemmeno una giurisprudenza pertinente né una dottrina giuridica univoca in materia.

Massima attenzione al ruolo dei Token

Le linee guida di FINMA portano l’attenzione sulla funzione economica e sulla finalità dei token, ovvero sulle unità di base per lo scambio ICO sulla Blockchain, che sono emesse dagli organizzatori di ICO. A questo riguardo il documento parte anche dalla constatazione che non esiste una classificazione dei token e per colmare questa lacuna FINMA propone di leggere in fenomeno su una prima base costituita da tre diverse tipologie:

  1. Token come Cryptovalute – In questo caso i token di pagamentovsono paragonabili a delle «criptovalute», senza essere collegati ad altre funzionalità o progetti. In alcuni casi, i token possono sviluppare la funzionalità e il riconoscimento come mezzi di pagamento solo con il passare del tempo.
  2. Token di utilizzo o di autorizzazione – Ovvero token  finalizzati a fornire l’accesso a un’utilizzazione o a un servizio digitale.
  3. Token di investimento – In questo caso si tratta di token chiamati e usati per rappresentare valori patrimoniali, come quote di valori reali, come quote di aziende, come ricavi o come la possibilità di esercitare il diritto ai dividendi o al pagamento di interessi. Il token in questo caso deve dunque essere valutato, in relazione alla sua funzione economica, e può essere paragonato a un’azione, a un’obbligazione o a uno strumento finanziario derivato.

Governance vuol dire anche attenzione al rischio di riciclaggio e al commercio di valori mobiliari

FINMA osserva inoltre che i punti di contatto più importanti tra le ICO e le leggi sui mercati finanziari sono da leggere nell’ambito della lotta al riciclaggio di denaro e del commercio di valori mobiliari. In questo caso la normativa richiederebbe un assoggettamento alla Legge sulle banche o alla Legge sugli investimenti collettivi.

In particolare la Legge sul riciclaggio di denaro prevede obblighi per gli intermediari finanziari, come ad esempio quello relativo all’accertamento dell’avente economicamente diritto. In un sistema organizzato sulla Blockchain e dunque in forma decentralizzata i valori patrimoniali sono trasferibili in modo anonimo e dunque i rischi legati al riciclaggio del denaro possono essere particolarmente elevati. Inoltre le norme relative al commercio di valori mobiliari devono garantire che i partecipanti al mercato siano nella condizione di prendere decisioni di investimento ad esempio su azioni o obbligazioni sulla base di informazioni affidabili.

Gli usecase principali relativi all’uso dei token

Infine l’obiettivo è arrivare a gestire uno svolgimento equo e affidabile della compravendita con una formazione efficiente dei prezzi. Con queste premesse Finma ha sviluppato una valutazione prudenziale delle ICO nei principali casi d’uso:

  • ICO di pagamento: Riguarda i casi di ICO i cui i token svolgono la funzione di mezzi di pagamento e sono già trasmissibili, la FINMA considera come assodato un assoggettamento alle disposizioni in materia di riciclaggio del denaro. La FINMA non tratterà tali token come valori mobiliari.
  • ICO di utilizzo: i token di utilizzo non sono classificabili come valori mobiliari nei casi in cui il token conferisce esclusivamente un diritto di accesso a un’utilizzazione o a un servizio digitale e il token di utilizzo è impiegabile in tal senso al momento dell’emissione. Tutti i casi in cui sussiste solo o anche la funzione economica di investimento sono trattati dalla FINMA come valori mobiliari, ovvero come token d’investimento.
  • ICO d’investimento: la FINMA considera i token d’investimento al pari di valori mobiliari con le relative conseguenze sul piano del diritto dei mercati finanziari in termini di logiche di negoziazione. Generalmente, per le ICO tale considerazione include anche gli obblighi corrispondenti previsti dal Codice dalle obbligazioni, come ad es.empio l’obbligo di pubblicazione di un prospetto.

Un gruppo di lavoro sulla Blockchain

Esistono poi una serie di soluzioni  ICO “miste”  ad esempio, con un assoggettamento alla Legge sul riciclaggio di denaro che può sussistere anche nel caso in cui un token di utilizzo è o sarà ampiamente utilizzabile come mezzo di pagamento.

Un gruppo di lavoro sulla Blockchain Proprio per il grande potenziale innovativo connesso alla Blockchain FINMA partecipa al gruppo di lavoro dedicato alla tecnologia blockchain e alle ICO della Confederazione elvetica in relazione a questo tema.
Mark Branson, Direttore della FINMA, ha osservato in un comunicato che il potenziale della  blockchain  va ben oltre i mercati finanziari anche se i progetti basati su questa tecnologia  funzionano in modo analogo alle attività soggette all’obbligo di autorizzazione e non devono sottrarsi a un quadro regolatorio di comprovata efficacia.

L’approccio con cui la Svizzera intende trattare le richieste e i progetti ICO permette agli innovatori e alle startup e agli investitori che credono in queste opportunità di trovare la loro dimensione in un framework regolatorio chiaro e di lanciare i loro progetti nel rispetto delle leggi attuali, proteggendo così gli investitori e l’integrità della piazza finanziaria.

Immagine fornita da Shutterstock

Direttore responsabile delle testate “verticali” di Digital360: Blockchain4Innovation, PagamentiDigitali, Internet4Things, BigData4Innovation e Agrifood.Tech si occupa di innovazione digitale applicata alla realtà delle imprese, delle pubbliche amministrazioni e del sociale

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