Avvicinare le aziende alle cryptovalute: dall’ICO di Xriba già 15 milioni - Blockchain 4innovation
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16 ottobre 2018
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Avvicinare le aziende alle cryptovalute: dall’ICO di Xriba già 15 milioni

Antonello Salerno

“Avvicinare le aziende tradizionali alla blockchain per far sì che nessuno resti indietro”. Così Gianluca Massini Rosati spiega la mission di Xriba, la startup che ha dato vita a una piattaforma per collegare alla contabilità aziendale i pagamenti effettuati utilizzando cryptovalute. Dall’Initial coin offering lanciata a febbraio la società ha già raccolto 15 milioni di euro, e mira ad arrivare a 20 entro maggio.

“In pochi anni la tecnologia blockchain cambierà le regole del gioco – afferma Massini Rosati – Il cambiamento è già in atto e sarà talmente repentino e rivoluzionario che chi rimane indietro morirà”. Consequenziale a questa logica il fatto che per le cryptovalute e Bitcoin “il rischio fallimento è vicino al nulla”, dal momento che “si tratta della moneta legata a questa tecnologia rivoluzionaria che ormai è un’onda impossibile da arrestare”.

Il fenomeno è progressivamente destinato a diventare di massa, secondo l’imprenditore, come dimostra il fatto che “stiamo vedendo sempre più piccoli risparmiatori avvicinarsi al bitcoin – sottolinea – che può essere un modo per diversificare il portafoglio e ha grandi possibilità di crescita. Bisogna però informarsi bene prima di investire – avverte – è un mercato ancora piccolo e sottile, quindi è caratterizzato da una forte volatilità”.

Nello specifico Xriba è una piattaforma che permette di registrare le transazioni avvenute in criptovaluta automaticamente in moneta tradizionale, e così, spiega Massini Rosati, “la criptovaluta diventa conciliabile con il bilancio”.

Ma Xriba ha anche un secondo obiettivo, quello di rendere più trasparente e affidabile il settore delle initial coin offerings, con un sistema di certificazione, una sorta di “bollino di garanzia alle Ico, dove gli acquirenti dei token potranno vedere sulla blockchain come l’azienda utilizzerà il denaro raccolto. Vogliamo rendere le Ico trasparenti – conclude – perché oggi molte sono truffe”

Giornalista dal 2000, dopo la laurea in Filologia italiana e il biennio 1998-2000 all’Ifg di Urbino. Ho iniziato a Italia Radio (gruppo Espresso-La Repubblica). Poi a ilNuovo.it, tra i primi quotidiani online nati in Italia, e a seguire da caposervizio in un’agenzia di stampa romana. Dopo 10 anni da ufficio stampa istituzionale sono tornato a scrivere, prima su CorCom, nel 2013, e poi anche per le altre testate del gruppo Digital360. Mi muovo su tutti i campi dell’economia digitale, con un occhio di riguardo per cybersecurity, copyright-pirateria online e industria 4.0.

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