Blockchain: Cos'è e come funziona veramente, una guida per capire
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Blockchain: cos’è, come funziona e gli ambiti applicativi in Italia

Mauro Bellini @mbellini3  Linkedin

Dal momento in cui è apparsa la Blockchain ha subito sollevato una doppia reazione: da una parte coloro che leggevano questa intuizione in diretta relazione con il lavoro di Satoshi Nakamoto che nell’ottobre  2008 pubblicò un documento che proponeva il bitcoin come digital currency. Nakamoto diede seguito a questo documento con la release del primo software per bitcoin nel gennaio del 2009.

Accanto alla visione che porta ad associare la Blockchian alle cryptocurrency bitcoin c’è quella che invece invita ad alzare lo sguardo a tantissime altre applicazioni, senza porsi nessun tipo di limitazione. In entrambi i basi si può e si deve dire che la Blockchain non deve essere vista come una “soluzione tecnologica” bensì come un nuovo approccio, decentralizzato, al concetto di trust, di fiducia.

Una visione opposta se si vuole a quella che tradizionalmente contraddistingue la logica di verifica e di controllo in tantissime attività umane a partire da quelle finanziarie ed economiche, dove una “unità” centrale affidabile e certificata si occupa di verificare e autorizzare le operazioni o le transazioni. Con la Blockchain questa verifica e questa autorizzazione non è in un “centro” ma è appunto decentralizzata presso tutti coloro che entrano nella “catena” con il ruolo di “Blocchi” o Nodi. E’ un nuovo concetto di trust.

 Che cos’è la Blockchain?

come funziona la blockchain

Vediamo concretamente in cosa consiste la Blockchain. La blockchain è un protocollo di comunicazione, che identifica una tecnologia basata sulla logica del database distribuito (un database in cui i  dati non sono memorizzati su un solo computer ma su più macchine collegate tra loro, chiamate nodi).

La Blockchain è una base di dati fatta di blocchi che memorizzano blocchi di transazioni valide recenti correlate da un marcatore temporale (timestamp). Ogni blocco include l’hash (una funzione algoritmica informatica non invertibile che mappa una stringa di lunghezza arbitraria in una stringa di lunghezza predefinita) del blocco precedente, collegando i blocchi insieme. I blocchi collegati formano una catena, con ogni blocco addizionale che rinforza quelli precedenti.

La Blockchain è anche un registro pubblico e condiviso costituito da una serie di client. La Blockchain è organizzata per aggiornarsi automaticamente su ciascuno dei client che partecipano al network. Ogni operazione effettuata deve essere confermata automaticamente da tutti i singoli nodi attraverso software di crittografia, che verificano un pacchetto di dati definiti a chiave privata o seme, che viene utilizzato per firmare le transazioni. Garantendo l’identità digitale di chi le ha autorizzate.

Come detto, la Blockchain è un database (base dati) distribuito. Quindi, per capire bene cos’è la Blockchain, è necessario capire meglio cos’è un database distribuito (che, come è facile intuire dal nome, è una base di dati distribuita, ovvero condivisa tra più computer, chiamati nodi, connessi alla rete)

Cos’è un database distribuito

Un database distribuito è un database che non si trova fisicamente solo su un server (computer), ma che invece si trova su più computer nello stesso momento. Ad esempio, può trovarsi su tutti i computer che sono connessi alla rete. In questo modo l’informazione è reperibile in maniera molto rapida, in quanto la potenza di calcolo sfrutta la potenza di tutti i computer connessi.

Ci sono fondamentalmente due processi che permettono ai database distribuiti di funzionare correttamente, e di non perdere dati per strada. Questi processi sono:

Replica del database: ovvero un software è incaricato di analizzare il database per identificare cambiamenti. Una volta identificati questi cambiamenti, il software fa in modo che questi cambiamenti vengano replicati e che tutti i database siano identici.
Duplicazione: è un processo che assicura che tutti i database abbiano gli stessi dati. In pratica identifica un database master, che poi duplica su tutti gli altri database, in modo da renderli uguali. Gli utenti possono modificare soltanto il database master, garantendo che i dati locali non vengano sovrascritti erroneamente.

La blockchain è in pratica una implementazione del database distribuito. Diventata famosa per via dei Bitcoin, la blockchain è in sostanza un database distribuito, dove vengono registrati una serie di record, chiamati blocchi.

Ma chi è davvero Satoshi Nakamoto?

La blockchain pare essere stata ideata da Satoshi Nakamoto (pseudonimo dell’inventore della blockchain e del suo codice sorgente), e resa famosa dal suo protocollo più conosciuto, la moneta virtuale Bitcoin.

Satoshi Nakamoto rivela il proprio progetto e la propria visione nell’ottobre del 2008 con la pubblicazione di un white paper che parla e descrive la possibilità di sviluppare una digital currency indipendente da ogni ente o istituzione centrale nella forma di bitcoin. Il tutto con un percorso di sviluppo del codice che Nakamoto ha iniziato nel 2007.
Il white paper denominato Bitcoin: A Peer-to-Peer Electronic Cash System incontra subito un grande interesse, in particolare perché apre una prospettiva per gli scambi monetari e finanziari in forma decentralizzata. Al white paper segue nel gennaio 2009 il lancio del primo software bitcoin con la inaugurazione della digital currency nella forma della prima unità di bitcoin cryptocurrency in versione 0.1 sulla piattaforma di sviluppo Sourceforge

Con quel primo importante white paper Nakamoto punta l’attenzione sul core design del modello Blockchain che appare in grado o nella condizione di supportare un ampio numero di tipologie di transazioni. Il white paper è stato poi accompagnato dal rilascio di un website denominato bitcoin.org (qui la versione italiana Bitcoin.org/it ): e promuove un modello di sviluppo basato sulla collaborazione con altri sviluppatori.

 

Perché la Blockchain è sicura?

Una delle caratteristiche più importanti della blockchain è la sicurezza. La marca temporale impedisce anche che l’operazione, una volta eseguita, venga alterata o annullata.

La caratteristica principale del modello, dunque, è che il funzionamento non è garantito da un ente centrale, ma ogni singola transazione è validata dall’interazione di tutti i nodi.

La marca temporale consente di associare una data e un’ora certe e legalmente valide ad un documento informatico. In altre parole la Marca temporale consente di definire una validazione temporale che può essere opponibile a terzi. 

Il rapporto tra Blockchain e Bitcoin?

Con il termine Blockchain s’intende il paradigma tecnologico che permette di sviluppare applicazioni Cryptocurrency-like: il protocollo Bitcoin rappresenta solo una – la prima – delle possibili realizzazioni.

L’associazione con il concetto di Bitcoin può ancora generare qualche equivoco tra i non addetti ai lavori, ma la blockchain – la tecnologia sottostante ai meccanismi che regolano le transazioni in criptovalute (di cui la più nota è appunto il Bitcoin) – sembra destinata ad avere tutt’altro ruolo nelle prossime fasi di sviluppo della finanza mondiale. E non solo.

Se persino l’Economist l’ha definita in una cover story “the trust machine”la macchina della fiducia, attribuendogli il potere di trasformare il funzionamento stesso dell’economia, significa che il protocollo P2P elaborato nel 2008 da Satoshi Nakamoto e adottato negli anni da una community composta agli occhi dell’opinione pubblica da hacker, attivisti o, nella migliore delle ipotesi, speculatori, ha raggiunto un livello di maturità tale da convincere anche gli analisti più conservatori.

In particolare il Bitcoin intesa come digital currency utilizza la tecnologia peer-to-peer e attiva transazioni che non necessitano di autorità o istituzioni centrali. L’emissione del Bitcoin è effettuato dalla Rete e la stessa gestione delle transazioni è governata dalla Rete. Si tratta di una operazione “collettiva” cui tutti coloro che lo desiderano possono partecipare aderendo al progetto. La tecnologia Bitcoin è basata su software open source e lo sviluppo è pubblico e condiviso. In altre parole e nel rispetto della visione indicata da Satoshi Nakamoto nel suo White Paper ila Rete Bitcoin non è posseduta o controllata da nessuno, ovvero è posseduta e controllata da tutti coloro che intendono aderire al progetto.

Come funziona la Blockchain

Il modello si basa sulla combinazione tra firma digitale e marca temporale (timestamp): la prima garantisce che mittente e destinatario di un qualsiasi tipo di messaggio (ad esempio la transazione nel mondo dei pagamenti) siano identificati in modo certo, il secondo permette che un insieme di messaggi, validato con la marca temporale da parte di un nodo scelto casualmente da un robusto modello matematico, venga comunicato e scritto nel registro di tutti gli altri nodi della rete e reso irreversibile.

Ecco un video del World Economic Forum che spiega cos’è e come funziona la Blockchain (in inglese).

Tutte le operazioni, nel caso di Bitcoin, sono confermate dalla rete entro dieci minuti (ma sono stati per esempio sviluppati anche protocolli più rapidi, come quello di Litecoin), attraverso il processo di consenso distribuito detto “mining”. In pratica la correttezza del blocco di operazioni immesse nella rete viene verificata dai computer dei partecipanti al network confrontandolo con la versione più aggiornata della Blockchain. Il primo nodo che ottiene semaforo verde lo comunica a tutti gli altri, che provvedono a convalidare il blocco aggiornando la Blockchain. In questo modo si preservano al tempo stesso l’ordine cronologico delle operazioni e la neutralità della rete. 

Come si può leggere sul forum ufficiale, è possibile scaricare la blockchain sul proprio computer.

Le caratteristiche della Blockchain

Quali sono le caratteristiche principali della blockchain? Vediamole insieme:

  • Affidabilità: la blockchain è affidabile. Non essendo governata dal centro, ma dando a tutti i partecipanti diretti una parte di controllo dell’intera catena, la blockchain diventa un sistema meno centralizzato, meno governabile, ed allo stesso tempo molto più sicuro e affidabile, ad esempio da attacchi di malintenzionati. Se infatti soltanto uno dei nodi della catena subisce un attacco e si danneggia, tutti gli altri nodi del database distribuito continueranno comunque ad essere attivi ed operativi, saldando la catena e non perdendo in questo modo informazioni importanti.
  • Trasparenza: le transazioni effettuate attraverso la blockchain sono visibili a tutti i partecipanti, garantendo così trasparenza nelle operazioni.
  • Convenienza: effettuare transazioni attraverso la blockchain è conveniente per tutti i partecipanti, in quanto vengono meno interlocutori di terze parti, necessari in tutte le transazioni convenzionali che avvengono tra due o più parti (ovvero le banche ed altri enti simili).
  • Solidità: le informazioni già inserite nella blockchain non possono essere modificate in alcun modo. In questo modo le informazioni contenute nella blockchain sono tutte più solide ed attendibili, proprio per il fatto che non si possono alterare e quindi restano così come sono state inserite la prima volta.
  • Irrevocabilità: con la blockchain è possibile effettuare transazioni irrevocabili, e allo stesso tempo più facilmente tracciabili. In questo modo si garantisce che le transazioni siano definitive,  senza alcuna possibilità di essere modificate o annullate.
  • Digitalità: con la blockchain tutto diventa virtuale. Grazie alla digitalizzazione, gli ambiti applicativi di questa nuova tecnologia diventano tantissimi

La catena di Sant’Antonio dei Bitcoin

Nell’economia delle crittovalute, i miner (gli utenti che mettono a disposizione del network le risorse computazionali per elaborare i blocchi) vengono ricompensati in Bitcoin. Ed è questo, insieme ad altri elementi, uno dei motivi per cui il sistema, così come è stato concepito otto anni fa, comincia a vacillare. Dopo un paio d’anni di montagne russe sul valore di scambio (che ha oscillato da 200 a oltre mille dollari per unità), sperimentazioni nei campus universitari, tentativi di inserimento in borsa e decine di scandali che hanno comunque calamitato l’attenzione dei media, Mike Hearn, sviluppatore della tecnologia e tra i più accesi sostenitori di Bitcoin, ha pubblicamente decretato il fallimento del progetto. «Doveva essere una nuova forma di valuta decentralizzata, priva di istituzioni di sistema e troppo grande per fallire. Ma è diventato qualcosa di ancora peggiore: un meccanismo completamente controllato da poche persone», ha scritto Hearn in un post con cui annunciava di aver venduto tutti i suoi Bitcoin. «Nel giro di soli otto mesi la community, da aperta e trasparente che era, è diventata un luogo dominato da una censura dilagante, con bitcoiner che attaccano altri bitcoiner. Bitcoin non ha futuro in quanto è controllata da meno di dieci persone».

Cosa sono e come funzionano i Bitcoin

Come già detto, l’applicazione, ad oggi, più utilizzata per la Blockchain (e che ha reso la Blockchain famosa nel mondo) è il sistema dei Bitcoin. Bitcoin può essere considerata una nuova valuta, anzi come viene definita una criptovaluta.

Ma come funziona Bitcoin? La pagina ufficiale da ubitcoin funzionamentona spiegazione molto chiara. Vediamo nel dettaglio, e in maniera semplificata, come funzionano i Bitcoin.

Per iniziare ad utilizzare la valuta Bitcoin come moneta di scambio, è sufficiente installare sul proprio dispositivo (cellulare, desktop, hardware o web) un’applicazione per il portafoglio Bitcoin. In pratica, una volta che il portafoglio Bitcoin è stato installato, verrà generato un primo indirizzo Bitcoin, che può essere condiviso con chiunque, per permettergli di inviare del denaro a tale indirizzo, quindi all’utente che ha installato il portafoglio Bitcoin e condiviso il proprio indirizzo Bitcoin. In teoria questo indirizzo andrebbe utilizzato una sola volta, ma può anche essere utilizzato più volte.

Tutto il sistema dei Bitcoin, come visto, si basa sulla tecnologia della blockchain. In pratica tutte le transazioni confermate sono salvate nella Blockchain, e tramite al proprio portafoglio si può verificare quanti altri bitcoin si hanno a disposizione per poter effettuare transazioni. Tutto il sistema è protetto da crittografia, in modo da essere sicuro contro gli attacchi informatici.

Il denaro viene trasferito tra due portafogli bitcoin, e la transazione viene protetta da una chiave privata, ovvero una firma attraverso la quale si firmano le transazioni, e che quindi permette di garantire che il denaro trasferito sia effettivamente dalla persona che ha effettuato la transazione, e che nessuno modifichi questa transazione, rendendo la transazione sicura. Per maggiori informazioni su come funzionano i bitcoin ci sono alcuni documenti ufficiali quali la documentazione per sviluppatori e il wiki di Bitcoin.

Non solo Bitcoin: Gli ambiti applicativi della Blockchain in Italia

La Blockchain non è soltanto Bitcoin. La monete virtuale è infatti solo una una delle sue possibili applicazioni. Priva di gestione centralizzata, infatti, la Blockchain permette di inviare qualsiasi dato in maniera sicura, tagliando drasticamente la catena degli intermediari, e permettendo quindi uno scambio di dati sicuro tra due persone e basta, senza dover utilizzare mezzi di terze parti quali ad esempio un provider di posta elettronica, oppure un servizio di cloud computing esterno.

Si è parlato molto di Blockchain anche al World Economic Forum (Forum economico mondiale) e sono molti gli investitori che oggi stanno puntando ad altri investimenti in ambito Blockchain, e quindi dagli investimenti iniziali che ci sono stati soltanto nella nuova valuta e in nuovi sistemi di pagamento, si passa finalmente a nuovi investimenti, in settori nuovi e diversi tra loro.

Secondo Deloitte sono stati investiti oltre 1 biliardo di dollari nella Blockchain, in oltre 120 startup collegate alla Blockchain, di cui oltre la metà di questi soldi sono stati investiti soltanto nel 2016. Vedremo quali saranno gli investimenti per la Blockchain nel 2017.

ambiti applicativi blockchain startup

Vediamo quindi quali sono i principali tra i nuovi ambiti applicativi della Blockchain in Italia e nel mondo.

1) Blockchain in finanza e banche

La finanza e l’economia sono sicuramente tra i settori presi più di mira dagli investitori in relazione alla blockchain. Infatti, non essendoci intermediari a gestire le transazioni, la blockchain abbatterebbe i costi delle commissioni delle banche, permettendo risparmi, velocità e affidabilità delle transazioni. Diventa quindi fondamentale investire in questa nuova tecnologia per banche e istituti finanziari, che cercano di accaparrarsi una fetta abbastanza grande di questo nuovo mercato, che rivela già da subito innumerevoli possibilità ed opportunità. Su blockchain4innovation.it è disponibile la sezione dedicata alla blockchain in banche e finanza, che offre una visione più ampia e un focus di approfondimento sul tema delle banche e della finanza in generale e su come questo mercato si stia evolvendo con un occhio di riguardo alla nuova tecnologia della blockchain.

2) Blockchain nelle Assicurazioni

Inoltre, come evidenzia uno studio condotto da Ernst Young, c’è un’ottima possibilità di utilizzo anche per la blockchain nel settore assicurativo (assicurazioni). Alcuni modi attraverso i quali la blockchain può aiutare le assicurazioni sono:

L’accesso a transazioni sicure e decentralizzate, che fornisce una base solida per prevenire le frodi, per garantire una maggiore governance, per avere dati e reportistiche migliori. Grazie alla blockchain, inoltre, le assicurazioni possono avere notifiche aggiornate ed accurate n relazione ai cambiamenti, e ciò permette loro di migliorare la gestione del rischio e massimizzare le opportunità di capitali e fondi, oltre alla possibilità di adottare strategie di big data, che sono molto utili per ottenere informazioni sicure sui propri clienti, sulle priorità dei clienti, le preferenze, oltre che eventuali ulteriori informazioni prese da terze parti.

Da un punto di vista tecnico, gli assicuratori vedono nella blockchain un’opportunità per integrare un ecosistema di terze parti affinché riducano i costi delle loro piattaforme di gestione, migliorando allo stesso tempo l’esperienza utente (customer experience) e la quota di mercato, e sviluppando nuove soluzioni ed opportunità.

A livello di mercato, inoltre, gli assicuratori hanno opportunità nella governance delle loro aziende, attraverso un accesso ai dati migliorato, controlli di terze parti e sistemi più sofisticati di gestione del rischio, associati ai loro prodotti e servizi, come ad esempio le assicurazioni cibernetiche.

3) Blockchain nei Pagamenti digitali

Anche per quanto riguarda i pagamenti digitali ci sono grandi opportunità per la blockchain. Ovviamente ci sono ancora molti problemi che vanno affrontati, come ad esempio il tempo di elaborazione di una transazione, che è ancora molto lento considerando le necessità di un mercato ed un mondo che va sempre più veloce. Anche le performance del sistema andrebbero migliorate, per poter essere meglio assorbite dai pagamenti digitali, e allo stesso modo indicazioni normative chiare e un’analisi più attenta di minacce ed opportunità sono le sfide della blockchain nel settore dei pagamenti digitali. Nonostante queste sfide, comunque, esistono tantissime opportunità per questa nuova tecnologia applicata ai pagamenti digitali, e probabilmente molto presto avremmo i primi riscontri dal mercato.

4) Blockchain nell’Agrifood

Nell’ Agrifood la blockchain trova un ulteriore ottimo “alleato”. Alcune delle caratteristiche applicative della blockchain nell’agrifood sono la tracciabilità, la trasparenza, di chi vuole “raccontare la storia” del proprio cibo, utilizzando la blockchain per garantire affidabilità. Altre aziende già oggi vogliono tracciare container e trasporti degli alimenti e del cibo in generale utilizzando la Blockchain.  In conclusione, i benefici della Blockchain nell’agrifood sono molteplici, e dalla decentralizzazioine, al controllo condiviso, all’immutabilità e preservazione delle informazioni, ci sono sicuramente molte applicazioni per la Blockchain in ambito agrifood.

5) Blockchain nell’Industry 4.0

Anche nel manifatturiero la Blockchain può essere un valido alleato. Grazie alla blockchain nell’industry 4.0, infatti, è possibile sfruttare la logica decentralizzata della Blockchain per produrre tecnologie in grado di supportare al meglio la produzione, logistica e supply chain, così come altre aree “core” dell’azienda. Inoltre, grazie alla blockchain, è possibile preservare il dato e la sicurezza del dato stesso, garantendo quindi sicurezza e affidabilità a tutto il processo della filiera produttiva e di distribuzione. La Blockchain permette di disporre di soluzioni in particolare per le industria di trasformazione, per la gestione della logistica di prodotto interna ed esterna e per la gestione dei rapporti di filiera. In particolare sono state sviluppate soluzioni che permettono di portare la logica del “trust” che è ampiamente utilizzata nell’ambito dei pagamenti digitali anche nell’ambito delle transazioni che hanno come oggetto “pacchetti” di dati che rappresentano la identità di determinati prodotti e delle loro logiche di produzione. In questi casi è necessario disporre della massima affidabilità in termini di gestione dell’identità e dell’affidabilità. In questo caso la Blockchain può rappresentare una eccellente soluzione per implementare le logiche dell’Industria 4.0 a livello distrettuale e di filiera.

6) Blockchain nell’IoT

Anche nell’internet delle cose la blockchain trova una grande utilità: grazie alla sua facilità di scambio dati, infatti, la tecnologia blockchain potrebbe essere utilizzata per facilitare la comunicazione tra oggetti IoT connessi, oltre a rendere lo scambio di dati più sicuro e veloce.

7) Blockchain nella Sanità

Per quanto riguarda blockchain e sanità, gestire i dati medici dei pazienti attraverso un sistema condiviso, permetterebbe ai medici di condividere informazioni sui pazienti in maniera sicura e veloce, e quindi aiuterebbe molto la medicina e la sanità a migliorare il servizio fatto ai pazienti, con la possibilità di avere sotto controllo l’intera cartella clinica di un paziente, e quindi di conoscere in anticipo la storia del paziente, in modo da somministrare cure migliori e in tempi più rapidi.

8) Blockchain nella Pubblica amministrazione

Anche la blockchain nella pubblica amministrazione trova ambiti di applicazione. La blockchain potrebbe infatti ad esempio aiutare la pubblica amministrazione e i cittadini ad avere una vera identità digitale, condivisa e implementata in questo sistema, con diversi vantaggi tra cui: rendere più difficile l’evasione fiscale, avere un controllo maggiore dei cittadini e quindi combattere la criminalità, servizi semplificati in tutti i settori della pubblica amministrazione (invio di dati semplificato), e molto altro.

9) Blockchain nel Retail

La blockchain sembra essere un modello interessante da utilizzare nei negozi e nel retail: con la blockchain infatti gli attuali metodi di pagamento in negozio potrebbero essere estesi alla bitcoin, permettendo quindi ai clienti pagamenti molto più rapidi, oltre che essere più economici. Garantedo pagamenti più veloci ed economici, e quindi più convenienti, può essere offerto un servizio migliore al cliente, che quindi potrebbe dare un vantaggio competitivo agli store che decideranno per primi di abilitare queste nuove tecnologie nei loro punti vendita.

Da alternativa alla finanza tradizionale ad alleato delle banche

blockchain e bancheLa tecnologia Blockchain invece un futuro ce l’ha eccome. In occasione degli eventi internazionali organizzati sul tema in questi mesi, a Londra (25-26 gennaio), San Francisco (10 febbraio) e Johannesburg (3-4 marzo), siederanno allo stesso tavolo colossi dell’IT – come IBM e SAP – e sviluppatori indipendenti, rivolgendosi a una platea internazionale composta prevalentemente da istituti finanziari e di credito.

L’interesse delle banche, del resto, non è più un segreto da tempo. Goldman Sachs ha dichiarato che la blockchain è destinata a rivoluzionare il settore, mentre Barclays e USB hanno pubblicamente ammesso che potrebbero utilizzare la tecnologia su diversi ambiti operativi, dalle rimesse di pagamento alla contrattualistica. Bank of England ha fatto sapere di aver creato una serie di team di sviluppo all’interno della propria organizzazione. A settembre è invece nato R3, un consorzio privato istituti finanziari interessati al potenziale della Blockchain. A dicembre c’è stato un nuovo giro di adesioni, che ha visto l’ingresso di BMO Financial Group, Danske Bank, Intesa Sanpaolo, Natixis, Nomura, Northern Trust, OP Financial Group, Banco Santander, Scotiabank, Sumitomo Mitsui Banking Corporation, U.S. Bancorp e Westpac Banking Corporation. Oggi sono in tutto 42 gli istituti che hanno aderito alla federazione. Intanto in Italia anche il più grande istituto di credito, Unicredit, considera la Blockchain una delle priorità di investimento digitale del 2016 e del 2017.

Ma c’è anche chi è già passato dalle parole ai fatti: Bank of America ha depositato presso lo U.S. Patents and Trademark Office (USPTO) 15 brevetti correlati alla Blockchain e dovrebbe depositarne altri venti proprio in questi giorni. Stando a quanto reso pubblico dall’USPTO, i brevetti di Bank of America puntano a realizzare sistemi di identificazione dei rischi legati alle criptovalute e di allerta su utenti sospetti.

Ovviamente non manca il rovescio della medaglia. Se da una parte le banche sono attratte dalla possibilità di attivare transazioni più economiche e sicure, dall’altra l’idea che chi partecipa al network possa vedere in tempo reale i dati che circolano attraverso i nodi raffredda non poco gli entusiasmi di chi non vuole che i propri flussi transazionali diventino di dominio pubblico. È necessario, quindi, garantire che ciascun utente abbia le credenziali per vedere esclusivamente le operazioni che lo riguardano. Si tratta di uno dei temi più dibattuti alla Blockchain Conference di Londra: insieme a quelli della regolamentazione e complessità degli strumenti di data protection da adottare sul piano della giurisdizione internazionale, è stato indicato come una delle questioni più delicate per la diffusione della tecnologia.

Gli altri possibili ambiti applicativi, dalla PA alle imprese

Ma non sono solo le banche a considerare la blockchain una leva strategica di sviluppo. Se molti osservatori si dicono convinti che anche le pratiche della pubblica amministrazione e addirittura anagrafiche e documenti d’identità potranno essere gestiti sfruttando i sistemi di controllo distribuiti offerti dalla Blockchain (applicabili persino alle attività di notariato o alla gestione delle proprietà intellettuali, si comincia a valutare l’impatto positivo della tecnologia pure sulle imprese private.

Sempre a Londra si è discusso dell’utilità della blockchain per semplificare i processi di business, diminuendo i costi e aumentando l’efficienza dei reparti finance. Si prevede un primo inserimento nei flussi interni, creando gruppi di utenti con specifici livelli di accesso, mantenendo trasparenti tutte le operazioni e agevolando le attività analitiche grazie alla rapidità e omogeneità dai dati trasmessi.

Il passo successivo? L’implementazione nei business network, con l’automazione dei processi di procurement attraverso sistemi di notifica real time, il monitoraggio costante e condiviso degli asset disponibili per la vendita e l’acquisto e, di nuovo, la generazione di precise, graduali barriere all’ingresso per la partecipazione all’interscambio. Sarebbe un salto quantico. Ma la capacità di adattamento che hanno dimostrato i business rafforzati dalla digital disruption fa ben sperare.

Molto però può dipendere anche dalla volontà dei vendor tecnologici di comprendere prima, abbracciare poi e infine implementare nella propria offerta la logica della Blockchain. C’è chi ci sta già pensando. Ma la partita è interdisciplinare, oltre che internazionale, e oltre a sviluppare soluzioni tecniche che rispondano a problemi concreti – e ancora insoluti –, occorre anche un’importante opera di informazione e sensibilizzazione per coinvolgere istituzioni e associazioni nella definizione di adeguati impianti regolatori.

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