Come la blockchain può essere impiegata nelle transazioni immobiliari e nella sanità

Oggi questa tecnologia rappresenta un modello e una piattaforma innovativa che consente di fornire adeguate risposte alle esigenze della pubblica amministrazione, degli utenti, dei cittadini e delle imprese [...]
Luca Sanna

avvocato, Studium Cives

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Come nella tradizione giuridica europea, per poter spiegare il funzionamento di un sistema o di un modello è necessario partire con le definizioni almeno degli elementi che compongono il modello stesso. Nel caso della blockchain essi sono:

– il nodo: sono i partecipanti alla blockchain e sono costituiti fisicamente dai server di ciascun partecipante. I primi miners utilizzavano il proprio computer acceso h24.

– la transazione: sono i nostri dati che vogliamo scambiare (es: compravendita immobiliare) e che necessitano di essere verificati, approvati e poi archiviati.

– il blocco: è rappresentato il gruppo di transazioni che sono unite per essere verificate, approvate e poi archiviate dai partecipanti alla blockchain.

– il ledger: è il registro pubblico, nel nostro esempio il registro degli immobili, nel quale vengono “trascritte” tutte le transazioni effettuate. Esso è immutabile ed è completamente trasparente e funziona, né più né meno come la conservatoria, sicché le transazioni sono annotate in modo ordinato e sequenziale. Il ledger è costituito dall’insieme dei blocchi che sono tra loro incatenati tramite una funzione di crittografia e grazie all’uso di hash.

lo hash: è un algoritmo che mappa in senso matematico (usa una funzione) dei dati (di lunghezza variabile) in una stringa binaria (una sequenza di caratteri) di dimensione fissa. Lo hash identifica in modo univoco e sicuro ciascun blocco. Un hash non deve permettere di risalire al testo che lo ha generato.

Ogni blocco della catena blockchain contiene le transazioni ed è provvisto di un hash (collocato nell’header – nell’intestazione del pacchetto dei dati). L’hash registra tutte le informazioni relative al blocco e un altro hash – con le informazioni che si riferiscono al blocco precedente – consente la creazione di una catena, composta appunto da due o più blocchi.

Ricapitolando possiamo immaginare la blockchain come un database, il libro degli immobili o conservatoria appunto, però distribuito condiviso cioè da più computer, chiamati nodi, connessi alla rete.

 

Ebbene, con il termine database distribuito si parla di un database che non si trova fisicamente su un unico server, bensì è locato su tutti i computer che compongono la rete, nel medesimo istante.

Questo genera due effetti: l’informazione è reperibile in maniera molto rapida, in quanto la potenza di calcolo sfrutta la potenza di tutti i computer connessi e l’informazione contenuta, all’interno di un sistema blockchain è immutabile perché un nuovo blocco di transazioni che viene creato all’interno della blockchain viene rispettivamente controllato, validato e crittografato dagli attori che partecipano. Solo attraverso i miners, che risolvono un problema matematico – l’algoritmo appunto – l’informazione verrà validata.

Analizziamo ora come potrebbe essere applicata la tecnologia blockchain in due sistemi tradizionali quali il libro immobiliare e l’archivio dei dati dei pazienti.

La blockchain nelle transazioni immobiliari

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Identificando la blockchain quale database distribuito sarà possibile immaginarci l’applicazione in un database – centralizzato – come appunto è quello relativo alla conservazione della pubblicità immobiliare rappresentato dal libro degli immobili, comunemente chiamato conservatoria.

La Conservatoria dei Registri Immobiliari, denominata ora Ufficio di Pubblicità Immobiliare, è presente in Italia negli uffici provinciali. Le sue funzioni principali sono:

  • la conservazione, la pubblicazione e la consultazione di tutti gli atti e le scritture che individuano il trasferimento di diritti reali;
  • l’iscrizione di ipoteche, di gravami e pregiudizievoli, di servitù attive e passive, di privilegi agrari e speciali, dandone evidenza pubblica.

Le operazioni di aggiornamento dei registri si chiamano formalità e si distinguono in trascrizioni, iscrizioni, annotazioni (art. 2679 cod. civ.).

L’art. 2663 c.c. stabilisce che: “La trascrizione deve essere fatta presso ciascun ufficio dei registri immobiliari nella cui circoscrizione sono situati i beni”. Ciò significa che chi vuol trascrivere gli atti notarili di acquisto di un immobile ed eventuali ipoteche h la necessità di recarsi alla Conservatoria dei Registri Immobiliari del luogo nel quale si trova l’immobile stesso.

La pubblicità immobiliare deve avvenire entro e non oltre il 30° giorno dalla stipula dell’atto, a pena di nullità dell’atto stesso. Deve essere inoltre effettuata presso l’ufficio competente per territorio, a pena di nullità.

La pubblicità immobiliare garantisce la certezza degli scambi commerciali rendendoli efficaci nei confronti dei terzi. Essa agevola il trasferimento dei beni immobiliari permettendo di verificare e conoscere “l’assetto proprietario” degli stessi.

In tutti i libri di diritto privato, sin dal primo anno di università, la pubblicità immobiliare è sempre stata connessa con l’esempio di scuola della “doppia alienazione”: se l’immobile viene venduto due volte, ai fini della certezza del diritto, il titolare dell’immobile, legittimo proprietario, sarà il soggetto che per primo è stato trascritto all’interno del libro mastro degli immobili, e non il primo soggetto che cronologicamente ha sottoscritto il contratto. A garanzia di questo sistema vigilano alcuni operatori qualificati (i notai) e gli uffici centrali dello Stato.

Senza voler scendere nella dottrina giuridica e nelle conseguenze civilistiche della doppia alienazione, tale nefasto effetto di un database centralizzato in un sistema che prevede delle tempistiche tecniche di registrazione dell’atto notarile è ben noto.

Nella tecnologia blockchain tale fenomeno è stato chiamato double spending: un bene fungibile come la moneta permette al possessore di utilizzare più volte la stessa banconota per fare più operazioni. Qualora si tratti di moneta digitale – un mondo duplicabile per ontologia – questo fenomeno poteva essere esasperato. Sicché la problematica del double spending, sostanzialmente la capacità di impedire che una moneta potesse essere usata due volte dalla stessa persona – è stata risolata dando una identificazione alla moneta.

La crittografia utilizzata dai bitcoin e quindi in generale le diverse declinazioni della blockchain, consente di fornire una specifica identità al dato, con uno specifico codice ID, un suo nome e cognome e una sua storia. A ogni passaggio proprietario il dato, o la moneta, acquisiscono informazioni, che vengono registrate, ma il primo proprietario non dispone più di quel dato, seppur si sia tenuta una traccia del suo utilizzo.

È quello che già accade attraverso il principio della continuità delle trascrizioni nel sistema immobiliare: l’art. 2650 del c.c. stabilisce che, nei casi in cui un atto di acquisto è soggetto a trascrizione, le successive trascrizioni o iscrizioni a carico dell’acquirente non producono effetto, se non è stato trascritto l’atto anteriore di acquisto.

Ebbene in un sistema tradizionale la fiducia in tutti gli operatori è riposta nelle autorità centrali, le quali potrebbero smarrire le informazioni, a causa di una guerra, di un incendio oppure a causa di un attacco hacker, ora che gli archivi sono stati informatizzati.

Quindi il primo grande beneficio dell’utilizzo di un passaggio dai ledger tradizionali alla blockchain è data dal fatto che i libri mastro potrebbero numerosi e accessibili a tutti.

Il secondo beneficio attiene al fatto che tutti potrebbero effettuare una compravendita immobiliare attraverso l’utilizzo di contratti digitali, più precisamente smart contract, che certificano il passaggio proprietario, le cui informazioni potrebbero sempre essere controllate da operatori qualificati (i notai digitali per esempio). La blockchain garantirebbe la sua incorruttibilità, proteggerebbe il dato da possibili violazioni e lo esporrebbe in modo trasparente a tutti gli operatori che partecipano, velocizzando l’individuazione di errori.

La blockchain nella sanità

Allo stesso modo utilizzare le informazioni mediche dei pazienti facendo affidamento ad un sistema non modificabile e condiviso, consentirebbe agli operatori sanitari di condividere le patologie e le cure di ogni singolo utente in maniera sicura e rapida, migliorare il servizio sanitario, con la possibilità di avere sempre il controllo sui dati clinici, anche storici di un paziente, in modo di somministrare la migliore cura.

Tali informazioni potrebbero essere condivise per verificare la veridicità di alcune informazioni cliniche al fine di evitare l’odierna proliferazione di falsi invalidi e di erogazioni non corrette di prestazioni sanitarie e assistenziali.

Anche in un periodo di emergenza come l’odierna pandemia di corona virus – Covid 19 – che stiamo affrontando, sapere in modo condiviso e veloce quali pazienti hanno o meno i sintomi, permetterebbe il coordinamento intelligente delle operazioni di controllo, di verifica e successivamente un intervento mirato ai fini del contenimento e della cura della patologia.

Alcune considerazioni sulla blockchain

Per comprendere il fenomeno blockchain occorre fare un esempio pratico: la creazione di una blockchain è paragonabile all’estrazione dell’oro: da qui il termine miners, minatori. Come per il processo estrattivo minerario è necessario impiegare una certa quantità di energia per ricavare un materiale che ha un certo valore per le persone, allo stesso modo nelle cryptovalute l’energia impiegata viene ripagata attraverso una fee completamente digitale. Il processo estrattivo avviene quindi in un mondo virtuale e, così come durante il periodo della febbre dell’oro esisteva un incentivo economico per l’estrazione mineraria, così avveniva e avviene per la creazione di una moneta virtuale. I miners creano nuovi Bitcoin a livelli di difficoltà già determinati (e crescenti) utilizzando una rilevante quantità di energia. I miners che raggiungono il livello di creazione di un blocco della catena sono ricompensati con l’emissione di un bitcoin.

È doveroso dire che al momento del premio, il suddetto non viene mai riscosso da un solo miner, ma le operazioni sono complesse e l’energia impiegata elevata che è necessario essere all’interno di un gruppo di lavoro, e la ricompensa sarà divisa in maniera proporzionale all’energia impiegata.

Perché la blockchain è divenuta così interessante

Il motivo per cui il sistema inventato da Satoshi Nakamoto – pseudonimo di fantasia dietro il quale non si conosce chi si nasconda – è divenuto così popolare tanto da essere oggetto ricerca e sviluppo per applicazioni future è celato dietro il numero di soggetti che ora “costruiscono” i blocchi.

Oggi la blockchain rappresenta un modello e una piattaforma innovativa che consente di fornire adeguate risposte alle esigenze della pubblica amministrazione, degli utenti, dei cittadini e delle imprese; entrando di poco a poco nella quotidianità si è cercato di dare al sistema una prospettiva istituzionale, questo perché il sistema blockchain permette, rispetto a tutte le altre tecnologie, di rendere affidabile e trasparente un ambiente, senza le possibilità intromissive che generalmente fanno guardare con sfiducia la nuova tecnologia, specie se applicata al mondo virtuale.

Proprio per distinguere due mondi legati dalla stessa struttura gli operatori hanno inteso separare la Blockchain (con la B maiuscola) riferendosi alle cryptovalute, dalla blockchain (minuscola) che si riferisce alle applicazioni diverse da quelle delle monete virtuali.

Non essendoci una definizione è difficile poter rappresentare la struttura senza conoscerne il funzionamento. La blockchain, possiamo dire, è un sistema in cui il registro è strutturato come una catena di blocchi contenenti le transazioni e la cui validazione è affidata a un meccanismo di consenso.

Tale consenso può essere:

  1. distribuito su tutti i nodi della rete nel caso delle blockchain permissionless o pubbliche;
  2. su tutti i nodi i nodi che sono autorizzati a partecipare al processo di validazione delle transazioni da includere nel registro nel caso delle blockchain permissioned o private.

Ciò che rende il sistema interessante è che la catena di blocchi è immutabile, ciò ne garantisce la trasparenza e la tracciabilità, mentre la sicurezza è garantita dalla distribuzione dei nodi e dalle tecniche crittografiche. L’inalterabilità e l’impenetrabilità rendono il sistema sicuro da corruzione e interpolazione.

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