Chi è Satoshi Nakamoto, l’uomo che ha inventato il Bitcoin

Alessandro Rubino, avvocato
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Satoshi Nakamoto ha ricevuto la nomina per il premio Nobel per l’economia e si dica sia miliardario … eppure nessuno sa chi sia realmente. Satoshi Nakamoto ha inventato il Bitcoin e, soprattutto, la tecnologia sottostante, la blockchain. Indipendentemente dal Bitcoin, il vero tesoro è la blockchain, perché cambierà il mondo tanto quanto Internet ha fatto negli anni ’90.

Sull’identità di Sakamoto esistono varie teorie: potrebbe non essere una sola persona, e il nome potrebbe servire da copertura per un gruppo creato per fomentare una rivoluzione digitale; potrebbe trattarsi della CIA, o addirittura dei governi. Infine, potrebbe essere un “lui” o una “lei”.

Un po’ di storia: dai Cypherpunks alla Via della seta

Negli anni ’80 e ’90, per parlare di crittografia, dovevi far parte di un team di hacker informatici ribelli: The Cypherpunks. Erano programmatori di computer interessati a creare assoluta privacy nel mondo digitale.

Nel Manifesto Cypherpunk di Eric Hughes, matematico americano, programmatore di computer e cypherpunk si legge:

“La privacy è necessaria per una società aperta nell’era digitale. Non possiamo aspettarci che i governi, le aziende o altre grandi organizzazioni senza volto ci concedano la privacy. Dobbiamo difendere la nostra privacy se ci aspettiamo qualcosa. I cypherpunk scrivono il codice. Sappiamo che qualcuno deve creare i software per difendere la privacy, e … lo stiamo facendo”.

I cypherpunk si specializzarono nella creazione di cypher, ovvero mailing list, in gruppi informali, con l’intento di ottenere la privacy e la sicurezza informatica degli account personali, che erano quasi impossibili da penetrare. Molti di loro erano anarchici e ribelli e credevano che tutti dovessero essere collegati online senza interferenze governative. Internet è tutt’altro che libero dagli occhi vigili della NSA, National Security Agency.

I cypherpunk hanno sperimentato l’idea secondo la quale sulla rete si possa inviare denaro senza l’uso di un intermediario. David Chaum, un informatico e crittografo americano ha creato DigiCash nel 1989 e ha pubblicato un documento accademico sull’argomento. Un altro dei cypherpunks, Nick Szabo, ha creato “Bit Gold”.

Anche se i cypherpunk hanno avuto questa idea, non sono riusciti mai a creare un tecnicismo per realizzare una vera esperienza peer-to-peer. Solo dopo il crollo del mercato azionario del 2008, il mondo era pronto per una rivoluzione digital finanziaria.

Nell’ottobre del 2008, qualcuno chiamato Satoshi Nakamoto scrisse un documento intitolato “Bitcoin: un sistema di cassa elettronico peer-to-peer ”. Nel novembre del 2008 Satoshi Nakamoto pubblicò il protocollo Bitcoin su The Cryptography Mailing list sul sito metzdowd.com.

Iniziò a inviare comunicazioni per e-mail a tutti i Cypherpunks, chiedendo se fossero disposti ad aiutarlo a creare la sua idea di un nuovo sistema chiamato “Blockchain”. Si trattava di una rete di computer connessi peer-to-peer. La blockchain, concepita per criptovalute era ed è fondamentalmente un sistema di contabilità che registra tutte le transazioni su un libro mastro pubblico, il ledger.

Invece del dollaro Usa, o dell’euro Eu, il valore viene scambiato in una valuta digitale, chiamata Bitcoin. I nuovi Bitcoin devono essere creati dal “mining”, che è un processo di tentativo dei computer per risolvere un difficile problema di matematica, ed una volta risolto il cifrario, il minatore viene premiato in Bitcoin.

All’inizio, un Bitcoin valeva solo frazioni di un centesimo di dollaro. All’epoca, qualsiasi computer ordinario poteva risolvere ed estrarre Bitcoin e chiunque poteva ricevere e depositare la valuta nel proprio portafoglio digitale, wallet. Anche se era la soluzione che stavano cercando, in quegli anni molti dei crittografi ignorarono le idee di Satoshi Nakamoto, e solo un programmatore di computer californiano di nome Hal Finney ne vide il potenziale e lui fu la prima persona a prendere sul serio Nakamoto. Accettò di lavorare su The Bitcoin Project gratuitamente, e il 3 gennaio 2009 Bitcoin è stato lanciato per la prima volta.

Hal Finney e Satoshi Nakamoto non si erano mai incontrati faccia a faccia e non hanno mai parlato al telefono. Nakamoto ha lasciato il suo indirizzo e-mail sul sito Web Bitcoin, permettendo a chiunque di contattarlo per eventuali domande sul progetto. Ciò ha portato molti altri programmatori a partecipare e ad aiutarlo. Naturalmente, la tecnologia Bitcoin era anche un modo per eludere la legge e per trasferire denaro privatamente, e i criminali non tardarono ad arrivare.

Gavin Andresen, l’ultimo ad aver incontrato Nakamoto

Nel 2011, un sito web chiamato The Silk Road, la Via della seta, è apparso in un browser web chiamato Tor, utilizzato nel dark web.I l fondatore della Via della Seta è un americano e si chiama Dread Pirate Roberts, come il personaggio di “La storia fantastica (The Princess Bride)”, film fantasy del 1987 diretto da Rob Reiner. Sulla Via della Seta si poteva comprare qualsiasi cosa illegale, inclusi schiavi umani e ordini per assassini, e la maggior parte di queste transazioni avveniva in Bitcoin.

Nel 2013, un uomo di 29 anni di nome Ross Ulbricht fu arrestato in una biblioteca con il sospetto di essere il “terribile pirata Roberts”. Nel 2015 l’uomo è stato condannato per cospirazione per il trasferimento di stupefacenti; non uno, ma due ergastoli, più 40 anni, senza possibilità di libertà vigilata. Anche se la maggior parte delle persone nella comunità delle criptovalute crede che Ulbricht fosse solo un burattino, e che il vero Dread Pirate Roberts sia libero.

L’ultima persona che si conosce che ha comunicato con Satoshi Nakamoto è stata Gavin Andresen,un programmatore che guardava a lui come suo mentore e a un eroe. Quando l’FBI e la CIA indagarono su Satoshi Nakamoto, Gavin Andresen accettò di parlare in merito all’argomento Bitcoin per conto del misterioso fondatore, con l’obiettivo di diffondere la tecnologia blockchain. Questo spaventò Nakamoto, che tagliò completamente i legami con il resto del team Bitcoin originale. Da allora, l’indirizzo del portafoglio pubblico Bitcoin di Satoshi Nakamoto è rimasto intatto.

Anche nel 2017, quando il prezzo è salito a 20mila dollari per moneta, egli non ha mai ritirato i soldi. Potrebbe essere uno degli uomini più ricchi del mondo, ma ha deciso di non spendere un centesimo, sempre che sia un umano….

Ethereum e Ripple

Molti hanno scoperto che la tecnologia blockchain potrebbe essere un’opportunità per creare o innovare le proprie attività. Dato che il codice per la blockchain era open source e gratuito per chiunque, poteva essere migliorato e costruito.

Vitalik Buterin aveva solo 17 anni quando iniziò a imparare a programmare la blockchain e fondò Bitcoin Magazine. Ha guadagnato molto rispetto e ha proposto un nuovo progetto chiamato Ethereum, altra cryptovaluta.

Molto più veloce ed economica di Bitcoin, prevede che le persone possano realizzare le proprie attività sulla piattaforma Ethereum. Questi sono chiamati “ICO” o “Initial Coin Offerings”.

La criptovaluta numero 2 al mondo è Ripple, guidata dall’ex CEO di AOL, Brad Garlinghouse. Ripple sta già lavorando fianco a fianco con la Federal Reserve e ha contratti con oltre 200 banche che hanno accettato di utilizzare la propria valuta, XRP, per saldare miliardi di dollari nelle transazioni bancarie in futuro.

Satoshi Nakamoto, fra mito e realtà

Hal Finney. Il programmatore originale di Bitcoin, Hal Finney, soffriva di SLA. La cronologia del peggioramento delle condizioni di Hal Finney si allinea effettivamente a quando Satoshi Nakamoto ha deciso di scomparire. Andy Greenberg, uno giornalista della rivista Wired ha fatto questo collegamento, e credendo di aver risolto il caso è andato ad intervistarlo. Hal Finney era su una sedia a rotelle e non riusciva più a parlare. Greenberg gli chiese a bruciapelo se fosse il vero Satoshi Nakamoto. Gli occhi di Finney brillarono divertiti e lui rispose prontamente, “No”. In punto di morte, Finney chiese che il suo corpo fosse congelato criogenicamente, nella speranza che un giorno si sarebbe trovata la cura per la SLA. Finney  è deceduto nel 2014 e il suo corpo è stato trasportato in un laboratorio in Arizona. In una casa a sole due miglia dalla sua casa, l’FBI si è presentata con un mandato. Hanno trascinato fuori un uomo con i capelli e gli occhiali neri e l’hanno arrestato con il sospetto di essere il misterioso fondatore di Bitcoin.

Dorian Satoshi Nakamoto. Questo è il suo nome legale completoI paparazzi si sono presentati alla sua porta e hanno riportato a erroneamente  la notizia che Dorian Satoshi Nakamoto era il vero fondatore di Bitcoin. Oggi, Dorian Nakamoto è affettuosamente chiamato “Il falso Satoshi “.

Dr.Craig Wright. Nel 2015, un altro potenziale candidato è emerso dai media. Le autorità statunitensi hanno fatto irruzione nella casa di un uomo australiano di nome Dr. Craig Wright. Nel 2016, Wright ha accettato di fare molte interviste con la stampa affermando di essere il vero Satoshi Nakamoto, dimostrando di poter crittografare il secondo blocco della blockchain Nakamoto. Durante un’intervista pubblica, Vitalik Buterin ha fornito una serie di esempi di come Craig Wright avrebbe potuto falsificare questa cosiddetta dimostrazione. Alcune persone teorizzano che Wright non è affatto Satoshi Nakamoto, e in realtà potrebbe essere lui il vero Dread Pirate Roberts.

Elon Musk. Uno degli ex stagisti di Musk presso SpaceX, Sahil Gupta, ha scritto un post sul blog su Medium sul perché credesse che il suo ex capo fosse il vero Satoshi Nakamoto. Ciò ha suscitato tanta agitazione, che Elon Musk ha dovuto twittare che non era il fondatore di Bitcoin.

Michael Clear. Laureato in crittografia al Trinity College, studente di informatica irlandese, ha negato di esserlo.

Vili Lehdonvirta. Ex sviluppatore di giochi finlandese (ma anche sociologo ed economista), anche lui ha negato qualsiasi legame con Satoshi.

Neal King, Vladimir Oksman, Charles Bry. Adam Penenberg, un professore della New York University ha teorizzato che si tratti di tre persone: Neal King, Vladimir Oksman, Charles Bry. Basandosi su ricerche del motore Google ha trovato delle coincidenze tra il paper di Satoshi e la richiesta di brevetto per l’aggiornamento e la distribuzione delle chiavi di crittografia, fatta proprio dai tre di cui sopra, i quali ovviamente hanno negato di essere Satoshi.

Martii Malmi. Sviluppatore finlandese, sin dai primi anni avvezzo all’uso dei Bitcoin. Ha negato anche lui.

Donal O’Mahony e a Michael Peirce. Hanno scritto un paper sui pagamenti digitali nelle piattaforme e-commerce.

David Schwartz. Nella sua ultima e-mail ha scritto di aver rinunciato a Bitcoin e di voler lavorare a “un altro progetto”, senza fornire dettagli. Questo ci conduce all’ultima teoria: David Schwartz, che ora è il principale crittografo di Ripple. Nel 1988, Schwartz ha depositato un brevetto di una rete di computer distributiva prima dell’esistenza di Internet. In molti modi, la sua idea era quasi identica a Bitcoin 20 anni prima che Satoshi Nakamoto apparisse sulla scena. Schwartz non è nemmeno estraneo all’uso degli alias, e per anni ha utilizzato lo pseudonimo di “Joel Katz “.

Conclusioni

In giapponese “Satoshi” significa “un pensiero chiaro, veloce e saggio”.

“Naka” può significare “medium”, “dentro” o “relazione”.

“Moto” può significare “origine” o “fondamento”.

Satoshi Nakamoto rimane l’enigma del nuovo sistema finanziario globale, che vedrà il villaggio globale connesso senza intermediari.

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