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Se Blockchain fa rima con supply chain: la killer application che il mercato aspettava?

Domenico Aliperto
Luca Crisciotti, CEO di DNV GL – Business Assurance, e Sunny Lu, CEO di VeChain

Le caratteristiche che fanno della Blockchain una tecnologia rivoluzionaria (velocità e trasparenza assoluta nella condivisione dei dati) sono paradossalmente anche le ragioni che frenano alcune aziende ad adottarla. Ottenere la massima visibilità su ciascuna fase di ogni processo, con l’opportunità di risalire all’esatto ingranaggio del meccanismo che si inceppato, vuol dire infatti da una parte capire come correggerlo a potenziarlo, dall’altra assumere o attribuire le giuste responsabilità. Ecco il punto: non tutti possono – ancora – permettersi questa strabiliante trasparenza. Ed ecco il motivo per cui, fuori dagli ambiti del Finance, la Blockchain sta per il momento trovando spazio essenzialmente tra le applicazioni che puntano alla creazione di una supply chain davvero efficiente. In questo caso l’interesse delle organizzazioni e dei verticali a cui appartengono le filiere è giustificato da una trasparenza che si traduce senza se e senza ma in risparmio, in vantaggio competitivo, quindi in valore.

DNV GL e VeChain insieme sull’Assurance

È dunque una partnership di rilievo quella appena siglata tra DNV GL – Business Assurance (multinazionale attiva in oltre cento Paesi specializzato nella certificazione, nella verifica, nella valutazione e nella formazione) e VeChain, esperto di soluzioni DLT (Distributed Ledger Technology) per indirizzare l’adozione della tecnologia Blockchain in ambito Assurance, con l’obiettivo di rendere sempre più trasparenti le informazioni su prodotti e fornitori, aumentando di conseguenza l’efficienza delle catene di approvvigionamento. D’altra parte, le aziende si affidano sempre più frequentemente a terze parti indipendenti per gestire complessità e rischi lungo la supply chain e al contempo garantire la conformità agli standard di settore e alle richieste degli stakeholder, che possono riguardare ambiti che vanno dalla qualità del prodotto alla responsabilità d’impresa. Il tema della sicurezza alimentare, per esempio, è sotto gli occhi di tutti, ma il monitoraggio del prodotto nel ciclo di vita fuori dagli stabilimenti diverrà fondamentale specialmente in ottica Internet of Things (IoT), visto che gli oggetti stanno gradualmente diventando parte di network intelligenti il cui obiettivo è imparare a distribuire servizi a valore aggiunto ad hoc.

Blockchain e Internet of Things

Combinando il know-how di DNV GL con le principali applicazioni della tecnologia Blockchain e utilizzando dispositivi IoT diventa infatti possibile conoscere la storia, lo stato e le prestazioni di un prodotto: dai dettagli sulle modalità di produzione a come viene trasportato e conservato, arrivando allo stato di qualità in tempo reale. Allo stesso tempo, i consumatori possono verificare al momento dell’acquisto sicurezza e genuinità della referenza e della filiera. Non a caso dunque le nuove soluzioni saranno dedicate inizialmente al settore agroalimentare, al retail e alla moda. Progressivamente verranno estese ad altri verticali, a partire da quello automobilistico e aerospaziale.

«I dati stanno diventando un asset sempre più prezioso e questa partnership con VeChain consentirà alle nostre soluzioni digitali di soddisfare le mutevoli esigenze di un’economia fondata sui dati», spiega in un nota, commentando l’accordo, Luca Crisciotti, CEO di DNV GL – Business Assurance, mentre Sunny Lu, CEO di VeChain, ribadisce che «la Blockchain ha molte applicazioni oltre al settore finanziario. Sono lieto che DNV GL abbia riconosciuto l’impatto rivoluzionario che può portare nella gestione della supply chain».

Anche Carrefour e Cisco puntano sulla supply chain

L’alleanza tra DNV GL e VeChain è solo uno dei molteplici segnali di interesse del mercato in questo senso. La catena di ipermercati Carrefour ha infatti annunciato che punterà gran parte dei due miliardi di dollari che investe annualmente in ricerca e sviluppo su soluzioni Blockchain e su piattaforme di distribuzione on line. Si tratta di un’iniziativa patrocinata dallo stesso CEO del gruppo, Alexandre Bompard, che ha l’ambizione di incontrare la domanda dei consumatori declinando l’offerta attraverso trasparenza e sostenibilità . I primi progetti riguarderanno dunque, nel corso del 2018, i sistemi per la tracciabilità. Sull’onda, lo ricordiamo, di ciò che ha già fatto Walmart, che grazie a una partnership con IBM ha dato vita una piattaforma comune a tutti i suoi fornitori su cui è stato avviato un pilota per il tracking della filiera del mango, rispetto alla quale i tempi tecnici di monitoraggio ed elaborazione dei dati sono passati da diversi giorni a un paio di secondi.

Con la Blockchain verso un marketplace dinamico

Tra i vendor tecnologici, nemmeno Cisco intende lasciarsi scappare la partita della supply chain. Al Mobile World Congress, di scena a Barcellona qualche giorno fa, Anoop Nannra, responsabile Blockchain Cisco, è entrato nel merito delle risorse che il gruppo sta investendo sulla tecnologia, e della sua valenza strategica. «Una delle sfide in questo ambito è la mancanza di una vera killer application. Stando a quanto abbiamo compreso attraverso le nostre ricerche, la supply chain è un’opportunità interessante per molte aziende, che possono estrarne un valore rilevante». Nannra ha spiegato che i risultati delle sperimentazioni sono andati al di là delle aspettative: «Ci troviamo di fronte a un meccanismo fondato sulla trasparenza, che non solo riduce i rischi delle varie operazioni, ma abbatte anche i costi non necessari. Questo ci rende ottimisti rispetto all’idea di estendere l’adozione della Blockchain anche oltre lo spazio della supply chain, che sta gradualmente evolvendo da network consolidati di forniture a vere e proprie catene basate sull’effettiva domanda espressa e soddisfatta in tempo reale, grazie all’analisi e alla condivisione di dati che danno vita a un marketplace dinamico. Siamo convinti che a beneficiarne sarà l’intero ecosistema».

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