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Portale, Polimi: la criptovaluta di Facebook non è un attacco alle banche

Secondo il Direttore degli Osservatori Innnovative Payments e Blockchain & Distribuited Ledger del Politecnico di Milano Valeria Portale il ruolo di Libra, la criptocurrency di Facebook guarda primariamente al mondo di coloro che non dispongono di servizi finanziari

Redazione
Valeria Portale, direttore dell’Osservatorio Blockchain& Distributed Ledger della School of Management del Politecnico di Milano

Che opportunità si possono aprire nel momento in cui è un nome come Facebook decide di impegnarsi nello sviluppo di una criptocurrency? Che opportunità e quali rischi si creano per il panorama competitivo nel quale si colloca questa operazione? Con l’arrivo della  criptovaluta facebook, Libra Coin, la missione di Libra Association non si può non leggere primariamente come l’ingresso nel mondo del payment di un nome come Facebook che ha certamente dalla sua la possibilità di mettere a disposizione anche queste tipologie di servizi ai propri utenti.

Secondo Valeria Portale, direttore degli Osservatori Innnovative Payments e Blockchain & Distribuited Ledger del Politecnico di Milano questa operazione non è da leggere come un attacco al sistema bancario, anche se il mondo bancario “non può certo stare a guardare“. Anzi, è importante che legga il fenomeno delle valute aziendali che nei prossimi mesi aprirà spazi a ad altre operazioni di questo tipo a partire dal prossimo rilascio della critpovaluta di Telegram.

 

L’analisi di Valeria Portale

Nella sua analisi Valeria Portale osserva che Libra sarà una stablecoin, “cioè vincolata 1:1 a valute fiat, permettendo così di evitare i noti problemi legati alla volatilità ad esempio di Bitcoin“. Ma la scelta di Libre Association non vede solo il “vincolo” con il dollaro, “ma con più valute – prosegue Portale, – proprio per garantire un’esperienza che sia anche indipendente dalla nazione di riferimento“. Portale sottolinea che per il processo di “stabilizzazione del valore della criptovaluta è stata prevista una “riserva” di asset reali nella forma di Libra Reserve, che intende fornire appunto stabilità, bassa inflazione, accettazione globale e fungibilità alla valuta“.

Valeria Portale aggiunge che  “Libra è una audace incursione di Facebook nel mondo dei servizi finanziari e dei pagamenti digitali e in generale dei servizi finanziari” ed è sostenuta da un obiettivo molto chiaro che punta a “dare accesso ai servizi finanziari agli oltre 1,7 miliardi di adulti a livello globale che sono attualmente ‘unbanked’”.  Questa cryptocurrency è pensata per poter essere utilizzata da milioni di utenti per “interagire con i negozi virtuali, per inviare denaro e per poter dare accesso ad altri servizi finanziari“.

Facebook non scende in competizione con le banche

Valeria Portale aggiunge che “Facebook non si pone comunque come antagonista ai moderni player del settore finanziario, ma al contrario espresso interesse ad attuare forme di collaborazione come si può evincere anche dalla presenza di grandi nomi del mondo dei pagamenti digitali nel gruppo dei membri di Libra Association dove compaiono appunto Mastercard, PayPal, Stripe e Visa“.

Ma cosa succede quando un nome con queste dimensioni e con questa “capacità di azione” scende in campo? Cosa succede al panorama competitivo e in particolare, in questo caso, alle banche? C’è la percezione che il mondo bancario stia vivendo questa situazione come un attacco. Per Valeria Portale “Il mondo bancario resta molto forte in particolare perché il settore del payment pagamenti necessità di alcuni asset fondamentali  come la fiducia dei consumatori, l’accettazione, la semplicità e la velocità del processo di pagamento, l’accesso ai fondi dei consumatori”. Nello stesso tempo ci sono altri valori, che oggi non sono decisivi per la conquista dei consumatori, ma che in futuro possono fare la differenza come il coinvolgimento dei clienti,  funzioni aggiuntive, il controllo e l’utilizzo dei dati” In particolare – prosegue Portale –  le banche non possono stare a guardare, gli assetti del mercato cambiano molto velocemente anche per effetto della normativa PSD2 che apre le porte a nuovi attori che, previaautorizzazione del consumatore, saranno nella condizione di appoggiarsi ai conti correnti per avviare un pagamento. Non ultimo, i grandi attori del digitale e dei social media in particolare, sono nella condizione di assecondare o sostenere “l’evoluzione nelle scelte e nelle abitudini dei consumatori, che tendono a guardare sempre più frequentemente ad attori non tradizionali la gestione dei pagamenti”.

Libra insieme ad oltre 2200 criptocurrency

La criptovaluta facebook Libra Coin si aggiunge al folto gruppo di criptovalute che hanno seguito le orme di Bitcoin e che superano ormai le 2.200 unità. Una “framiglia” crypto che è destinata a crescere se si pensa al fenomeno delle criptovalute aziendali, che superano il perimetro “operativo” di fondazioni e associazioni.

In questo scenario Facebook non è “sola”. Valeria Portale ricorda che  “anche Telegram lavora da oltre un anno a Telegram Open Network (TON) una valuta che può essere utilizzata globalmente, consentendo trasferimenti di denaro P2P in tutto il mondo e che apre a ulteriori funzionalità. Per il progetto sono arrivati oltre 2 miliardi di dollari grazie una Initial Coin Offering (ICO) riservata a investitori istituzionali. E su TON non sono ancora stati diffusi gli stessi dettagli già rilasciati per Facebook, ma secondo le indiscrezioni il lancio ufficiale dovrebbe avvenire a fine ottobre 2019, anticipando di qualche mese Libra, che invece dovrebbe diventare operativo nel corso del 2020“.

Un percorso questo che non “riservato solo ai grandi”, “ma anche realtà di minori dimensioni come Kik – osserva Portale -, stanno lavorando a critpocurrency specifiche nella logica della “monete aziendali”.

Il Direttore dell’Osservatorio Blockchain & Distributed Ledger aggiunge inoltre che la nuova cryptocurrency è pensata per utilizzare le principali caratteristiche della Blockchain: dalla crittografia per autenticare gli utenti e i wallet, al linguaggio di programmazione evoluto per gli smart contract, al meccanismo di validazione gestito da un numero ristretto di nodi, e che conta sul Libra Byzantin Fault Tollerance, un meccanismo di stabilizzazione della moneta basato sulla gestione di asset da immettere o ritirare nel mercato.

 

 

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