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European Blockchain Service Infrastructure (EBSI), che cos’è e quali sono i vantaggi

Gianluigi Torchiani

La rivoluzione della Blockchain non può non interessare un organismo come l’Unione Europea, che ha messo l’innovazione digitale in cima alle sue strategie per lo sviluppo economico del Vecchio Continente. In particolare, tra 2014 e 2015 la Commissione europea ha messo al centro della sua azione la creazione di un mercato unico digitale connesso, nella consapevolezza che le tecnologie dell’informazione e della comunicazione costituiscono“il fondamento medesimo di tutti i sistemi economici innovativi moderni“. A questa strada verso l’innovazione contribuisce anche la Blockchain, che viene vista da Bruxelles come “una grande opportunità per l’Europa e gli Stati membri per ripensare i propri sistemi di informazione, promuovere la fiducia degli utenti e la protezione dei dati personali, contribuire a creare nuove opportunità commerciali e a stabilire nuove aree di leadership, a vantaggio di cittadini, servizi pubblici e aziende “.

L’Europa e la Blockchain

In particolare, in questi anni la Commissione ha posto l’accento sul fatto che il settore finanziario rappresenti soltanto uno degli ambiti di applicazione della tecnologia blockchain, che dunque ha la possibilità di portare risultati positivi anche in altri settori. La logica decentralizzata su cui si basa questa tecnologia può infatti permette di rivedere in modo anche molto radicale la struttura operative delle organizzazioni e il rapporto tra cittadini e istituzioni, sotto tantissimi aspetti. D’altra parte, però, esiste anche un rischio, specie in un Continente variegato come quello europeo: la corsa non controllata alla blockchain potrebbe tradursi in una serie di approcci frammentati, caratterizzati da protocolli e standard non comunicanti tra di loro, specie quando realizzati in diversi Stati membri.

L’obiettivo di EBSI

L’obiettivo principe dell’Unione europea, dunque, è quello di realizzare una blockchain che sia fin dal principio interoperabile e collaborativa, specie quando ci sono in ballo i servizi pubblici destinati ai cittadini utenti. In quest’ottica, l’Unione europea in questi anni ha messo in campo una serie di iniziative, di cui una delle più importanti è rappresentata dalla European Blockchain Service Infrastructure (EBSI), che si pone l’obiettivo di realizzare servizi pubblici a livello europeo basati sulle tecnologie blockchain, caratterizzati da elevati livelli di sicurezza e privacy.

L’European Blockchain partnership

Alla base dell’avvio del progetto EBSI c’è l’European Blockchain Partnership (promossa nel 2018), una iniziativa voluta dall’Unione europea che punta a favorire la collaborazione tra gli stati membri per lo scambio di esperienze e di expertise, sia sul piano tecnico sia su quello della regolamentazione. L’Italia è entrata a far parte del partenariato il 27 settembre dello scorso anno e a partire dallo scorso luglio condivide il periodo di presidenza con Svezia e Repubblica Ceca. Secondo gli obiettivi del partenariato, lo sviluppo dell’infrastruttura permetterà di condividere in maniera sicura informazioni come, ad esempio, dati doganali e fiscali dell’Ue, documenti di audit di progetti finanziati, certificazioni transfrontaliere di diplomi e sulle qualifiche professionali e le identità digitali (eIDAS).

Il Futuro di EBSI

Più precisamente l’infrastruttura europea di servizi Blockchain – avviata a febbraio 2019 – costituisce un’iniziativa congiunta della Commissione europea e del partenariato europeo Blockchain (EBP) per fornire servizi pubblici transfrontalieri a livello dell’UE utilizzando la tecnologia blockchain. Concretamente, nel prossimo futuro, ossia già entro il 2020, EBSI diventerà un blocco predefinito CEF ( i “mattoni” software pienamente conformi alla normativa comunitaria, fondamentali per la costruzione del mercato unico digitale), così da supportare l’adozione da parte delle istituzioni dell’UE e delle pubbliche amministrazioni europee.

Le quattro aree di applicazione

Sono quattro, in particolare le principale aree di applicazione che sono state affidate al progetto EBSI: certificazione notarile, credenziali di formazione, identità autonoma (self-sovereign identity) e condivisione affidabile di dati. Per quanto riguarda la Certificazione notarile, l’obiettivo della UE è lo sfruttamento della tecnologia blockchain per creare registri di audit digitali affidabili, automatizzare i controlli di conformità nei processi ad alta priorità e rendere dimostrabile l’integrità dei dati. In ambito di credenziali di formazione, la blockchain dovrebbe essere impiegata per restituire ai cittadini il pieno controllo nella gestione delle proprie credenziali di formazione, riducendo significativamente i costi di verifica e migliorando al contempo la fiducia nell’autenticità dei dati. In tema di Self-sovereign identity, l’obiettivo è quello di implementare un servizio di identità autonoma, che consenta agli utenti di creare e controllare la propria identità in contesti transfrontalieri senza dover fare affidamento su autorità centrali. Infine, per quanto concerne la condivisione affidabile di dati, si punta a sfruttare la tecnologia blockchain per condividere in modo sicuro i dati tra le autorità doganali e fiscali dell’Unione Europea.

 

Da un punto di vista prettamente operativo, la EBSI prevede che i singoli Stati Membri saranno chiamati a gestire i nodi EBSI a livello nazionale, i quali saranno in grado di creare e trasmettere transazioni. L’architettura di ciascun nodo sarà poi composta da due “layer” principali: un livello di API (interfacce applicative programmabili) per ciascuno dei casi d’uso individuati, per consentire alle applicazioni aziendali di interfacciarsi con il nodo; un livello infrastrutturale con funzionalità comuni a tutti i casi d’uso.

I vantaggi del progetto EBSI

In definitiva, quali potranno essere i benefici e i vantaggi derivanti dalla piena applicazione del progetto EBSI? Oltre al cruciale aspetto dell’interoperabilità a cui abbiamo fatto accenno in precedenza, c’è da evidenziare che il settore pubblico da sempre costituisce un traino nell’espansione delle nuove tecnologie. La realizzazione, dunque di una serie di servizi pubblici integrati con la Blockchain, garantirebbe la crescita della fiducia in questa tecnologia presso i cittadini e le organizzazioni, favorendone una repentina crescita anche nel settore privato. Contribuendo così a rafforzare la leadership del vecchio continente in materia di Blockchain. D’altra parte è evidente che l’applicazione della Blockchain ai quattro ambiti prioritari individuati dal progetto EBSI consentirebbe alla Ue e agli stati membri di adempiere in maniera quasi automatica agli obblighi imposti dal GDPR, la nuova normativa europea sulla privacy, che impone una totale trasparenza sul trattamento dei dati personali degli utenti.

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