Criptovalute nel 2021, tutto quello che c’è da sapere

Dal Bitcoin a Ethereum, fino ad arrivare a Ripple e Polkadot. Caratteristiche e quotazioni delle principali valute digitali oggi in circolazione. Gli scenari futuri e le prospettive delle valute digitali di Stato [...]
Federica Maria Rita Livelli

Business Continuity & Risk Management

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Il mercato delle criptovalute

Negli ultimi anni si è registrata una graduale diffusione delle criptovalute (o valute virtuali), la più nota delle quali è il Bitcoin: vediamo qual è il mercato di queste valute digitali.

Per comprendere cos’è una criptovaluta, dobbiamo partire con l’analisi etimologica del vocabolo, che deriva dalla fusione di crittografia e valuta; ovvero si tratta di valuta “nascosta”, in quanto è visibile/utilizzabile solo conoscendo un determinato codice informatico (i.e. “chiavi di accesso” pubbliche e private).

La criptovaluta, di fatto, è “virtuale” e si genera e si scambia esclusivamente per via telematica. Pertanto, non si trovano in circolazione dei Bitcoin in formato cartaceo o metallico. Interessante notare come alcuni concetti, tradizionalmente utilizzati per le monete a corso legale – i.e. “portafoglio” – siano stati “trasferiti” anche al contesto delle monete virtuali che impiega, appunto, il termine “portafoglio digitale/elettronico” o “wallet digitale/elettronico” oppure e-wallet.

Caratteristiche delle criptovalute

Le criptovalute si caratterizzano come un insieme di caratteristiche, quali:

  • “Protocollo” cioè un codice informatico che indica il modo in cui i partecipanti possono effettuare le transazioni.
  • “Libro mastro” o “distributed ledger” e “blockchain” tenendo in considerazione che c’è una differenza tra DLT (Distributed Ledger Technology- DLT) e blockchain, anche se, spesso, sono considerate un tutt’uno. Precisamente, con DLT si fa riferimento anche ad altre tecnologie oltre alla blockchain, ossia a tutte quelle strutture dati che servono per memorizzare informazioni in modo distribuito, i cui dati sono governati e a cui hanno accesso in reti paritetiche i vari peer. Caratteristica principale di tutte le DLT è che contengono informazioni memorizzate in modo distribuito e immutabili, ossia, una volta inserite in un registro esse non sono più modificabili (salvo eccezioni per registri particolari).

Brevi cenni sulla blockchain

La blockchain è invece un esempio specifico di registro distribuito, con informazioni registrate, in blocchi, ognuno concatenato a un altro.

La blockchain ha una serie di caratteristiche ulteriori, ovvero: è basata su tecnologie crittografiche che uniscono un blocco all’altro, fornendo così anche maggiori garanzie; ha anche “marche temporali”, pertanto, quando un’informazione – di solito una transazione – viene aggiunta a una blockchain, si ha la garanzia, non solo che non sarà più modificata, ma anche sarà possibile sapere il momento esatto in cui è stata inserita. In questo modo un distributed ledger aperto può memorizzare le transazioni tra due parti in modo sicuro, verificabile e permanente. I partecipanti al sistema vengono definiti “nodi” e sono connessi tra di loro in maniera distribuita. Siamo dinanzi a una sequenza di dati/record in continua crescita, definiti “block” collegati tra loro e resi sicuri mediante l’uso della crittografia. Di fatto, i dati in un blocco sono per loro natura immutabili, ovvero non possono essere retroattivamente alterati senza che vengano modificati tutti i blocchi successivi ad esso implicando – data la natura del protocollo e lo schema di validazione – il consenso della maggioranza della rete. Pertanto, la natura distribuita e il modello cooperativo rendono particolarmente sicuro e stabile il processo di validazione. Inoltre, l’autenticazione è resa possibile tramite la “collaborazione di massa” ed è alimentata da interessi della comunità.

La blockchain è, quindi, un registro pubblico delle transazioni Bitcoin in ordine cronologico e viene utilizzata per memorizzare in modo permanente le transazioni della criptovaluta e per prevenire il fenomeno del cosiddetto “double spending” (ovvero evitare che si possa spendere i bitcoin più di una volta nello stesso momento).

La blockchain – costituita da un insieme di blocchi fra loro concatenati e ciascuno di essi identificato da un codice – contiene sia le informazioni di una serie di transazioni sia il codice del blocco precedente, in modo tale da poter ripercorrere la catena all’indietro, fino al blocco originale (i.e. una sorta di DNA delle transazioni Bitcoin). Tutti i nodi della rete memorizzano tutti i blocchi e quindi tutta la blockchain.

  • “Rete decentralizzata di partecipanti” che aggiornano, conservano e consultano il “distributed ledger” delle transazioni, secondo le regole del protocollo.

Interessante notare come chiunque possa creare una valuta digitale; quindi, in teoria, si possono avere centinaia o persino migliaia di criptovalute in circolazione, ovvero sul mercato.

Le valute virtuali – una volta emesse attraverso una piattaforma di scambio o “exchange platform” – possono essere acquistate o vendute impiegando denaro a corso legale. Attualmente, le piattaforme di scambio su cui si acquistano e vendono le valute digitali non risultano regolamentate, ne consegue che risulti difficile garantire una tutela legale specifica in caso di contenzioso o fallimento.

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Vantaggi e criticità delle criptovalute

Le criptovalute offrono molti potenziali vantaggi, quali: una maggiore velocità ed efficienza nei pagamenti e nelle rimesse estere promuovendo, così, l’inclusione finanziaria; molti vantaggi economici per gli utenti, dal momento che i pagamenti in tutto il mondo possono essere effettuati senza l’intermediazione delle banche che, di solito, addebitano commissioni per l’elaborazione dei pagamenti.

Per contro, le valute digitali, essendo “anonime”, sono diventate molto attraenti per i criminali, che possono utilizzarle per riciclare denaro sporco e per altre attività illegali. Inoltre, le criptovalute possono comportare rischi notevoli anche in termini di truffe e stanno generando numerosi interrogativi in termini di protezione dei consumatori e investitori.

Al momento, di fatto, non si ha a disposizione un quadro giuridico preciso in grado di garantire un’efficace tutela legale e/o contrattuale degli interessi degli utenti che possono, pertanto, trovarsi esposti a dover subire ingenti perdite economiche, ad esempio in caso di condotte fraudolente, fallimento o cessazione di attività delle piattaforme on-line di scambio presso cui vengono custoditi i portafogli digitali personali. Di fatto le piattaforme di scambio, a differenza degli intermediari autorizzati, si trovano senza obblighi informativi e regole di trasparenza, non devono prestare alcuna garanzia di qualità del servizio, né devono rispettare requisiti patrimoniali o procedure di controllo interno e gestione dei rischi. Ne consegue che vi sia un’elevata probabilità di frodi ed esposizione al “cybercrime”.

In questo scenario risulta evidente che il settore finanziario e bancario all’inizio abbia considerato con diffidenza e riluttanza le criptovalute, in quanto entrambi i settori temono che la possibilità di trasmettere valore, senza l’intervento degli intermediari, possa compromettere il business normalmente svolto da loro. Tuttavia, le criptovalute e la tecnologia di distributed ledger, se viste come parte di un più ampio processo di sperimentazione tecnologica e finanziaria, potrebbero costituire le basi per dar vita a soluzioni capaci di rendere più efficiente o, addirittura, di trasformare radicalmente l’attuale sistema economico.

I vari organismi internazionali stanno cooperando per identificare e valutare i rischi posti dalle valute virtuali in modo tale da: poter facilitare il processo di sviluppo e di affinamento delle politiche regolatorie: determinare standard internazionali e best practice in grado di fornire utili indicazioni sulle misure regolatorie più appropriate da implementare nei diversi campi; promuovere l’armonizzazione e prevenire il rischio di strategie di arbitraggio.

Inoltre, la Commissione Europea, lo scorso dicembre 2020 ha avviato una consultazione pubblica con l’obiettivo di emanare una cripto-direttiva dell’Unione.

Il mercato delle criptovalute

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Criptovalute

Il mercato delle criptovalute è in continua ascesa. A oggi sono più di 5000 quelle scambiate sui mercati. Ovviamente, la stragrande maggioranza di queste valute ha una capitalizzazione di mercato irrisoria, ma le principali, quali ad esempio Bitcoin, Ethereum e Ripple stanno diventando delle realtà sempre più consolidate all’interno del panorama finanziario globale. Basti pensare che a dicembre il Bitcoin ha registrato un ulteriore record: il valore ha superato i 40mila dollari e la capitalizzazione oltre 700 miliardi; mentre la seconda criptovaluta in classifica, Ethereum, ne vale 140 miliardi.

Analizziamo alcune delle criptovalute più interessanti da monitorare nel corso del 2021, e la loro posizione sul mercato, ricordando che non tutte le criptovalute hanno la propria blockchain, ovvero, alcune sono state create sopra una blockchain già esistente, mentre altre sono state create da zero.

Bitcoin

È stata la prima criptovaluta creata e la più conosciuta; introdotta nel 2009 da uno sviluppatore sotto lo pseudonimo Satoshi Nakamoto, con l’idea di creare un sistema di pagamento elettronico, indipendente e decentralizzato, basato su prove matematiche e sulla crittografia.

Bitcoin, al pari di altre criptovalute, ha una fornitura limitata, ovvero, non potranno essere generati nuovi bitcoin dal sistema, una volta raggiunto il limite massimo che è stato fissato a 21 milioni di unità. Un altro limite del Bitcoin è, da sempre, quello della scalabilità, ovvero la grandezza dei blocchi di transazioni, che fin dalla sua nascita è rimasta limitata a 1 MB. Questa soglia allunga enormemente i tempi di elaborazione delle transazioni, riducendo il numero di scambi che la rete riesce a gestire.

Secondo alcuni analisti, il prezzo di Bitcoin aumenterà fino a raggiungere, nel prossimo dicembre 2021 il valore di 70.000-90.000 dollari o superiore. Interessante notare come nell’ultimo anno siano aumentati del +40% nel mondo gli sportelli ATM (Automated Teller Machine – i.e. bancomat) dove si possano acquisire i Bitcoin tramite carta bancomat o contanti.

Attualmente si registrano nel mondo 13.500 BTM (Bitcoin Teller Machine). I paesi che hanno registrato la maggiore crescita nel numero di sportelli sono: Usa (+175% e rappresentano l’81% del totale a livello mondiale); Canada (+50% e 1013 BTM); Regno Unito, terzo classificato con 230 sportelli a fine 2020, è l’unica nazione ad aver registrato un calo annuo (-18%) Seguono l’Austria con n. 142 sportelli, la Spagna con n. 101 e infine la Svizzera con n. 100.

L’Europa risulta essere la seconda regione per crescita dei BTM, con un tasso di aumento del 2% anno su anno nel 2020 e 1248 unità; mentre l’Asia risulta avere solo 1% della quota degli sportelli.

Interessante sapere che fine 2020 Visa e BlockFI (una startup con sede a New York specializzata in prestiti e conti di risparmio garantiti da criptovalute) hanno annunciato che stanno collaborando per lanciare una nuova carta di credito che premia gli utenti con Bitcoin (i.e. i titolari di carta avranno diritto a ricevere l’1,5% dei loro acquisti in Bitcoin). La nuova carta di credito sarà disponibile al pubblico a partire dai primi mesi di quest’anno, ponendo, così, le basi per una più ampia adozione mainstream della valuta digitale.

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Il mercato delle altre criptovalute

Pur rimanendo il Bitcoin la valuta digitale di riferimento; tuttavia, con lo sviluppo della blockchain si sono create numerose alternative ad esso e vi sono criptovalute emergenti sul mercato, che possono essere considerate valide alternative per gli investimenti.

Vediamo secondo le previsioni degli analisti di settore quali sono le criptovalute interessanti da monitorare e considerare durante il 2021.

Ripple

Si ritiene che questa criptovaluta sia destinata ad aumentare di valore e, per la sua minor capitalizzazione, può rappresentare un’opportunità di investimento molto interessante in una proiezione futura. La sua blockchain ha raggiunto quota 300 fornitori in 40 paesi. Si caratterizza per essere una criptovaluta open source peer-to-peer che offre le stesse funzioni di Bitcoin, ma ha anche delle caratteristiche avanzate, quali le transizioni istantanee.

Litecoin

Si tratta di un’altra criptovaluta da monitorare, dato che attualmente vanta una capitalizzazione di mercato di oltre 5 miliardi di dollari. Essa consente pagamenti in modello peer-to-peer, praticamente in tutto il mondo e, grazie a un funzionamento decentralizzato, è una delle poche criptovalute in grado di offrire tempi di conferma delle transazioni decisamente più contenuti (i.e. 2,0 minuti vs. i 10 minuti del Bitcoin).

Bitcoin Cash

Criptovaluta emergente che si caratterizza per essere sia una criptovaluta, sia una rete di pagamento. Bitcoin cash funge da denaro elettronico peer-to-peer per Internet, completamente decentralizzato, senza banca centrale e consente di utilizzare Bitcoin come denaro contante con costi di transazione più bassi e tempi più rapidi. Inoltre, a differenza del Bitcoin, la grandezza del blocco, è stata incrementata da 1 MB a ben 8 MB, allo scopo di aumentare il numero di transazioni che la rete può di volta in volta elaborare.

Di fatto il Bitcoin cash è nato da un hard fork del Bitcoin, ovvero consiste in una suddivisione della rete da parte degli sviluppatori, sostanzialmente dando vita a una nuova blockchain con regole modificate. Di fatto, la versione originale e la nuova criptovaluta hanno blockchain identiche fino al momento della suddivisione. Da quel momento in avanti, le due reti esistono e operano in maniera indipendente.

Secondo alcuni operatori del settore, nel 2021 la criptovaluta potrebbe raggiungere i 3.000 dollari.

Polkadot (Dot)

È una criptovaluta alternativa (i.e. altcoin) che, secondo Spartan Black (importante fondo d’investimenti asiatico) potrebbe addirittura, nel corso del 2021, raggiungere la top-3 delle maggiori criptovalute per capitalizzazione del mercato, avendo registrato nello scorso agosto 2020 un incremento del 200%. Inoltre, Dot non è in competizione con la rete Ethereum, ma si propone di interagire con altre blockchain per favorire l’interoperabilità. Per questo motivo, le aspettative riguardo a DOT sono così elevate, visto che, secondo alcuni analisti di settore, pare essere ad oggi in grado di garantire l’interoperabilità tra diverse blockchain.

 

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Criptovalute di Stato: scenario

Sempre più gestori patrimoniali e consulenti istituzionali professionali desiderano raccomandare blockchain e criptovalute come investimenti; inoltre, vi sono alcune banche d’investimento come la statunitense JP Morgan che ha avviato la propria criptovaluta e in Svizzera ci sono molti clienti che possono già utilizzare le criptovalute nel trading online.

Il trading di criptovalute sta diventando sempre più popolare tra gli investitori privati e gli speculatori; inoltre, si ritiene ci sia ancora margine di crescita del settore e i recenti ampi movimenti dei prezzi ne sono la prova a fronte di una crescente domanda di denaro anonimo dato che, come abbiamo già detto, grazie alla tecnologia blockchain, l’investimento in bitcoin e i controlli sui capitali, possono essere aggirati con successo con l’aiuto della criptovaluta.

Pertanto, vediamo cosa sta succedendo a livello di vari Paesi, considerando il fatto che la regolamentazione rappresenta ancora un problema all’adozione delle criptovalute dal momento che, sia da un punto di vista legislativo sia fiscale, le differenze tra Paesi sono tantissime.

  • Cina – In Cina si sta lavorando allo sviluppo di una propria valuta digitale con l’obiettivo di “conquistare” il mondo con lo yuan, ovvero, tentare di bypassare le barriere finanziarie che ora lo tengono legato al sistema bancario. Si ritiene che il 2021 sarà l’anno di svolta in cui la moneta digitale cinese prenderà forma per essere attiva nel 2022, anno delle Olimpiadi di Pechino.
  • Europa – L’euro digitale ha già ricevuto l’endorsement della Banca Centrale Europea (BCE), dato che garantirebbe ai cittadini europei di continuare ad avere accesso libero a un mezzo di pagamento semplice, universalmente accettato, sicuro e affidabile.
  • USA – Il dollaro digitale dovrebbe fare la sua apparizione proprio quest’anno a fronte di una dichiarazione di Robert Kaplan – presidente della Federal Reserve (FED) di Dallas e membro del Federal Open Market Committee (FOMC), i.e. il comitato a 12 incaricato di definire la politica monetaria americana – avvenuta lo scorso 10 novembre nel corso di una conferenza di Bloomberg, in cui affermava quanto sia fondamentale che la FED si concentri sullo sviluppo di una valuta digitale nei mesi e anni a venire.

La protezione delle criptovalute

La blockchain, pur basandosi su una tecnologia sicura, ha comunque bisogno di protezione. Pertanto, diventa fondamentale e strategico implementare i principi di risk management & cybersecurity. I rischi legati ad attacchi mirati o accessi non autorizzati si possono mitigare tramite l’attuazione immediata di procedure di incident response e ripristino del sistema; inoltre, gli scambi di criptovaluta richiedono protezione e monitoraggio costanti, pertanto bisogna ricordare che:

  • molti siti web per scambi di criptovaluta si rivelano vulnerabili agli attacchi DDoS (Denial-of-Service Attacks, i.e., attacchi che hanno l’obbiettivo di sovraccaricare di richieste un server fino al punto da non renderlo più in grado di erogare il servizio per il quale era stato predisposto) e, pertanto, hanno bisogno di una protezione completa per rafforzare la sicurezza e ridurre al minimo le violazioni da parte degli hacker.
  • I contratti smart e il codice della blockchain possono contenere bug e persino backdoor alquanto critiche che possono costituire un agevole punto di accesso per gli hacker.
  • Non tutte le applicazioni blockchain sono decentralizzate; pertanto, gli scambi di criptovaluta con marcati aspetti di centralizzazione, diventano un obiettivo quanto mai allettante per i malintenzionati.
  • Social engineering, frodi e phishing continuano a rappresentare potenziali minacce dal momento che i truffatori sono in grado di carpire le credenziali di accesso degli utenti.
  • Molti utenti non dimostrano di avere ancora una sufficiente conoscenza delle misure basilari di cybersecurity atte a contrastare gli attacchi hacker, pertanto si rende necessario investire in training e in cultura di cybersecurity.

Secondo un’indagine svolta la scorsa estata da Chainalysis Inc. – società USA di analisi blockchain – risulta che a maggio 2020 i danni da phishing per gli investitori in criptovalute ammontavano a 225 milioni di dollari e che le vittime erano state più di 30 mila con una perdita pro-capite pari a più di 7.500 dollari.

Gli attacchi phishing, generalmente, vengono perpetrati utilizzando siti web o social account simili alle piattaforme ICO (Initial Coin Offering – i.e. di offerta di moneta iniziale, ovvero, una modalità molto utilizzata per raccogliere fondi per nuove criptovalute) sollecitando gli investitori ad inviare denaro che viene poi illecitamente sottratto.

Inoltre, i fattori principali da tenere in considerazione per valutare il livello di sicurezza informatica della blockchain, sono:

  • Confidenzialità del dato: impossibilità di accedere a un dato sensibile da parte di personale o entità non autorizzate. Ricordiamo che, nel caso un hacker avesse accesso alla blockchain non potrebbe, comunque, visualizzare o estrarre informazioni dato che le informazioni relative ad ogni transazione risultano criptate. Di fatto, solo chi è in possesso della corrispondente chiave privata può accedervi. Solitamente la chiave è conservata su sistemi di archiviazione tradizionali come dischi rigidi, laptop o chiavette USB. Pertanto, se queste prassi non sono adeguatamente implementate e/o controllate, si corre il rischio di compromettere l’intero sistema. È doveroso ricordare che, nella maggior parte degli incidenti informatici, il problema principale è il fattore umano, ovvero l’inconsapevolezza o l’imprudenza degli utenti, pertanto diventa quanto mai strategico e fondamentale investire in formazione e cultura di cyber security e risk management.
  • Integrità del dato: impossibilità di modificare o distruggere informazioni da parte di utenti non autorizzati. L’immutabilità dei dati entra in conflitto con il diritto all’oblio incluso nel GDPR; pertanto, questa caratteristica dovrà essere prima o poi gestita e sarà altresì necessario individuare soluzioni atte a gestire eventuali implicazioni regolamentari.
  • Disponibilità del dato: possibilità di accedere alle informazioni in maniera tempestiva e affidabile. La blockchain non può essere compromessa a partire da un singolo nodo, dal momento che ogni nodo contiene una copia della blockchain stessa e il sistema continuerebbe a funzionare normalmente anche se uno dei suoi componenti fosse off-line per un periodo di tempo. La blockchain, come già anticipato, grazie a tale caratteristica risulta resistente ai DDoS e, quindi, particolarmente affidabile dal punto di vista della disponibilità del dato. Tuttavia, non dimentichiamo che questa tecnologia può essere esposta ad eventuali black-out della rete internet. Pertanto, è importante che le organizzazioni prevedano delle ridondanze nella loro infrastruttura tecnologica che permettano di continuare a operare in queste situazioni di emergenza.

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Conclusioni

Le criptovalute si stanno sempre più diffondendo e hanno contribuito a creare nuovi mercati e ad ampliare l’economia globale rendendola più “equa” e profondamente integrata. Siamo solo all’inizio di nuove potenzialità e utilizzi che questa tecnologia di trasformazione può offrire. Tuttavia, le criptovalute hanno bisogno di maggiore fiducia e trasparenza per realizzare il proprio potenziale.

Sarà necessario, pertanto: sviluppare normative più chiare; garantire una corretta implementazione dei principi di risk management e cybersecurity; stabilire pratiche di standard di audit e implementare potenti controlli di conformità delle criptovalute per sostenerne la crescita e fare in modo che possano “integrarsi” nell’infrastruttura finanziaria globale e aiutare questa nuova economia digitale a prosperare.

Inoltre, occorre ricordare che siamo di fronte a una nuova modalità di progettare, ovvero, è necessario sostituire gli attuali modelli organizzativi – che si basano su reti centralizzate – con nuovi modelli basati su reti distribuite, in cui non c’è un centro, ma “nodi” in relazione paritetica tra loro. Tutto ciò non può prescindere da un cambio necessario di paradigma che va adeguatamente preparato, sostenuto perché funzioni indipendentemente dal valore e dall’affidabilità delle tecnologie.

È molto probabile che prima o poi il denaro contante sia destinato a sparire per lasciare spazio alle valute digitali; pertanto, spetterà ai governi e alle grandi multinazionali esercitare la massima attenzione verso questa trasformazione, non priva di difficoltà e destinata ad attuare una rivoluzione e un’evoluzione verso direzioni imprevedibili.

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