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e-Bim: progettare e gestire processi multifunzionali tracciati in blockchain

Si tratta di una soluzione basata su un framework di ingegneria del software per lo sviluppo rapido e incrementale di applicazioni di automazione di processi di business [...]
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Negli ultimi anni la filiera AEC (Architecture, Engineering and Construction) sta attraversando la “sua” rivoluzione digitale, facilitata dall’adozione della metodologia del Building Information Modeling (“BIM”). Per BIM si intende, infatti, una metodologia che consente di generare un modello virtuale del costruito in grado di contenere tutte le informazioni ad esso relative (architettoniche, strutturali, impiantistiche, di efficientamento energetico, ecc.); informazioni che non attengono solo la fase di progetto, ma l’intero ciclo di vita della costruzione. Rispetto a questa impostazione nella realtà la condizione dei mercati è completamente diversa.
Il BIM viene diffusamente confuso con la progettazione tridimensionale parametrica e l’impiego digitale nel settore della costruzione ha impattato per la minima parte sulla fase di maggior peso quanto a costo totale del ciclo di vita: quella della gestione.
È possibile invece implementare virtuosamente la metodologia fin dall’origine, togliendola al primato dei software di authoring per la progettazione tridimensionale, con lo scopo di determinare la sua vera efficacia nella fase della gestione delle opere costruite.
Seguendo questo approccio, la metodologia deve attuarsi prima della fase della progettazione con lo scopo di prospettare le garanzie che, in analogia con altri settori del mercato, nel costruito possono dipendere dall’impiego del digitale.

La gestione in BIM delle costruzioni tende all’ottimizzazione in quanto consente di ottenere i seguenti benefici:
Progetti costruttivi molte volte più precisi
• Costi di realizzazione (comprese le opere di ristrutturazione e adeguamento funzionale e normativo) minori
• Efficacia ed efficienza della conduzione, gestione e manutenzione.

Il livello di maturità del BIM

Nel modello di maturità BIM di Bew-Richards del 2008 sono stati definiti quattro livelli di evoluzione dell’applicazione della metodologia da 0 a 3, passando dall’approccio a silo basato su carta all’approccio basato su modello collaborativo, completamente integrato e interoperabile.

Livello 0: le informazioni sul progetto sono prevalentemente cartacee.

Livello 1: una miscela di ambiente cartaceo (2D) e / o 3D.

Livello 2: BIM proprietario incentrato sulla disciplina o “pBIM”. Ogni disciplina produce le proprie informazioni di progetto all’interno di un ambiente 3D. L’intelligence viene quindi aggiunta ai modelli allegando dati / informazioni; ad esempio, specifiche o dimensioni per ogni oggetto / componente. Vengono stabiliti degli standard per la produzione, lo scambio e l’archiviazione delle informazioni in un CDE. Ogni modello si interfaccia tra loro tramite software middleware, consentendo così l’integrazione per aiutare il coordinamento.

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Livello 3: “iBIM” completamente integrato. Un unico modello collaborativo è accessibile a tutti i membri del team, consentendo a più utenti di lavorare contemporaneamente sul modello. Eventuali modifiche alle informazioni di una particolare disciplina aggiornano quelle di un’altra in tempo reale .

La soluzione e-BIM

e-BIM è una soluzione basata su un framework di ingegneria del software per lo sviluppo rapido e incrementale di applicazioni di automazione di processi di business.
Attualmente ci sono solo due aziende che rilasciano una soluzione per la gestione dei processi, dati, documenti e modelli 3D secondo lo standard ISO 16739-1:2018 Industry Foundation Classes (IFC) in openAPI 3.0 e con notarizzazione in blockchain.
Il formato aperto IFC garantisce l’indipendenza da qualsiasi produttore di software di authoring.

Le interfacce openAPI 3.0 permettono la descrizione e il consumo di tutti i servizi applicativi sottostanti; ciò consente alle aziende di aprire il proprio modello organizzativo BIM verso le altre applicazioni aziendali e verso le applicazioni esterne di clienti e fornitori, oltre che del mondo della PA. L’utilizzo della blockchain consente di gestire e certificare contratti basati su risultato attraverso il monitoraggio di parametri di performance (smart contract).

L’utilizzo di openAPI abilita l’apertura verso tutti i sistemi terzi e l’implementazione del cosiddetto gemello digitale (digital twin) è il cuore dell’impiego del BIM: la rappresentazione digitale di un’opera costruita in esercizio come un insieme fisico di sensori e attuatori collegato ad un sistema di ricezione, analisi e trasmissione di dati.

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