Con il lockdown, l’e-voting basato su blockchain esplode

Tra dicembre 2020 e febbraio 2021 su Polys, una piattaforma di voto basata su blockchain sviluppata da Kaspersky Innovation Hub, sono state condotte il triplo delle sessioni di voto rispetto all'anno precedente. Il settore più attivo è stato quello dell’istruzione, con il 60% di sessioni di voto effettuate [...]
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E’ successo tra dicembre 2020 e febbraio 2021 quando su Polys, una piattaforma di voto basata su blockchain sviluppata da Kaspersky Innovation Hub, sono state condotte il triplo delle sessioni di voto rispetto all’anno precedente. Come lo scorso anno, i due settori che hanno registrato il maggior numero di sessioni di voto sono stati quello dell’istruzione e delle ONG. Ma le misure di distanziamento sociale che a marzo 2020 hanno interessato più di 100 paesi, hanno spinto gli utenti a trasferire online molte delle loro attività quotidiane, incluso il lavoro, lo shopping e le interazioni sociali. Non a caso, gli utenti hanno iniziato a usufruire di questo servizio online anche per prendere più decisioni congiunte e accordi comuni.

“Abbiamo assistito ad una crescita di interesse e fiducia nei confronti del voto tramite blockchain. Nell’ultimo anno, gli utenti non solo hanno ricominciato ad utilizzare la nostra piattaforma, ma hanno anche consigliato ad amici e colleghi di testarla. Oltre al voto online nel settore dell’istruzione, anche le imprese locali hanno utilizzato Polys. A causa delle misure di distanziamento sociale, le votazioni elettroniche sono diventate quasi l’unico modo per portare avanti le attività di collaborazione, motivo per cui è cresciuto l’utilizzo di questi servizi”, afferma Alexander Sazonov, Head of Product presso Polys.

Istruzione in testa per sessioni di voto online

Per capire come la pandemia abbia influenzato il voto a distanza, i ricercatori hanno esaminato i dati relativi ai tre mesi precedenti all’emanazione delle misure globali di distanziamento, partendo da dicembre 2019, quando molte organizzazioni si sono trovate a discutere i risultati di fine anno. Queste statistiche sono state poi confrontate con i risultati del trimestre tra dicembre 2020 e febbraio 2021.

Il settore più attivo per quel che riguarda il voto online è stato quello dell’istruzione, con il 60% di sessioni di voto, rispetto al 43% dell’anno precedente. A seguire, le organizzazioni non governative (ONG) con il 17% di sessioni online e un aumento di due punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Anche le percentuali di organizzazioni governative e partiti politici sono cresciute dal 6% al 10%, salendo al terzo posto tra i settori più attivi e prendendo il posto delle votazioni per questioni economiche.

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Tenuto conto che le riunioni in grandi gruppi sono state vietate, meno dell’1% delle votazioni si sono svolte durante eventi pubblici, mentre in precedenza il 7% delle sessioni rientrava in questa categoria. Inoltre, le decisioni congiunte su iniziative locali sono scese dal 3%, tra dicembre 2019 e febbraio 2020, ma tra dicembre 2020 e febbraio 2021 la percentuale registrata è risalita al 3%, questo perché molti dei dibattiti sulle iniziative locali erano stati riaperti.

 

 

Immagine fornita da Shutterstock.

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