Cultura, la blockchain per proteggere i beni artistici e archeologici

Il progetto Aerariumchain, nato dall’idea di due fratelli, Giorgio e Maurizio Reo, il primo archeologo e il secondo ingegnere, si è aggiudicato il contest Idee vincenti di Lottomatica. Per creare l’immagine virtuale delle opere dei siti vengono utilizzati la scansione 3D e l’intelligenza artificiale [...]
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“Il quesito a cui abbiamo voluto rispondere è come si fa a proteggere un patrimonio così vasto come quello dei beni archeologici, culturali e artistici. Con i miei fratelli abbiamo analizzato le tecnologie che oggi sono alla nostra portata e quelle che possono ancora essere sviluppate”. Così Giorgio Rea, archeologo, spiega il percorso che l’ha portato insieme al fratelli ingegnere, Maurizio, a mettere a punto Aerariumchain, la startup ci cui ora è chief executive officer, e che si è piazzata tra le cinque aggiudicatarie di Idee Vincenti, contest di Lottomatica nato con l’obiettivo di sostenere l’imprenditoria innovativa nel settore della cultura.   

L’obiettivo di Aerariumchain è di mettere a punto uno strumento che possa essere utile per catalogare e certificare lo stato di conservazione del patrimonio artistico e archeologico, grazie alla scansione 3D per “fotografare” lo stato di conservazione dei beni, all’intelligenza artificiale per riconoscerli e catalogarli e alla blockchain per certificarne ogni cambiamento nel corso del tempo.  

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Si tratta di una “nuova frontiera” per la protezione, ma anche per la fruizione – del patrimonio artistico e archeologico, con una banca dati digitale che può essere non soltanto per la gestione di certificati, ma anche per la diffusione di opere o siti che altrimenti sarebbero poco accessibili al grande pubblico.   

Si tratta quindi da una parte di salvaguardare la “memoria” del bene, con i dati registrati e certificato in modo permanente, garantendo così i proprietari presenti e futuri delle opere e del patrimonio culturale, che si tratti di privati o del pubblico. E dall’altra di mettere le basi per dare visibilità anche alle opere che altrimenti sarebbero destinate a magazzini polverosi.

L’idea di business dei fratelli Rea, una volta sviluppato il modello di business, vede la startup ora impegnata a identificare i partner potenziali, come ad esempio banche e assicurazioni, e ad avanzare alcune proposte di collaborazione

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