Fidelity chain, la blockchain per i programmi fedeltà

L’applicazione permette ai negozianti di creare dei “consorzi” per compartecipare a una raccolta punti condivisa e mettere a disposizione dei consumatori dei coupon, riscattabili dai clienti spendendo i punti raccolti, che sono identificati tramite token digitali scambiati su blockchain e assegnati al portafoglio del singolo cliente a seguito degli acquisti effettuati [...]
Stefania Vanzetti

Blockchain expert, Tesisquare

Enrico Peroli

CEO Technology & Innovation Space, a Tesisquare

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La blockchain è una delle tecnologie più in voga del momento. Sta catalizzando moltissime attenzioni, ma troppo spesso viene utilizzata e applicata a casi d’uso poco pertinenti, in cui molto probabilmente sarebbero più adatti un database o un altro tipo di tecnologia distribuita. Per esempio, applicandola per regolare i sistemi di fidelity chain per la raccolta punti e il riscatto di premi.

Sistemi di fidelity chain senza carte fisiche

L’idea nasce dalla necessità di gestire dei programmi fedeltà senza l’utilizzo di carte fisiche, per agevolare quelle realtà che non possono permettersi un investimento necessario per poter sottoscrivere dei programmi di quel tipo. Pensiamo ad esempio ai negozianti delle nostre città, oppure ai piccoli negozi all’interno di grandi centri commerciali.

L’applicazione realizzata permette ai negozianti di creare dei “consorzi” per compartecipare a una raccolta punti condivisa e mettere a disposizione dei consumatori dei coupon in numero limitato. Questi coupon sono riscattabili dai clienti spendendo i punti raccolti e garantiranno dei benefici all’interno dei negozi del consorzio: sconti, omaggi, promozioni…

Ad esempio, i negozi di un quartiere o che si trovano all’interno di uno stesso centro commerciale possono aderire all’iniziativa come partecipanti a un singolo consorzio. Il cliente accumula lo stesso tipo di punti con gli acquisti effettuati in ognuno dei negozi aderenti. E con i punti può “comprare” i coupon emessi dai vari esercizi. Per evitare che i clienti spendano i coupon in un unico negozio, cosa che danneggerebbe lo stesso, ciascun commerciante decide che coupon emettere (es. cuffie omaggio a fronte dell’acquisto di un cellulare, caffè omaggio, sconto 10% su 100 euro di spesa…) e li crea in numero limitato e con una determinata data di scadenza.

fidelity chain

Fidelity chain, come funziona e perché si utilizza la blockchain

Per la gestione dei coupon e assegnazione punti è stato creato un portale web a uso dei commercianti. I punti sono identificati tramite dei token digitali che vengono scambiati su blockchain ed assegnati al portafoglio del singolo cliente a seguito degli acquisti effettuati.

È stata predisposta un’app Android/iOS a uso dei clienti per consultare il proprio portafoglio digitale contenente i punti raccolti nei vari consorzi di negozianti e decidere quali spendere per acquistare dei coupon. Quando il cliente ha dei coupon disponibili e desidera utilizzarli, può richiedere l’utilizzo del coupon al commerciante, che lo accetterà se le condizioni vengono rispettate (es. se ha speso i 100 euro necessari per avere lo sconto garantito…).

Anche la creazione e gestione dei coupon viene effettuata su blockchain. Ogni coupon ha un identificativo univoco e diversi stati possibili (Creato, Assegnato, Speso, Scaduto) che permettono di controllare tutto il suo ciclo di vita. Ad esempio, se un commerciante decide di emettere 10 buoni sconto, ognuno di questi avrà un proprio “id” ed un proprio ciclo vitale, che si conclude con speso o scaduto. A questo punto non sarà più in alcun modo utilizzabile.

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Sia il portale web che l’app si interfacciano con la blockchain, tramite servizi messi a disposizione da una DApp. Per evitare problematiche legate alle tempistiche di inserimento e validazione delle transazioni su blockchain, che potrebbero consentire di utilizzare più volte gli stessi punti o spendere più volte gli stessi coupon, è stata impostata una frequenza abbastanza elevata per la creazione di un nuovo blocco (es. 15 secondi) e un numero minimo di validazioni ricevute, prima di poter procedere con l’operazione successiva. Sono comunque tempistiche di attesa minime (es. 30 secondi fra l’assegnazione dei punti e la possibilità di acquisto di un coupon), che non influiscono sulla fruibilità del servizio.

Si è optato per la tecnologia blockchain perché:

  • Se gestita in modo effettivamente decentralizzato permette di gestire i punti in modo sicuro, senza la necessità di programmi fedeltà più strutturati e costosi. Per garantire la decentralizzazione si prevede di creare più nodi che potranno essere di proprietà delle associazioni commercianti delle varie zone che intendono aderire all’iniziativa (es. ASCOM, circuiti interni ai centri commerciali…).
  • La blockchain mette a disposizione in modo nativo il concetto di token digitale. E su un’unica blockchain possono essere gestiti contemporaneamente diversi tipi di token. Si è pertanto sfruttata questa proprietà per riuscire a creare raccolte punti suddivise per consorzio, che corrispondono sostanzialmente a N criptovalute differenti gestite in blockchain.
  • Alcuni tipi di blockchain abilitano al concetto di smart contract, che sono stati utilizzati sia per la gestione dei token, che per la creazione di coupon univoci e relativi passaggi di stato, tracciando non solo questo dato ma anche chi l’ha emesso, l’utente che l’ha acquistato e poi speso e relativi Timestamp.

Fidelity chain, le scelte tecnologiche

Si è optato per il seguente tipo di blockchain:

  • Blockchain Ethereum: è una delle più utilizzate e su cui sono presenti più community e linee guida su cui basarsi. Era perfetta per il nostro scopo in quanto prevede degli standard per la creazione di token digitali fungibili (ECR20), che sono stati utilizzati per la gestione dei punti fidelity e token non fungibili (ECR721) che permettono di gestire l’univocità del singolo token, applicabile al concetto espresso precedentemente dei coupon univoci.
  • Blockchain privata: principalmente per contenere i costi di gestione della stessa, in quanto inserire sulla blockchain pubblica in modo puntuale tutte le transazioni relative a punti e coupon avrebbe provocato dei costi che si cercava invece di abbattere con il nostro sistema. Inoltre, la blockchain pubblica ha dei tempi di validazione un po’ troppo elevati, se si vuole attendere la stessa per sbloccare le funzionalità di acquisto e utilizzo coupon.
  • La sicurezza sarà comunque garantita man mano che aumenteranno le associazioni che avranno un proprio nodo ed entreranno a far parte della rete. Un’ulteriore garanzia si potrebbe ottenere validando ogni X blocchi l’hash dell’ultimo blocco confermato sulla blockchain Ethereum pubblica, in modo da avere un punto fermo prima del quale c’è garanzia che le informazioni non sono state manomesse.
  • In tal caso quindi la blockchain privata servirebbe per tracciare in modo puntuale tutte le operazioni, mentre la blockchain pubblica per validare la consistenza e aumentare la sicurezza della blockchain privata.
  • Decentralized application: layer di servizi che accedono alla blockchain e si occupano delle letture/scritture sulla stessa. Questo layer si basa sull’utilizzo della libreria Web3j, che permette di interagire con la blockchain tramite JSON-RPC ed espone dei Webservices autenticati richiamati dalla webapp e dall’applicazione mobile per eseguire le varie operazioni.

Conclusioni

In conclusione, l’utilizzo della blockchain per la gestione di programmi fidelity chain si prospetta vantaggiosa per:

  • riduzione dei costi: un programma fidelity su blockchain, specialmente se privata o ibrida, garantisce dei costi inferiori rispetto alle raccolte fidelity con carte fedeltà, che i piccoli commercianti non si potrebbero permettere
  • sicurezza e tracciabilità: tutte le operazioni di assegnazione e utilizzo punti e il ciclo di vita dei coupon è tracciato su blockchain e immutabile. Pertanto, è semplice in caso di controlli riuscire a ricostruire la storia
  • comodità per il cliente: mentre per le raccolte punti multiple spesso è necessario possedere ed utilizzare un gran numero di carte fedeltà differenti, in questo caso è l’app che gestisce i portafogli multipli, riepilogando i punti raccolti in ogni consorzio in cui ha effettuato degli acquisti.

Possibili sviluppi che si stanno inserendo/valutando nell’applicazione:

  • integrazione con sistemi di casse: questo sia per prodotti di casse pensati per la grande distribuzione che per i piccoli commercianti. Nella grande distribuzione, dove probabilmente sono già gestiti dei programmi fedeltà, può andare ad aggiungere un livello di sicurezza e garanzia ulteriore, che non è così solamente demandata all’azienda che fornisce il servizio. Per i circuiti cassa utilizzati dai commercianti potrebbe invece essere utile l’integrazione in ottica di un’assegnazione automatica dei punti, in base agli acquisti effettuati e un controllo/riscatto dei coupon automatico.
  • abilitazione a pagamenti con criptovalute: si può pensare di integrare la soluzione con sistemi di pagamenti ed exchange di criptovaluta in modo da abilitare il pagamento da parte dei clienti in criptovaluta nelle piccole realtà locali o anche nel mondo della grande distribuzione.
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