DeFi: la tokenizzazione delle azioni legali

Nel dicembre 2020, Ava Labs, una piattaforma open source per le app Decentralized Finance, ha annunciato con l’acronimo ILO (Initial Litigation Offering) la prima forma di raccolta fondi su blockchain per investitori non istituzionali finalizzata a finanziare il contenzioso [...]
Rossana Tirenna

Studio Legale Pavia e Ansaldo

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L’innovazione digitale approdata in ambito finanziario nell’ultimo decennio ha certamente condotto a una democratizzazione dei mercati finanziari, consentendo agli investitori al dettaglio un più facile accesso al settore degli investimenti. L’accelerazione del progresso tecnologico sta, infatti, abbattendo le barriere di ingresso al mercato del credito, creando nuove opportunità e incoraggiando la trasformazione della finanza. Il più recente traguardo di questa rivoluzione sociale della finanza è rappresentato dalla tokenizzazione delle azioni legali.

Nuovi player nei mercati finanziari

Si assiste a uno sdoganamento del mercato finanziario a beneficio di consumatori giovani e nativi digitali con un basso reddito disponibile: «I millennial, una generazione che fino a ora si era dimostrata relativamente refrattaria al mondo degli investimenti, stanno entrando nel mercato. Facciamo riferimento a una fascia di popolazione con una bassa propensione al rischio e quindi tradizionalmente orientata a un’allocazione di tipo difensivo. Adesso, tuttavia, sembra sia aumentato l’interesse verso l’azionario», nota Christophe Grosset, Sales Executive Italia e Francia di Spectrum Markets.

L’ingresso di una nuova tipologia di investitori al dettaglio ha innescato una rivoluzione nel sistema finanziario mondiale, generando un susseguirsi di nuove soluzioni a cui la finanza tecnologica tenta di rispondere con la creazione di prodotti e servizi più sofisticati e automatizzati.

Questi non sono necessariamente finalizzati a sostituire le tipologie di investimento tradizionali, ma piuttosto li integreranno per promuovere strategie e modalità di approccio all’investimento più smart.

In un contesto così dinamico, i nuovi investitori sembrano prediligere strumenti finanziari alternativi, complice la possibilità di diversificazione del proprio portafoglio.

Strumenti di finanza tradizionale a disposizione degli investitori sono le azioni, obbligazioni e contanti o equivalenti di contanti (quelle attività che possono essere facilmente convertite in contanti, come un conto del mercato monetario o un certificato di deposito bancario).

Le tipologie di investimento più diffuse

Nel paniere della finanza alternativa, invece, le tipologie di investimento più riconosciute e utilizzate sono:

  • Hedge Funds: veicoli di investimento che adottano strategie e tecniche non tradizionali, tra cui lo short selling (vendite allo scoperto), allo scopo di massimizzare il rendimento;
  • Private Equity: investimenti in aziende non quotate in fase di crescita;
  • Venture Capital: investimenti in aziende non quotate in fase di fondazione e lancio;
  • Asset Reali Alternativi:  metalli e pietre preziose, risorse naturali, investimenti nel settore immobiliare;
  • Oggetti da collezione: antiquariato, monete da collezione, vini di pregio, etc;
  • Crowdfunding: raccolta di fondi, per lo più tramite Internet, attraverso piccoli contributi di gruppi molto numerosi che condividono un medesimo interesse o un progetto comune oppure intendono sostenere un’idea innovativa;
  • Direct lending: erogazione di credito da parte di un soggetto non bancario, che può riguardare sia i prestiti a medio-lungo termine sia l’acquisto di crediti commerciali;
  • Minibond: obbligazioni o titoli di debito a medio-lungo termine emessi da società italiane non quotate, tipicamente PMI, normalmente destinate a piani di sviluppo, a operazioni di investimento straordinarie o di refinancing.
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Inizialmente, la finanza alternativa era prerogativa di investitori accreditati con cospicua disponibilità di asset. Negli ultimi anni, complice il progresso tecnologico, nuove opzioni di investimento come fondi comuni, ETF e criptovalute hanno reso questa classe di attività più accessibile.

tokenizzazione

La tokenizzazione delle azioni legali

Il più recente traguardo di questa rivoluzione sociale della finanza è rappresentato dalla tokenizzazione delle azioni legali.

Nel dicembre 2020, Ava Labs, una piattaforma open source per le app DeFi (Decentralized Finance), ha annunciato con l’acronimo ILO (Initial Litigation Offering), la prima forma di raccolta fondi su blockchain per investitori non istituzionali finalizzata a finanziare il contenzioso.

Presupposti e finalità sono le stesse del più noto litigation funding o third party litigation funding (TPLF): consentire l’accesso al contenzioso a coloro che non dispongono delle risorse economiche per sopportare i costi di difesa della causa; in genere, si tratta di class action mirate a conseguire un risarcimento del danno quantitativamente significativo.

Caratteristica peculiare è la tecnologia sottesa (basata su blockchain), che comporta l’emissione di token, ossia qualsiasi bene o utilità negoziabile digitale che risiede sulla propria blockchain e consente al detentore di utilizzarlo per scopi di investimento o economici.

Nel contesto delle ILOs, ogni token rappresenta un diritto a una quota del risultato finanziario della controversia legale.

In questo modo, l’investitore può sfruttare le peculiarità della blockchain e la tokenizzazione per acquisire una partecipazione nell’esito di un contenzioso civile a cui è interessato, facendosi carico dei costi e dei rischi derivanti dalla causa pur non avendo un coinvolgimento diretto nel giudizio.

Un simile tipo di investimento rappresenta certamente una scommessa, non esistendo controversie giudiziarie dall’esito certo e rimanendo l’alea un fattore ineliminabile di qualsiasi giudizio.

Pertanto, gli investitori in ILOs dovranno mettere in conto la possibilità di perdere il proprio investimento per effetto dell’eventuale soccombenza nella causa finanziata.

In ogni caso, il plusvalore delle ILOs rispetto alla litigation fundation è l’introduzione di un prodotto finanziario nel mercato, che viene reso liquido e disponibile agli investitori retail in assenza di barriere transfrontaliere.

Conclusioni

Per chiudere, un monito di cautela: le barriere che il progresso tecnologico abbatte sono le stesse che proteggono gli investitori più piccoli e inesperti dai rischi presenti nel mondo della finanza.

Per questo, la ricerca di un punto di equilibrio tra rischio e opportunità anche nella tokenizzazione diventa una sfida doverosa anche per le Autorità di Vigilanza e per il Legislatore europeo, chiamati a dare compiuta regolamentazione a fenomeni finanziari che nella prassi sono già utilizzati e diffusi.

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