La blockchain e l’IoT al servizio della qualità agrolimentare

La testimonianza di Domenico Francesco Pio Buondioli, dell’Azienda agricola Buondioli sul ruolo dell’innovazione digitale per aumentare la protezione e la valorizzazione della qualità dell’olio Made in Italy [...]
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Cosa può fare l’innovazione digitale per migliorare l’efficienza, la competitività delle imprese agroalimentari, per proteggere il valore e la sicurezza dei prodotti e il valore del Made in Italy. Lo vediamo nel racconto dell’esperienza dell’Oleificio Buondioli, azienda storica pugliese che arriva oggi alla quarta generazione produttrice di oli extravergine bio e impegnata in un importante percorso di innovazione che vede in particolare l’adozione di tecnologie Internet of Things e Blockchain. (leggi anche: La certificazione dell’Olio EvO Bio con sensori e blockchain)

Che cosa intende, come rappresentante di un’azienda innovativa, per certificazione alimentare?

L’obiettivo delle aziende alimentari made in Italy consiste nel produrre alimenti di qualità che tutelino la salute del consumatore. In questo senso, la certificazione alimentare è un ulteriore garanzia che l’azienda offre ai consumatori per tutelare la loro salute e raccontare la storia del prodotto in un mondo in cui la contraffazione fa da padrona.

Quanto è importante oggi avere una soluzione innovativa per la certificazione alimentare? Citiamo il vostro progetto?

E’ molto importante specie in un mercato molto dinamico come quello odierno in cui i consumatori sono più attenti ed informati, è giusto avere una soluzione al passo con i tempi. Il nostro progetto ci porta ad essere la prima azienda al mondo a tracciare l’olio extravergine biologico con la Blockchain. Raccogliamo tutti i dati della filiera in un codice QR alla portata dei consumatori.

Quali sono le tecnologie chiave per garantire la migliore affidabilità e sicurezza?

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Sicuramente il sistema di tracciabilità in Blockchain offre molte garanzie al consumatore mettendo a sua disposizione una conoscenza approfondita “dal campo alla filiera”. Tutti gli attori della filiera sono coinvolti: ci sono sensori Internet of Things in campo che raccolgono le informazioni iscritte poi in Blockchain dove nessuno può modificarle.

Chi sono gli attori che partecipano a questo tipo di progetto e quali sono le competenze necessarie?

Sono diverse le realtà coinvolte in questo progetto. Mio padre (Michele Buondioli, mastro oleario n.d.r.) in prima persona ha seguito tutte le operazioni in campo. Anche i nostri tecnici ed agronomi e il team di XFarm che si è occupato di tutta la parte di sensoristica e digitalizzazione dei dati. Il nostro frantoio di fiducia e infine DNV GL che si è occupata della parte di certificazione dei dati.

 

 

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