La blockchain piace al Web, ma dietro l’angolo c'è il pericolo "bolla" - Blockchain 4innovation
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La blockchain piace al Web, ma dietro l’angolo c’è il pericolo “bolla”

Antonello Salerno

La popolarità della Blockchain cresce, e la percezione che gli internauti ne hanno è quella di un fenomeno positivo, di una tecnologia che porterà  vantaggi all’ecosistema digitale. Tra i meno convinti, che rappresentano circa il 30% del totale, il timore principale è quello che si possa trattare in realtà semplicemente di una bolla speculativa. Tra gli entusiasti ci sono poi coloro che pensano che Blockchain sia sinonimo di un nuovo modo di pensare Internet, un nuovo metodo per eseguire le transazioni online e più nello specifico una rivisitazione del concetto stesso di Trust, e color che la considerano come una “grande rivoluzione”, il “futuro del business” o addirittura una delle invenzioni più importanti dopo la creazione e lo sviluppo di Internet.

Soni i risultati del monitoraggio delle conversazioni online degli utenti su questo tema effettuato da Reputation Manager, istituto italiano specializzato nell’analisi e gestione della reputazione online di brand e figure di rilievo pubblico.

Nello specifico l’analisi è basata sul monitoraggio dei contenuti Ugc (User generated content), come ad esempio post o commenti ad articoli e blog. Se ne ricava che l’86% degli utenti è particolarmente ottimista sulle opportunità e sulle relative possibilità di business che le nuove tecnologie di transazione online e le criptovalute potrebbero apportare alla società odierna. Il 14% del web, invece, avverte i pericoli incombenti che si nasconderebbero dietro al facile entusiasmo delle nuove scienze informatiche.

“Non mancano poi i commenti di chi si trova in difficoltà sulla comprensione del fenomeno blockchain in generale o sull’esatta definizione di termini tecnici come bitcoin, ledger, miner, rete peer to peer, token  – sottolinea Reputation Manager – Interessante notare come il 70% degli articoli online e dei commenti degli utenti leghi il concetto di blockchain a quello di bitcoin e citi spesso insieme questi due termini, che pur essendo strettamente connessi, trattano di fenomeni tecnologici totalmente diversi. Solo nel 30dei casi analizzati risultano esser presi in esame singolarmente”.

Giornalista dal 2000, dopo la laurea in Filologia italiana e il biennio 1998-2000 all’Ifg di Urbino. Ho iniziato a Italia Radio (gruppo Espresso-La Repubblica). Poi a ilNuovo.it, tra i primi quotidiani online nati in Italia, e a seguire da caposervizio in un’agenzia di stampa romana. Dopo 10 anni da ufficio stampa istituzionale sono tornato a scrivere, prima su CorCom, nel 2013, e poi anche per le altre testate del gruppo Digital360. Mi muovo su tutti i campi dell’economia digitale, con un occhio di riguardo per cybersecurity, copyright-pirateria online e industria 4.0.

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