Blockchain a supporto dell’agrifood: il caso dell’East African Community

La tecnologia blockchain trova applicazione nel settore agroalimentare nell'Africa Orientale, con obiettivi di business e di inclusione finanziaria: ecco alcuni esempi pratici [...]
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L’Africa orientale si dimostra sempre più quale campo reale di applicazione delle nuove tecnologie, mostrandone l’ampio ventaglio di attuazione e le potenzialità. Tra queste, emerge  l’impiego della blockchain nel settore agrifood, in particolare nei sei paesi dell’East African Community (Burundi, Kenya, Ruanda, Sud Sudan, Tanzania, Uganda).

Probabilmente, questo trend è dovuto ad un insieme di fattori che vanno dall’ampio tasso di crescita, alla relativa mancanza di regolamentazione, all’uso della lingua inglese che di fatto crea una piattaforma comune per più stati tra di essi confinanti e la grande famigliarità che le nuove generazioni hanno con la tecnologia, famigliarità che è unita ad un grande amore per l’ambiente.

La relativa arretratezza degli strumenti sinora utilizzati rende ancora più interessanti le potenzialità non espresse di un’agricoltura intelligente, mentre cresce sempre più l’esigenza di coniugare la produzione e la trasformazione dei prodotti con la crescente domanda di cibo e di cibo sano. Di seguito riportiamo alcuni esempi di come in questi Stati si stia cercando di rispondere a tali esigenze.

Ottimizzazione delle attività agricole

In Uganda, l’agricoltura è parte essenziale delle attività economiche. Essa costituisce il settore più importante delle esportazioni, contribuendo a quasi il 50% del totale. L’agricoltura comunque soffre della scarsa disponibilità di investimenti finanziari, la mancanza di accesso ad informazioni puntuali di mercato, dell’uso di tecniche ancora antiquate e quindi dell’assenza di un’agricoltura di qualità. La tecnologia ha iniziato a rispondere a talune di tali inefficienze. Ad esempio, Block Tecnologies ha sviluppato Farmer 3.0, un sistema integrato di agricoltura intelligente che vanno dall’uso della blockchain all’uso dell’intelligenza artificiale.

Il progetto pilota di Farmer 3.0 è stato lanciato a settembre 2018 e coinvolge circa tremila piccoli agricoltori ugandesi, ai quali sono concessi finanziamenti in criptovalute per l’acquisto di fertilizzanti e l’uso di tecnologie per migliorare la produzione.

Blockchain a supporto dell’inclusione finanziaria

Sempre in Uganda, AB InBev. (noto produttore di birre e altre bevande), insieme alla società tech BanQu, ha lanciato una semplice app basata su tecnologia blockchain, che aiuta gli agricoltori a creare una sorta d’identità digitale, che, attraverso la tracciatura delle attività svolte, facilità il ricorso al credito (si tenga a mente che in questi Paesi l’accesso al conto corrente bancario è assai limitato e l’assenza di tale strumento rende assai difficile la valutazione dell’affidabilità creditizia non solo da parte di banche, ma anche da parte di qualsiasi altro investitore o finanziatore). Secondo le ultime fonti circa 20.000 produttori di orzo e sorgo in Uganda aderiscono a tale piattaforma.

Tracciabilità della produzione

La tecnologia blockchain è stata adottata da Carico Café Connoisseur, produttore di caffè in Uganda, per tracciare la filiera del caffè dal produttore al consumatore. L’Uganda è tra più grandi esportatori africani di caffè ed esso è esportato negli Stati Uniti ed Europa. Attraverso la blockchain si assicura la certificazione dei luoghi di raccolta e la specie di caffè coltivata.

L’uso della blockchain nella produzione del caffè è stato promosso anche in Burundi da alcune accademici attraverso il Journal of Telecommunications, Electronic and Computer Engineering al fine di consentire un commercio più equo di tale prodotto.

Mobile money in agricoltura

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In Kenya, IBM sta lavorando con la start-up Twiga Foods per creare un sistema di microfinanza basata sulla blockchain e rivolto ai venditori di cibo. Attraverso la tracciatura delle operazioni di vendita mediante dispositivi su telefono mobile e l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per creare un sistema di credit scoring, la piattaforma consente la concessione di microfinanziamenti per il commercio minuto. Il processo di finanziamento è totalmente gestito attraverso Hyperledger Fabric, dalla richiesta del finanziamento sino all’accettazione dei relativi termini.

La fase di prova del sistema è stata lanciata nel 2018, con un progetto pilota di 8 settimane coinvolgendo piccole attività di vendita al dettaglio esercitate da donne. Il progetto pilota ha condotto a circa 220 finanziamenti di importo medio di circa 30 euro, con un incremento degli ordinativi di circa il 30% e del profitto per ciascun dettagliante del 6%. I finanziamenti hanno avuto una durata tra i 4 e gli 8 giorni e sono stati interamente gestiti attraverso piattaforme telefoniche. Gli importi possono sembrare irrilevante ma essi devono essere comparati al reddito medio degli abitanti ed in particolare al settore agricolo e del commercio minuto.

Creazione di sistemi di gestione dei diritti di proprietà

Nel 2018, Medici Land Governance (MLG) ha sottoscritto un memorandum of understanding con la Rwanda Goverment Land Management and Use Authority e la Rwanda Information Society Authority, per la creazione di un sistema basato sulla blockchain per la gestione del controllo del territorio e dei diritti di proprietà. Nel valutare l’importanza di tali sistemi, è utile ricordare l’assenza di sistemi catastali, comune a molti paesi africani, e gli abusi a cui può condurre l’assenza di un sistema di registrazione dei diritti proprietari non trasparente ed affidabile.

Tali carenze hanno sinora limitato gli investimenti da parte degli agricoltori che non sono propensi ad eseguire investimenti a lungo termine in assenza di certezze rispetto al proprio titolo di proprietà; tali incertezze sul titolo di proprietà limitano inoltre la possibilità di offrire la terra in garanzia per operazioni di finanziamento.

Conclusione

Il panorama sopra rappresentato offre spunti di riflessione sulle diverse velocità che l’innovazione tecnologica sta comportando in Africa come nel resto del mondo, superando punti d’impasse che difficilmente sarebbero diversamente risolvibili.

Le prospettive fanno ben pensare, anche se mancano ancora passi essenziali, quali un’adeguata copertura internet del territorio, l’assenza di capitali d’investimento e di un quadro regolatorio di supporto. Comunque, tutto induce a ritenere che l’innovazione tecnologica sarà uno dei cavalli di battaglia sul quale l’Africa potrà contare per raggiungere uno sviluppo adeguato e sostenibile.

 

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