Il parcheggio si paga con il token: ParkinGo “passa” alla blockchain e lancia l’ICO - Blockchain 4innovation
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Il parcheggio si paga con il token: ParkinGo “passa” alla blockchain e lancia l’ICO

Antonello Salerno

Pagare i parcheggi con una moneta virtuale, usufruendo di una serie di bonus come l’accesso prioritario al check-in, il posto auto riservato anche in alta stagione e un “bonus” di token se di darà un feedback sulla qualità del servizio. ParkinGo, network di parcheggi portuali e aeroportuali, ha deciso di passare alla blockchain e fare “un ulteriore passo nell’innovazione tecnologica dell’azienda”. A ispirare Giuliano Rovelli, fondatore dell’azienda che conta 23 anni di storia, 55 strutture in Italia e in altri Paesi membri dell’Ue e 2,5 milioni di utenti annui, è stato un recente viaggio in Silicon Valley, dove l’imprenditore ha voluto toccare con mano alcuni  dei servizi basarti sulla distributed ledger nel suo campo di business: “Si tratta di un mondo da esplorare – spiega – la blockchain trasforma un processo aziendale, rendendolo trasparente all’utente, in quanto è visibile a tutti e non è più modificabile”.

Nasce così un nuovo modo di pagare il servizio, grazie all’emissione di una cryptovalute, un token, che prevede anche programmi fedeltà per gli utenti.

L’initial coin offering avrà una durata di due settimane e partirà il 12 giugno: la somma raccolta con l’Ico sarà “destinata allo sviluppo aziendale  – spiega Rovelli – per diventare un verticale nel mondo dei parcheggi, di aeroporti, porti e stazioni dell’alta velocità. La tokenizzazione dell’azienda è  un passaggio per la nostra evoluzione”.

La valuta virtuale non andrà però a sostituire in tutto e per tutto le modalità di pagamento tradizionali, come la carta di credito e gli altri metodi di pagamento digitale.

Per spiegare la sua scelta e illustrarla agli utenti e agli addetti ai lavori ParkinGo ha organizzato nelle scorse settimane il “travel mobility Europe” a Volandia, il museo del volo attiguo allo scalo Malpensa.

Giornalista dal 2000, dopo la laurea in Filologia italiana e il biennio 1998-2000 all’Ifg di Urbino. Ho iniziato a Italia Radio (gruppo Espresso-La Repubblica). Poi a ilNuovo.it, tra i primi quotidiani online nati in Italia, e a seguire da caposervizio in un’agenzia di stampa romana. Dopo 10 anni da ufficio stampa istituzionale sono tornato a scrivere, prima su CorCom, nel 2013, e poi anche per le altre testate del gruppo Digital360. Mi muovo su tutti i campi dell’economia digitale, con un occhio di riguardo per cybersecurity, copyright-pirateria online e industria 4.0.

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