Osservatorio Blockchain 2018: crescono del 73% i progetti e si afferma un nuovo rapporto con le cryptocurrency - Blockchain 4innovation
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Osservatorio Blockchain 2018: crescono del 73% i progetti e si afferma un nuovo rapporto con le cryptocurrency

Mauro Bellini

Dal Proof of Concept (PoC) al business, dalla sperimentazione alla realtà dei servizi per imprese e cittadini. La Blockchain è in una fase di passaggio fondamentale contrassegnata da un aumento dei progetti e da una conferma della crescita, sempre esponenziale, degli annunci di nuove iniziative. I progetti censiti sul 2017 arrivano a quota 331 e segnano un progresso del 73% rispetto al 2016 mentre gli annunci confermano un trend di attenzione e di spinta verso la sperimentazione con una crescita del 273%.

L’occasione per fare il punto su quel “grande laboratorio a cielo aperto” che è oggi la Blockchain è rappresentato dal primo convegno dell’Osservatorio Blockchain & Distributed Ledger della School of Management del Politecnico di Milano. Il convegno conclude il lavoro del tavolo di lavoro Blockchain & Distributed Ledger e nello stesso tempo è anche il momento di inizio del nuovo Osservatorio, in collaborazione con il DEIB, il Dipartimento di Elettronica Informazione e Bioingegneria del Politecnico di Milano.

Per conoscere le potenzialità della Blockchain e dell’ICO partecipa a Blockchain Business Revolution il prossimo 16 maggio a Milano con analisti, esperti, rappresentanti di imprese e di istituzioni. Iscriviti subito.

Un passaggio simbolico questo che conferma la crescente importanza dell’ecosistema degli attori che ruotano attorno alla Blockchain sia in termini di sviluppo tecnologico e culturale, sia in termini di nuove prospettive di business. Valeria Portale, Direttore dell’Osservatorio apre i lavori sottolineando subito la scelta di portare nel titolo stesso del convegno il tema dell’Internet of Value e confermando come la Blockchain si presenta come il passaggio dall’Internet delle persone all’Internet del Valore. E proprio sul tema del valore non si può non iniziare dal bitcoin, dalla Bitcoin come Blockchain e dal bitcoin come cryptocurrency e come simbolo di tutte le crytpovalute che aperto la strada a fenomeni di portata globale come ad esempio le Initial Coin Offering (ICO) o di straordinario impatto sociale o locale come le monete complementari, le valute di scopo o ancora a progetti affascinanti e potenti, anche e soprattutto dal punto di vista dell’innovazione “sociale”, come le monete programmabili.

Blockchain come innovazione senza limiti

Siamo davanti a una “bestia da domare” per usare l’espressione efficace di Nicolò Romani di SIA o a una “innovazione senza limiti“, come dichiara con entusiasmo Marta Piekarska di Hyperledger? Entrambe le affermazioni sono valide per descrivere cos’è e dove ci porta la Blockchain, ma ci sono non pochi “nodi” da sciogliere perché le aziende e le Pubbliche Amministrazioni possano effettivamente e compiutamente sfruttarla. E forse il primo e più grande dubbio, si potrebbe dire “amletico” è quello tra Blockchain Pubbliche e Private tra Permissionless e Permissioned con tutte le “sfumature di grigio” che segnano la sperimentazione oggi attiva sulla Blockchain.

E l’Osservatorio parte proprio dai progetti che con Blockchain o “grazie alla” Blockchain supportano le imprese e le Pubbliche Amministrazioni con nuovi servizi o rendono più efficienti e sicuri quelli esistenti. La spinta più importante continua ad arrivare dal finance che con 172 progetti è ancora il motore di sviluppo più importante e che copre ben 172 dei 331 progetti censiti, vale a dire il 59% del mercato. Seguono a distanza settori a singola cifra a partire da Government con il 9% dei progetti, logistica con il 7,2%utility con il 3,9%, per arrivare all’agrifood con il 3% ad assicurazioni, healthcare, trasporto aereo, media e Telco un quote variabili dall’1 al 3%.

La crescita dei progetti Blockchain nel mondo

 

Lo sviluppo Blockchain tra “Pubbliche” e “Private”

Interessante seguire poi lo sguardo di Valeria Portale sui processi e come immaginabile la Blockchain è primariamente utilizzata nell’ambito del payment con ben 94 progetti, segue il tracking di prodotti e materie prime e la supply chain dove sono attivi 67 progetti per arrivare alla gestione di dati e documenti con una quota di 64 progetti e infine le soluzioni per il mercato dei capitali con 51 progetti.

Se poi si guarda al numero delle banche centrali (29) che si sono attivate su progetti Blockchain si può dire che la prima fase della contrapposizione e della “paura” tra Blockchain e Istituti di credito è ampiamente superata. Nel dettaglio poi le banche guardano alla Blockchain primariamente per i progetti interbancari con 19 progetti in corso, ma anche all’ambito del retail banking dove si contano 9 progetti, oltre ad altre attività più orientata e alla sperimentazione, che si può leggere e interpretare nell’ambito del fenomeno della “servitizzazione” e che spinge le banche a creare soluzioni in chiave di bank as a platform.

L’innovazione sempre più spinta delle crytpocurrency

E se vale il tema simbolicamente rappresentato all’inizio, ovvero che la Blockchain segna la estensione dalla Internet delle Persone alla Internet del Valore le banche non possono certo lasciarsi sfuggire questa opportunità, anche perché sul risvolto monetario della Blockchain l’innovazione sta correndo come non mai e i numeri sono impressionanti.

Al 16 aprile ammontano a 894 le criptovalute attive, che generano una capitalizzazione di mercato che arriva a qualcosa come 327 miliardi di dollari. A questo proposito Valeria Portale sottolinea che il Bitcoin rappresenta oggi la quota più importante con il 42% del mercato e si confronta con un panorama in forte sviluppo a partire dal mondo Ethereum che vale oggi il 16% della capitalizzazione generale e Ripple che arriva all’8% e sono a loro volta seguite da BitcoinCash, LiteCoin, Cardano, Stellar, Iota, Neo e Monero.

Il profilo delle prime 10 cryptovalute

Significativa poi in confronto dei principali attori della Internet of Value con Bitcoin che nel 2017 ha gestito qualcosa come 103 milioni di transazioni con 97 milioni di bitcoin transati per un “controvalore” di 375 miliardi di dollari e con il coinvolgimento di 11.128 nodi. Ethereum nel 2017 è arrivata a una quota simile di transazioni (100 milioni) e ha gestito 21.862 contratti con 15.962 nodi. Non è naturalmente corretto un confronto diretto, ma i numeri permettono comunque di valutare le dimensioni dei fenomeni e Ripple nel 2017 con 12 partner coinvolti ha gestito 200 milioni di transazioni per un valore di 550 miliardi di dollari di transazioni.

Se poi si sposta l’attenzione verso un confronto tra valute tradizionali e cryptovalute la valutazione deve partire dal tema focale della decentralizzazione. Per le crytpocurrency è il network stesso a stabilire la validità della transazione, e consente progettare soluzioni per le monete programmabili e per disporre di una completa tracciabilità.

L’altro grande tema delle cryptocurrency è rappresentato dalla sicurezza che grazie alla crittografia e all’immutabilità permette di ridisegnare il paradigma stesso di transazione. Bene, molto bene, ma poi le criptovalute sono anche, come ben noto, anche molto volatili, non sono poi  “facili da scambiare” e la scarsa regolamentazione della materia espone i consumatori/clienti a rischi o anche semplicemente alla difficoltà di gestire eventuali disservizi. Il vero tema è poi in realtà legato alla mancanza di una vera politica monetaria condivisa.

Vantaggi e svantaggi delle cryptomonete

Nello sesso tempo questa deregolamentazione ha per certi aspetti favorito lo sviluppo di tanti fenomeni che stanno sfruttando la flessibilità di Cryptomonete e “token” per fenomeni come l’Initial Coin Offering (ICO) e la tokenization. Fenomeni che da una parte hanno aperto le tasche a tanti investitoti in cerca di innovazione anche sotto il profilo finanziario, ma hanno anche contribuito a fare aprire gli occhi a molti istituti che rischiano di perdere un treno di portata globale.

Ecco che sono ben 29 le banche centrali che hanno deciso di fare sperimentazione per applicare le “performance” delle criptovalute alle valute tradizionali, e hanno dato vita al fenomeno delle “criptovalute vigilate“. Sotto questo ennesimo neologismo si sono aperti o in alcuni casi riattivati o rinvigoriti nuovi processi di innovazione, come quelli legati alle monete complementari o quelli delle monete programmabili.

Il progetto Cryptoeuro

In questo senso un bell’esempio è rappresentato dal progetto di ricerca “Cryptoeuro” che vede in pista attori come lo stesso Osservatorio Blockchain & Distributed Ledger  in collaborazione con l’Associazione Italiana Prestatori Servizi di Pagamento (APSP) e con lo sforzo tecnologico di Reply.

Ma che cos’è “Cryptoeuro”? Già il nome promette di unire le caratteristiche delle Cryptocurrency con la “Governance” che caratterizza appunto la moneta europea nella forma di una criptovaluta vigilata e programmabile che permette di portare efficienza e sicurezza e tracciabilità nei processi di pagamento in settori come le assicurazioni, le utility, le banche.

Da Valeria Portale arriva poi l’invito a portare l’attenzione sul ruolo degli sviluppatori e delle startup. Il mondo Blockchain fa oggi leva proprio e primariamente sull’azione di innovazione delle startup e dei developer. L’Osservatorio ha mappato 20 nuove imprese italiane attive in diversi settori dall’agrifood alla finanza, dall’Internet of things alla gestione dell’Identità, dalle utility alla supply chain. Portale ricorda inoltre che la Blockchain permette di portare nuove forme di innovazione a difesa e a valorizzazione del Made in Italy a livello di tracciabilità e di anticontraffazione, ma è molto importante cercare di colmare il gap di competenze che rischia di penalizzare l’innovazione nel nostro paese.

Direttore responsabile delle testate “verticali” di Digital360: Blockchain4Innovation, PagamentiDigitali, Internet4Things, BigData4Innovation e Agrifood.Tech si occupa di innovazione digitale applicata alla realtà delle imprese, delle pubbliche amministrazioni e del sociale

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