Blockchain per la gestione trasparente e tracciata dei modelli BIM

La tecnologia blockchain consente di gestire i modelli BIM in modo da costituire innovazioni complementari, al fine di rendere l’intero ciclo di vita del dato più efficiente, incentivando i processi di collaborazione, condivisione e interoperabilità [...]
Lorenzo Miozzi

Blockchain Expert

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La normativa italiana vigente prevede un’introduzione progressiva dell’obbligatorietà del BIM (Building Information Modeling) negli appalti pubblici: dal primo gennaio 2019 l’utilizzo del BIM è obbligatorio per opere complesse con importi superiori ai 100 milioni di euro, mentre dal 2025 sarà obbligatorio per tutti gli appalti pubblici. L’utilizzo di metodologie BIM si basa su interoperabilità, collaborazione, coordinamento e comunicazione tra i diversi attori che partecipano al ciclo di vita di una costruzione (progettazione, realizzazione, manutenzione, dismissione); l’integrazione tra blockchain e BIM consente di gestire in maniera trasparente e tracciata tutti gli scambi di dati, rendendo tali processi sicuri e affidabili.

blockchain BIM

Che cos’è il BIM e come si integra con la blockchain

Il BIM, acronimo di Building Information Modeling, è una nuova metodologia che consente di gestire, in maniera totalmente digitalizzata, tutte le fasi del ciclo di vita di una costruzione. L’utilizzo della metodologia BIM avviene tramite appositi software che consentono di gestire la progettazione, la realizzazione, la manutenzione, la sicurezza, i costi e la pianificazione.

I vantaggi che derivano dall’utilizzo del BIM sono i seguenti:

  • Riduzione dei costi del ciclo di vita della costruzione;
  • Minimizzazione degli errori nelle fasi di progettazione;
  • Efficientamento della condivisione di informazioni di progetto con fornitori, collaboratori e consulenti;
  • Ottimizzazione della gestione dei progetti mediante strumenti che facilitano la collaborazione tra i vari team di progetto;
  • Riduzione del lavoro non preventivato attraverso una pianificazione efficiente e integrata dei flussi di lavoro;
  • Incremento del ROI della costruzione;
  • Supporto per la gestione sostenibile attraverso l’utilizzo di strumenti di progettazione integrata che tengano conto anche di aspetti energetici.

Il Building Information Modeling viene utilizzato sia nel settore dell’edilizia per la progettazione e costruzione (architettura, ingegneria, impianti tecnici) sia nel facility management; per questo può essere adoperato da figure con competenze multidisciplinari tra cui impiantisti, ingegneri strutturisti, progettisti, architetti, costruttori, montatori, collaudatori e manutentori.

Il tema centrale del BIM è l’interoperabilità, ovvero la possibilità di condividere dati con i diversi gestori delle informazioni utilizzando estensioni di file non proprietari, per incrementare l’efficienza dei processi e per incentivare la concorrenza tra i fornitori di tecnologie e di servizi.

Dopo aver compreso il contesto BIM, ci si rende conto che, quando si parla di condivisione, collaborazione e interoperabilità, le informazioni e i flussi informativi assumono un ruolo di fondamentale importanza, dando luogo al cosiddetto Information Management; i flussi informativi tra i vari attori coinvolti nel BIM possono essere ottimizzati e fruiti con maggiore sicurezza, creando una piattaforma in cui tutte le discipline convergono per creare valore, a prescindere dagli strumenti e dai software utilizzati per generare le informazioni. Ogni attore, owner del proprio processo, beneficia delle informazioni inserite in piattaforma dagli altri componenti del team.

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Nel contesto dell’Information Management applicato al BIM si inserisce perfettamente la tecnologia blockchain, che consente di valorizzare le informazioni e di gestirle in maniera trasparente e tracciata in modo tale da favorire i processi di collaborazione, condivisione e interoperabilità; si può affermare che la blockchain valorizza e facilita i processi di Information Management in termini di affidabilità, sicurezza e trasparenza delle informazioni scambiate e condivise tra i vari stakeholders.

blockchain e BIM

Blockchain e BIM rappresentano quindi innovazioni complementari al fine di rendere l’intero ciclo di vita del dato più efficiente. Tra le iniziative avviate su questo tema, è interessante citare il progetto di co-innovazione tra Italferr, società di ingegneria del Gruppo Ferrovie dello Stato, e Own Your Business, società che offre servizi e soluzioni blockchain; il progetto prevede l’integrazione della blockchain nei software BIM al fine di generare trasparenza e tracciabilità nella gestione e nella condivisione dei file durante la fase di progettazione.

Le principali normative BIM

La digital transformation sta cambiando rapidamente i diversi ambiti della società, non solo per la dirompente evoluzione tecnologica, ma anche dal punto di vista di approccio culturale; la digitalizzazione è un processo rapido, pervasivo e dirompente che impatta tutti i settori industriali, tra cui il settore dell’edilizia e delle costruzioni.

I progetti e le opere infrastrutturali sono sempre più complessi, rendendo più complicata e critica la fase di progettazione; per garantire il successo di questi progetti sono necessarie competenze multidisciplinari, derivanti da una forte e stretta collaborazione tra imprese e ricerca. Tale approccio consente di innovare i progetti e la relativa progettazione sia dal punto di vista tecnologico che dal punto di vista metodologico.

In questo contesto si inserisce il BIM, che oltre a identificare un cambiamento di natura tecnologica, rappresenta una trasformazione nel modo di concepire e di approcciare la progettazione, di interpretare la natura e la funzione delle grandi infrastrutture; si può affermare che l’innovazione del BIM è rappresentata da circa un 20% di tecnologia e dal 80% di innovazione in termini di processi, basati su modalità di lavoro condivise, collaborative e multidisciplinari.

Il notevole interesse per il BIM è supportato anche da diverse normative che ne incentivano l’utilizzo e, in alcuni casi, ne sanciscono l’obbligatorietà. Le principali normative di riferimento sono le seguenti:

  • Decreto BIM;
  • Codice appalti (DLgs 50/2016);
  • UNI EN ISO 19650;
  • UNI 11337.

Il Decreto BIM (DM 560/2017) stabilisce le modalità e i tempi di progressiva obbligatorietà relativi all’introduzione di strumenti e metodologie BIM negli appalti pubblici; l’obiettivo prefissato è quello di rendere il BIM obbligatorio a partire dal 1° gennaio 2025 per i lavori complessi relativi a opere di importo a base di gara inferiore a 1 milione di euro. Inoltre, il Decreto BIM nell’art. 4 ribadisce che le stazioni appaltanti debbano “utilizzare piattaforme interoperabili a mezzo di formati aperti non proprietari. Inoltre, i dati devono essere connessi a modelli multidimensionali orientati a oggetti e devono essere richiamabili in qualunque fase e da ogni attore durante il processo di progettazione, costruzione e gestione dell’intervento secondo formati digitali aperti e non proprietari, normati a livello nazionale o internazionale e controllati nella loro evoluzione tecnica da organismi indipendenti.”; si introduce quindi il concetto di formati aperti al fine di garantire l’accesso ai dati nel lungo periodo senza incertezza presente e futura riguardo ai diritti legali, consentendo ai prodotti di elaborazione di essere scambiati e sottoposti a procedure informatiche gestite da differenti servizi o sistemi (interoperabilità).

La UNI EN ISO 19650 regola la gestione delle informazioni nel BIM, affermando che ogni informazione sul bene immobile è di fondamentale importanza, a prescindere dai tempi, dalle condizioni e dalle modalità di utilizzo delle stesse; tale norma regola quindi tutto il tema dell’Information Management introducendo i concetti relativi ai flussi informativi in termini di gestione, requisiti informativi e ambienti di condivisione dei dati.

La UNI EN ISO 19650, in Italia, si applica congiuntamente alla serie UNI 11337, che si pone come norma complementare e annesso nazionale: “Edilizia e opere di ingegneria civile – Gestione digitale dei processi informativi delle costruzioni”; la UNI 11337 tratta il tema della gestione dei processi informativi delle costruzioni, definendo meglio i modelli, gli elaborati e gli oggetti in termini di evoluzione e sviluppo informativo.

Dalle suddette normative, oltre al tema dell’obbligatorietà del BIM in determinati contesti, emerge il tema fondamentale della gestione delle informazioni, dei flussi informativi e degli attori convolti in un contesto che, per sua natura, si basa sui concetti di condivisione ed interoperabilità.

Conclusioni

L’integrazione tra blockchain e BIM rappresenta oggi un tema di notevole interesse in quanto la loro complementarità consente di rendere l’ecosistema BIM sicuro e trasparente; la blockchain permette di gestire i flussi informativi, di identificare gli attori e di tracciare le attività del BIM con benefici per tutti gli attori coinvolti nei processi. La blockchain evolve quindi il concetto di Information Management valorizzando le informazioni e i dati condivisi tra tutti gli attori e incentivando i processi di collaborazione e interoperabilità.

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