Uniswap, cos’è, in cosa differisce dagli altri exchange

Uniswap è un exchange decentralizzato basato su smart contract che gira sulla rete Ethereum. A differenza degli exchange più comuni, Uniswap utilizza un meccanismo basato su liquidity pool e il prezzo è calcolato secondo una formula matematica [...]
Andrea Bellacicca

CTO e Partner di Nexid Edge

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Come mai le fee di Ethereum sono alle stelle, quindi si devono pagare più di 10 dollari per trasferire gli ether? La risposta è: colpa di Uniswap. Le transazioni per interagire con gli smart contract di Uniswap sono così tante che il valore complessivo delle fee pagate nell’ultimo anno è di circa 550 mln di dollari (che arrivano a un totale di circa 1,5 mld di dollari se calcolate al valore attuale degli ether: 2.930 dollari). La media giornaliera è di circa 2000 ether spesi in fee.

Uniswap è il più grande exchange decentralizzato e il quarto tra gli exchange di criptovalute per volume. Viene utilizzato per scambiare token ERC-20 ed ether utilizzando un concetto innovativo per cui il prezzo dei token scambiati non dipende direttamente dalla domanda e dall’offerta ma da una formula matematica.

Uniswap, la storia

Uniswap nasce dall’intuizione di Hayden Adams in seguito alla lettura di un post di Vitalik Buterin su reddit riguardante i mercati decentralizzati e i market maker automatici. Laureato in ingegneria meccanica, in quel periodo Hayden era stato appena licenziato dal suo precedente lavoro e decise di lanciarsi nello sviluppo di smart contract su Ethereum. Se ne innamora praticamente subito e prova ad applicare ciò che ha imparato lavorando su un progetto concreto. A fine 2017 lancia il primo prototipo di exchange decentralizzato che permetteva lo scambio di un unico token.

 

Uniswap

Nel giro di alcuni mesi il progetto cresce e Hayden, che nel frattempo è ancora disoccupato e sopravvive grazie ad alcuni ether che aveva acquistato in precedenza, aggiunge il supporto per più token. In questo periodo, Hayden conosce Vitalik Buterin che lo aiuta a raffinare il concept e a migliorare gli smart contract. A fine 2018 la prima versione viene lanciata sulla mainnet di Ethereum e supporta tre token. Nel giro di due anni, Uniswap diventa l’exchange decentralizzato col più alto volume giornaliero, transando più di 200M di dollari al giorno.

Curiosità: il nome originale inventato da Hayden era Unipeg, creato fondendo le parole “unicorno” e “pegasus”. Uniswap fu coniato da Vitalik Buterin.

Uniswap: l’exchange decentralizzato

Un exchange decentralizzato è una piattaforma di scambio di token e/o criptovalute realizzato in modo da non essere gestito da un ente centralizzato, ma direttamente su blockchain. Gli exchange centralizzati, a differenza di quelli decentralizzati, nonostante rendano più semplici il trasferimento di soldi da banche e carte di credito verso il mondo cripto e permettono di gestire un numero elevato di transazioni, introducono in realtà una vulnerabilità poiché soggetti a fallimento, chiusura o frode. Al contrario, gli exchange decentralizzati sono governati completamente da software su blockchain garantendo transazioni peer-to-peer e una resistenza alla censura o fallimento superiore. Il numero di transazioni al secondo che possono gestire, invece, è un grosso fattore limitante. Come abbiamo visto all’inizio dell’articolo, la rete Ethereum è quasi satura a causa di Uniswap.

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Uniswap, però, non è un semplice exchange decentralizzato che mette in contatto domanda e offerta, ma si basa su un modello completamente nuovo di market making automatico. Uniswap, infatti, gestisce la compravendita di token attingendo token ed ether direttamente da contenitori basati su smart contract, chiamati liquidity pool. Il prezzo iniziale in ether di un particolare token è calcolato dal rapporto tra il numero di token e il numero di ether presenti inizialmente nelle liquidity pool. Durante una transazione, invece, il prezzo è calcolato in modo che il prodotto tra il numero di token nella liquidity pool del token e il numero di ether nella liquidity pool degli ether sia costante. Infatti, quando acquistiamo dei token, quello che in realtà succede è che stiamo andando a prelevare dei token dalla liquidity pool dei token, diminuendone, quindi, il numero complessivo e versando degli ether nella liquidity pool di ether. Di conseguenza, il prezzo in ether dei token viene alzato in modo che il prodotto tra numero di token e numero di ether rimanga costante. Dalla transazione, viene prelevato lo 0,3% e destinato a chi fornisce gli ether e i token per la liquidity pool.

Gli smart contract permettono anche di effettuare degli scambi token-token gestendo automaticamente lo scambio degli ether. In questo caso, la transazione è composta in realtà da due sotto-transazioni e le fee pagate sono dello 0,6%

Attualmente, le fee vengono destinate completamente a chi rifornisce le liquidity pool. In futuro le cose cambieranno: le fee destinate ai liquidity provider scenderanno a 0,25% e il restante 0,05% verrà destinato a un indirizzo a scelta, che può essere cambiato di volta in volta. Questo comportamento potrà essere attivato o disattivato a scelta.

Su Uniswap è possibile acquistare o vendere diversi token attraverso un’interfaccia grafica molto semplice connessa a metamask o direttamente attraverso metamask. L’operazione di acquisto o vendita viene chiamata Swap, letteralmente scambio.

È possibile anche diventare liquidity pool provider e fornire di ether e/o di token le varie liquidity pool.

Uniswap: il token ERC-20

Associato al progetto Uniswap è stato coniato un token ERC-20 per la governance del protocollo o per partecipare alle votazioni, chiamato UNI. I token sono stati generati durante il deploy degli smart contract e verranno rilasciati e distribuiti nel corso di 4 anni in modo da rispettare questa organizzazione:

  • il 60% dei token andrà ai membri della comunità
  • il 21,266% dei token andrà ai fondatori e ai dipendenti di Uniswap
  • il 18,044% dei token andrà agli investitori
  • lo 0,69% dei token andrà agli advisor

Passati i 4 anni, verrà applicata una politica inflazionaria per favorire i membri attivi della comunità rispetto ai possessori di token passivi.

La governance del protocollo viene gestita attraverso il Governance Forum, dove è possibile trovare le proposte di miglioramento e entrare in contatto con la community.

Ogni proposta di miglioramento passa attraverso un processo di scrutinio e, se approvata, appare nella dashboard di voto, insieme alla informazioni necessarie e alla documentazione relativa. La proposta di miglioramento rappresenta il vero e proprio codice che verrà integrato negli smart contract è altererà le funzionalità di Uniswap.

Per ammettere una nuova proposta, bisogna raggiungere un quorum del l’1%, che sale al 4% per convalidare il voto.

Il processo di voto viene espresso attraverso una procedura in due fasi. La prima fase, chiamata fase di delega, consiste nell’utilizzare i token UNI per indicare l’indirizzo ethereum che ha diritto di voto. Questo indirizzo può essere il proprio o di un’altra persona. La seconda fase è la fase di voto vera e propria e, al delegato, viene richiesto di esprimere il consenso o il dissenso confermando una transazione su blockchain. Quando la transazione viene confermata su blockchain, la procedura di voto è terminata.

Conclusioni

Uniswap è un exchange decentralizzato basato su smart contract che gira sulla rete Ethereum. A differenza degli exchange più comuni, dove la piattaforma mette in contatto domanda e offerta, Uniswap utilizza un meccanismo basato su liquidity pool e il prezzo è calcolato secondo una formula matematica. I suoi alti volumi di scambio l’hanno reso l’exchange decentralizzato più importante e sicuramente, nel futuro, il progetto continuerà a crescere e a guadagnare importanza. I limiti attuali della rete Ethereum, però, ne ostacolano la crescita poiché non riescono ad assorbire un numero così elevato di transazioni. Si spera che questo problema venga risolto con l’aggiornamento di Ethereum che avverrà nei prossimi mesi, aggiornamento che dovrebbe dare un boost a tutti i progetti della rete.

 

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