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Kraken: cos’è e come utilizzarlo

Gianluigi Torchiani

Le criptovalute sono e saranno destinate a essere sempre di più un’alternativa alle tradizionali valute monetarie, così da essere utilizzate negli acquisti di tutti i giorni. Ma senza bisogno di scandalizzarsi eccessivamente, a spingere la crescita di interesse verso questo mondo è stata anche la possibilità di guadagnare dalle fluttuazioni a cui sono soggette le monete virtuali. Si tratta del fenomeno del Trading di criptovalute, che interessa un numero crescente di soggetti, in buona misura estranei alle origini del fenomeno crypto.

Cos’è Kraken e come funziona

Non stupisce, dunque, che in questi anni siano sorte sul Web numerose piattaforme dove i possessori di criptovalute possano vendere e comprare le monete virtuali. Uno dei più noti e popolari, nonché anche uno dei più longevi, è senza dubbio l’exchange americano Kraken. Si tratta dunque di un sito di exchange che consente agli utenti di effettuare trading di valute legali e criptovalute in maniera diretta, senza passare per broker o altre tipologie di intermediari finanziari. In buona sostanza Kraken non fa altro che mettere in contatto gli ordini degli utenti che vogliono acquistare criptovalute (o valute tradizionali) con quelli che al contrario vogliono disfarsene. Uno dei maggiori vantaggi di Kraken è che, a differenza di molti altri exchange, non necessita di alcun deposito minimo per l’attivazione dell’account: l’iscrizione è infatti completamente gratuita.

Le garanzie Kraken sulla sicurezza dei portafogli virtuali

Un altro dei fattori chiave che spiega il successo di Kraken (che in pochi anni si è progressivamente espanso, acquistando Cryptowatch, Coinsetter e Clevercoin, tre dei maggiori hub mondiali del settore) è anche l’attenzione alla sicurezza. Che riveste un aspetto fondamentale per un exchange, considerato che stiamo comunque parlando di valute con un valore economico reale, che dunque attirano inevitabilmente potenziali truffatori e, soprattutto, i cybercriminali. La fondazione stessa di Kraken da parte di Jessie Powell nel 2011 nasce anche dalla lezione negativa di Mt. Gox, che per tanti anni è stato il principale exchange di criptovalute al mondo, per poi finire progressivamente nel dimenticatoio a causa anche delle ripetute violazione da parte del cybercrime. L’assunto su cui è stato fondato Kraken, perciò, è stato la necessità di convincere gli utenti a fidarsi della sicurezza degli scambi di criptovalute. Per questo motivo, negli anni Kraken ha costruito una piattaforma caratterizzata da un elevato livello di protezione dalle minacce cyber, così da salvaguardare e proteggere gli investimenti degli utenti. Dal punto di vista della sicurezza fisica, i server Kraken (da cui passano gli scambi di criptovalute) risiedono in cavout di sicurezza sotto sorveglianza 24/7 di guardie armate e video monitor. Gli accessi fisici e le modifiche al codice sono strettamente controllati. La caratteristica forse più importante di sicurezza messa in campo da Kraken è la cosiddetta autenticazione a due fattori, dove cioè ogni account dispone di due diversi tipi di password. La prima password viene impostata dall’utente, mentre la seconda viene creata da un’app come Google Authenticator o Yubikey. È inoltre prevista la SSL encryption per proteggere gli utenti quando si connettono via browser, nonché la disconnessione temporizzata dall’account come ulteriore livello di difesa. Inoltre gli utenti hanno la possibilità di attivare il blocco temporaneo delle funzioni dell’account, utile quando si è fisicamente separati dai propri dispositivi. Più in generale Kraken effettua un costante monitoraggio delle attività sospette in tempo reale, così da ridurre al minimo i rischi durante le attività di trading. Le monete virtuali, infine, sono in buona parte conservate su portafogli “freddi”- completamente isolati da qualsiasi sistema on line – fino a quando non sono trasferite su un altro portafoglio o devono essere impiegate in uno scambio. Insomma, Kraken in questi anni ha costruito una piattaforma che punta forte sulla fiducia, tanto da essere stato il primo exchange di criptovaluta a finire nell’elenco Terminal Bloomberg, cioè uno strumento utilizzato dai professionisti del banking di tutto il mondo.

Guida completa a Kraken

Vediamo ora più da vicino come funziona Kraken: la piattaforma, innanzitutto, consente agli utenti di effettuare attività di trading con una serie di valute tradizionali: Dollari USA, Yen giapponese, Dollari canadesi, Sterline britanniche ed Euro. Decisamente più numeroso è il numero di criptovalute con cui è possibile effettuare attività di trading su Kraken: Bitcoin, Bitcoin Cash, Dash, EOS, Litecoin, Zcash, Ethereum Classic, Ethereum, Gnosi, Iconomi, Melone, Augur, Tether, Dogecoin, Stellar Lumens (XLM) Monero, Ripple. Le commissioni variano in funzione della coppia di valuta scambiata ma anche del volume ma, in ogni caso tale commissione non supera lo 0,26%. Il trading sulla piattaforma Kraken può essere effettuato scambiando una valuta tradizionale come dollari o Euro per una qualsiasi criptovaluta; oppure scambiando una criptovaluta per un’altra, ad esempio cedendo Bitcoin in cambio di Ethereum.

Le commissioni di Kraken

La fonte di introiti per Kraken arriva dalle commissioni incassate per ciascuna operazione di exchange, il cui ammontare varia in base alla coppia di valute selezionate e alla tipologia di account a disposizione dell’utente. In linea di massima le commissioni di negoziazione sono comprese tra lo 0% e lo 0,26%. L’addebito per transazione dipende dal fatto che si stia acquistando o vendendo. Di norma gli acquirenti pagano uno 0,16% di commissione, mentre per i venditori la percentuale sale alle 0,26% su ogni operazione. Kraken prevede comunque una scontistica sulle commissioni basata sul volume, in modo tale da incentivare gli investitori di tutte le dimensioni e premiarli per i loro scambi. In poche parole: più volume totale viene scambiato nel proprio account, minore è la commissione sui trade successivi. Un’altra fonte di ricavo per Kraken è data dai prelievi fisici di valuta, che però risultano molto onerosi se non si dispone di un conto bancario americano.

Come aprire un conto Kraken

Vediamo ora più da vicino come è possibile creare un account Kraken e iniziare a effettuare attività di trading. Innanzitutto il primo passaggio risulta piuttosto semplice e intuitivo: è sufficiente accedere al sito di Kraken, inserire il proprio indirizzo email, nome utente e password nel modulo denominato “CREA UN ACCOUNT”. Successivamente, dopo aver accettato i termini e le condizioni del servizio occorre fare click sul pulsante “ISCRIVITI” . A questo punto occorre fare click sul link di attivazione della propria e-mail per attivare l’account. A questo punto l’account è creato a tutti gli effetti, ma si tratta di un’utenza di livello 0, che non rende possibile depositare nè ritirare alcun tipo di valuta, dunque rendendo nei fatti difficile effettuare vere e proprie attività di trading. Basta però fornire soltanto poche informazioni (nome completo, data di nascita, nazione di residenza e numero di telefono) per raggiungere il Tier 2, che garantisce un deposito massimo giornaliero di 2000 dollari o 10.000 dollari mensile e che consente a tutti gli effetti di iniziare a effettuare attività di trading. Kraken prevede due ulteriori livelli (3 e 4), la cui verifica può richiedere diversi giorni ma che d’altra parte garantiscono limiti più elevati su depositi e prelievi. Inoltre, i residenti di Stati Uniti, Canada, Germania e Giappone hanno necessariamente bisogno della verifica di livello 3 per depositare e prelevare valute legali. Occorre comunque considerare che il livello 4 di autenticazione è utilizzato quasi esclusivamente da aziende e investitori professionali. Ovviamente per iniziare a fare acquisti di critptovalute occorre finanziare il proprio conto Kraken, effettuando un classico bonifico bancario in valuta tradizionale. Se invece un utente possiede già degli asset digitali supportati da Kraken (Bitcoin, ethereum, ecc), questi possono essere versati direttamente sull’account personale.

Come scambiare le criptovalute

A questo punto il trader è pronto a iniziare la propria attività, con due diverse opzioni a disposizione: ordine limite – ossia quando si acquista una valuta per un prezzo stabilito – e ordine di mercato, quando l’acquisto è effettuato al miglior prezzo corrente disponibile. L’autonomia del trader in Kraken è massima: questo significa che il team di supporto non può gestire (creare, modificare o annullare) ordini per conto dell’utente. Quindi in caso di “errore” nello scambio o nell’acquisto non è possibile in alcun modo annullare l’operazione o essere rimborsati. Dal momento che i prezzi delle criptovalute possono cambiare rapidamente, l’unica possibilità per l’utente di fare profitto attraverso Kraken è quella di essere in grado di entrare ed uscire dal mercato esattamente nel momento in cui lo si ritiene opportuno. Fattore che, ovviamente, richiede un certo grado di conoscenza delle dinamiche del mercato globale delle criptovalute. È anche per questo motivo che in molti ritengono Kraken una piattaforma molto adatta a utenti già avvezzi alle attività di trading e un po’ meno per i completi principianti. Che potrebbero anche rimanere confusi dall’interfaccia di Kraken, in buona parte giudicata non semplice e abbastanza dispersiva.

Il trading a margine sulle criptovalute

A ulteriore conferma di questa attenzione prioritaria ai trader “esperti” c’è la possibilità del Trading con margine sulle criptovalute. I grandi investitori, per tradizione, hanno sempre utilizzato il trading con margine per esprimere e far fruttare le proprie intuizioni sul mercato. In pratica, Kraken mette a disposizione del trader un quantitativo di fondi per incrementare le proprie posizioni e aumentare di conseguenza i guadagni di un trade (ritenuto) profittevole. Per esempio, facendo un trade con margine con leva a “2”, Kraken raddoppia la forza di trading dell’utente mettendoti a disposizione per quel trade una quantità addizionale di fondi pari alla stessa quantità dei tuoi fondi che stai utilizzando per quella posizione, quantità che dovrà poi essere restituita alla chiusura della posizione.

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