Enerchain, il futuro dell’energia parte dalla blockchain - Blockchain 4innovation
FacebookTwitterLinkedIn

Enerchain, il futuro dell’energia parte dalla blockchain

Antonello Salerno


Utilizzare la blockchain per certificare gli acquisti e le vendite di energia, in un’epoca in cui il mercato diventa sempre più frastagliato e distribuito, ed aumenta la produzione da fonti rinnovabili e in cui crescerà sempre più, in prospettiva, il ruolo dei “prosumer”, gli utenti che cioè oltre a consumare energia la producono. Il progetto, che vede la partecipazione di 39 protagonisti del mercato energetico europeo, da Enel e E-On a Engie fino a una serie di produttori regionali, si chiama Enerchain e a metterlo a punto è Ponton, società con sede ad Amburgo, in Germania, specializzata nella produzione di software e soluzioni IT per l’industria dell’energia. La sua mission, dal 2001, è quella di integrare le nuove tecnologie digitali nella gestione della rete e nelle operazioni di vendita dell’energia. 

Tra gli obiettivi principali di Enerchain c’è quello di trovare una soluzione al problema dei costi delle transazioni, dal momento che risultano spesso proibitivi per i soggetti più piccoli, escludendoli di fatto dal mercato. Una circostanza in cui la blockchain potrebbe semplificare in modo decisivo il sistema contribuendo così a contenere i costi per transazione e aprendo il mercato a nuovi player.

Il percorso di Enerchain è iniziato nel 2016, per arrivare a un primo prototipo presentato all’Emart di Amsterdam e successivamente migliorato grazie anche all’intervento e ai suggerimenti delle aziende del settore. Con l’adesione a Enerchain i 39 player del trading di energia coinvolti nel progetto condividono i costi necessari a sviluppare l’infrastruttura, che consentirà loro di inviare, ricevere ed effettuare ordini utilizzando un registro decentralizzato ed effettuando gli scambi in peer to peer, senza cioè l’intervento di un operatore centrale.

“Il motto di Enerchain – spiega Michael Merz, amministratore delegato di Ponton – è che camminando si costruiscono le strade. Il tentativo di sondare un’area mai esplorata prima d’ora nel mondo del trading è certamente un’avventura affascinante. La blockchain non è altro che un sistema operativo distribuito, dove l’unico limite alle possibili applicazioni dipende dalla creatività degli utenti”. 

Oltre ai quattro partecipanti che non hanno voluto rendere pubblico il proprio nome, al progetto hanno preso parte Alpiq, ArgeNetz, Axpo, BKW, Centrica, CEZ, EDF Luminus, EnbW, Encavis, Endesa, Eneco, Enel, Energie AG, Engie, E.ON, ESFORIN, Freepoint Commodities, Gen-I, gasNaturalfenosa, Iberdrola, Neas Energy, OMV, Petrol d.o.o, Quantum, RWE, Salzburg AG, Stadtwerke Leipzig, Statkraft, Statoil, Total Gas & Power, Trailstone, Uniper, Vattenfall, Verbund, Wien Energie.

Giornalista dal 2000, dopo la laurea in Filologia italiana e il biennio 1998-2000 all’Ifg di Urbino. Ho iniziato a Italia Radio (gruppo Espresso-La Repubblica). Poi a ilNuovo.it, tra i primi quotidiani online nati in Italia, e a seguire da caposervizio in un’agenzia di stampa romana. Dopo 10 anni da ufficio stampa istituzionale sono tornato a scrivere, prima su CorCom, nel 2013, e poi anche per le altre testate del gruppo Digital360. Mi muovo su tutti i campi dell’economia digitale, con un occhio di riguardo per cybersecurity, copyright-pirateria online e industria 4.0.

FacebookTwitterLinkedIn

White Paper scelti per voi

FacebookTwitterLinkedIn

Questo sito utilizza cookie tecnici e, previo Suo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsente all’uso dei cookie. Leggi la nostra Cookie Policy per esteso

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi