Blockchain: la Regione Lombardia sperimenta nuovi servizi

Nel biennio 2019/2020 la Regione Lombardia ha utilizzato la blockchain per innovare la pubblica amministrazione, impiegandola per la gestione e l’erogazione di alcuni servizi ai cittadini [...]
Marco Maleddu

Avvocato

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Anche in Italia, la blockchain è sempre più presente e le sue diverse forme d’uso sono oggetto di continue sperimentazioni, sia in ambito privato che pubblico. Ecco un’analisi delle sperimentazioni d’uso realizzate dall’amministrazione locale, utili per capire, alla luce dei risultati raggiunti, quale modello di sviluppo la Regione Lombardia voglia perseguire con l’impiego di questa tecnologia.

La sperimentazione della blockchain nella Regione Lombardia

Nel biennio 2019/2020 la Regione Lombardia ha utilizzato la blockchain in maniera del tutto innovativa per la pubblica amministrazione, impiegando le sue qualità per la gestione e l’erogazione di alcuni servizi ai cittadini.

Il “bando Nidi Gratis”

I primi casi d’uso e d’implementazione sono stati il “Bando Nidi Gratis” indetto da Regione Lombardia per tutte le famiglie lombarde e realizzato in modalità sperimentale per i residenti del Comune di Cinisello Balsamo e il tracciamento della filiera agroalimentare e di quella dei prodotti di origine animale a carattere regionale.

In queste sperimentazioni è stata utilizzata la marcatura temporale digitale disponibile sulla blockchain.

Questa funzione della blockchain ha permesso all’Amministrazione di avere un registro trasparente, certo, sicuro e accessibile, in cui tutte le informazioni archiviate risultavano non modificabili a posteriori e al contempo verificabili da chiunque in modo sicuro.

Con il bando “Nidi Gratis” gli uffici che si occupano della sua gestione, grazie ai dati archiviati con tecnologia blockchain, hanno avuto notevoli vantaggi in termini di trasparenza; inoltre, questa soluzione ha permesso una radicale semplificazione del processo di istruttoria e quindi una riduzione dei tempi necessari per il riconoscimento del beneficio.

Tracciamento della filiera alimentare

Nel secondo caso d’uso, ovvero il tracciamento della filiera alimentare, la blockchain ha consentito di coinvolgere maggiormente gli attori coinvolti nei vari processi e di avere tutti una miglior conoscenza dei dati raccolti.

Infatti, sono stati aggregate e rese disponibili una grande quantità di informazioni che hanno soddisfatto sia il consumatore, che poteva finalmente conoscere nel dettaglio i prodotti acquistati, che tutti gli operatori del comparto agroalimentare.

Per Regione Lombardia l’etichettatura dei prodotti su blockchain ha significato raccontare soprattutto la storia del prodotto, con una particolare attenzione ai controlli sanitari eseguiti da parte degli uffici locali competenti, raccogliendo al contempo dati preziosi all’interno di un network decentralizzato e distribuito che hanno coinvolto allevatori, agricoltori addetti al trasporto, la distribuzione e ovviamente le autorità preposte ai controlli.

Blockchain in Regione Lombardia: i risultati delle sperimentazioni e il gradimento da parte degli utenti

Da un punto di vista generale, il principale risultato raggiunto con le descritte sperimentazioni riguarda la quantificazione realistica dei benefici portati dalla tecnologia blockchain nei processi della PA.

Le sperimentazioni sono state progettate per permettere una valutazione oggettiva e imparziale dei punti di forza e di debolezza connessi a questa tecnologia, attraverso un insieme di indicatori misurabili per quantificare aspetti quali l’usabilità da parte degli utenti e i tempi di gestione da parte di Regione.

I cittadini che hanno partecipato alla sperimentazione d’uso della blockchain con il bando “Nidi Gratis” sono rimasti soddisfatti dell’esperienza, la quasi totalità dei partecipanti ha scaricato la App e ne consiglierebbe ad altri l’utilizzo.

Inoltre, circa la metà di questi ha presentato la domanda nell’arco delle prime ore di apertura del bando, con un tempo medio per l’invio della documentazione necessaria inferiore a 8 minuti, arrivando, sul totale delle domande inviate, al 91% dei requisiti verificato automaticamente, con una netta riduzione dei tempi di gestione della pratica da parte degli uffici.

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La sperimentazione riguardante la tracciabilità della filiera agroalimentare, inoltre, ha evidenziato che la web App utilizzata ha consentito ai cittadini di superare il distacco dalla tecnologia blockchain.

Infatti, nel questionario sottoposto ai cittadini dopo il suo utilizzo, la maggior parte dei consumatori ha dichiarato di non avere avuto prima di allora alcuna confidenza con la blockchain e uno su cinque che non possedeva alcuna conoscenza in materia per essere in grado di valutarla o di non apprezzarne l’apporto nelle informazioni mostrate in etichetta. Questo distacco dalla tecnologia si è sensibilmente ridotto, quando i consumatori hanno potuto utilizzarla in prima persona per valutarne le potenzialità.

Il numero di utenti che si sono dichiarati poco fiduciosi dei benefici della blockchain rispetto alle informazioni in etichetta è stato del tutto ridimensionato dopo la sperimentazione.

regione lombardia blockchain

I risultati tecnici ottenuti

Le sperimentazioni hanno prodotto anche molti risultati in termini di nuove dinamiche di lavoro tra i diversi uffici coinvolti.

La sperimentazione sugli asili nido ha usufruito di un canale di condivisione, già attivo, con gli archivi INPS che ha consentito di recuperare le informazioni necessarie per verificare il soddisfacimento dei requisiti di ammissione da parte dei possibili beneficiari.

È stato dunque possibile realizzare questa sperimentazione grazie alla cooperazione applicativa tra il servizio “Bandi Online” di Regione e il Sistema Informativo Unitario Lombardo (SIUL), unito all’utilizzo del proxy Spid, sviluppato da Aria SpA, per la comunicazione con l’Identity Provider Spid del cittadino che esegue l’autenticazione all’applicativo.

Tutti questi canali verso i data provider sono alla base dell’infrastruttura condivisa che consentirà di portare a un’adozione su larga scala della tecnologia blockchain per la maggior parte dei bandi dedicati a cittadini e a imprese, oltre che nei processi in cui Regione Lombardia svolge un’azione di sorveglianza e controllo, come l’esempio della tracciabilità della filiera agroalimentare.

Le sperimentazioni d’uso della blockchain realizzate in Regione Lombardia hanno prodotto un nuovo bagaglio di conoscenze e competenze sia a livello tecnologico, che tecnico e amministrativo.

Queste informazioni permettono già di capire quanto sia importante non solo costruire l’infrastruttura tecnica, ma anche quanto la blockchain debba essere utilizzata nel rispetto delle normative vigenti.

Nuove modalità di lavoro per gli uffici pubblici

La Regione Lombardia, infatti, relativamente agli aspetti legati al rispetto della privacy, informa attraverso i suoi uffici che durante le sperimentazioni ha consolidato un modus operandi che recepisce i principi di privacy-by-design e privacy-by-default promossi dal Regolamento UE 2016/679 (GDPR).

Prima di realizzare le citate sperimentazioni, infatti, è stata eseguita una Valutazione di Impatto sulla Protezione dei Dati (più comunemente denominata DPIA) sulla base della quale è stato determinato il percorso più adatto a garantire una corretta gestione della privacy dei cittadini.

Le sperimentazioni sono state progettate limitando la raccolta dei dati personali a quelli effettivamente necessari e prevedendone un’elaborazione ridotta esclusivamente a quanto strettamente utile per le finalità individuate.

La blockchain è stata utilizzata come registro per la notarizzazione della registrazione dei passaggi amministrativi e dunque per eseguire le verifiche sui dati oggetto del trattamento, come ad esempio per i controlli sui requisiti di accesso al bando Nidi Gratis o per gli esiti delle verifiche ispettive sui capi delle filiere.

Tutti i dati reali dei cittadini e delle imprese raccolti e utilizzati durante le descritte sperimentazioni sono stati utilizzati solo in sede di verifica, applicando tutti gli opportuni meccanismi di protezione e di sicurezza quali ad esempio la cifratura ed il controllo degli accessi.

La conservazione di tali dati è pertanto avvenuta conformemente a quanto previsto dal GDPR, individuando tempi adeguati ai principi giuridici e modalità conformi alle finalità dello stesso.

Future possibili applicazioni della blockchain in Regione Lombardia

Dalla raccolta delle esperienze delle persone coinvolte nelle sperimentazioni l’Amministrazione ha potuto capire che la blockchain può essere un ottimo alleato per la futura erogazione di servizi al cittadino.

I risultati ottenuti hanno convinto le istituzioni a proseguire sulla strada delle nuove sperimentazioni d’uso della tecnologia blockchain.

Il processo di adozione della tecnologia, rivelano dagli uffici della Regione, viene portato avanti attenendosi ad un principio di scalabilità, mirato a realizzare un’infrastruttura tecnologica il cui obbiettivo e quello di trasferire su blockchain nuovi servizi con un ridotto impiego di risorse.

L’obiettivo a lungo termine è quello di realizzare una infrastruttura blockchain regionale, una DLT che vedrà l’applicazione della blockchain in Lombardia, puntando anche sul concetto di Self Sovereign Identity e Verifiable Credential, il cui obbiettivo sarà quello di avere un sistema innovativo di gestione delle identità e forse un domani anche una piattaforma regionale utile per eseguire direttamente pagamenti digitali.

Tra gli strumenti che potrebbero essere parte del sistema di gestione della blockchain regionale ci saranno le credenziali di accesso individuale basato sulla blockchain di Ethereum, che applicando le linee guida ESSIF (European Self-Sovereign Identity Framework), permetteranno la gestione di attributi relativi alla propria identità all’interno di un unico applicativo gestito tramite chiavi crittografiche possedute solo dal cittadino.

Questo approccio alla tecnologia blockchain, informano sempre dagli uffici regionali, sarà improntato anche al massimo livello di privacy, in quanto i dati non saranno gestiti da una terza parte, ma unicamente dal cittadino attraverso i propri device.

Sarà così possibile, in futuro, per il cittadino della Regione Lombardia detenere all’interno di un unico wallet digitale tutta la «storia» delle sue credenziali, dei suoi certificati nonché quella dei suoi rapporti con l’amministrazione regionale.

Conclusioni

Dall’analisi delle sperimentazioni emerge che le qualità della blockchain, quali la capacità di offrire trasparenza, sicurezza e tracciabilità dei dati senza il coinvolgimento di intermediari sono applicabili anche alle esigenze della pubblica amministrazione, per cui c’è da aspettarsi, a medio e lungo termine, un costante incremento della presenza della tecnologia dei registri distribuiti nella nostra vita quotidiana sia pubblica che privata.

 

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