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Web3 e crypto spingono il mercato blockchain, ecosistemi in “stallo”

I progetti di Decentralized Web raddoppiano, nel mondo Crypto convivono situazioni di crisi e realtà che crescono con un approccio più maturo, mentre le soluzioni e le piattaforme del mondo Blockchain for business sembrano in una fase di ripensamento. I risultati e le evidenze dell’Osservatorio Blockchain & Distributed Ledger del Politecnico di Milano che con questo passaggio assume la denominazione di Osservatorio Blockchain & Web3 [...]
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Dagli hype alla maturità, dalle accelerazioni costruite sulla spinta dell’entusiasmo per scoprire nuovi territori di innovazione alla necessità di affrontare il 2023 come il “Tempo della Costruzione”: la ricerca dell’Osservatorio Blockchain & DLT del Politecnico di Milano sintetizza lo stato di salute di un mercato Blockchain sempre più articolato, complesso e ricco di innovazioni con due scelte che riflettono il senso di questo passaggio. Il titolo del convegno che rende omaggio al pragmatismo Blockchain & Web3: Time to Build e la scelta di “firmare” l’attenzione al Decentralized web già nella denominazione stessa che diventerà Osservatorio Blockchain & Web3.

Le oscillazioni del mondo Crypto, la vitalità del Web3 e i ripensamenti della Blockchain for business

Il Web3, il mondo Crypto, con la sua “altalena” tra alti e bassi e con una interessante survey su come vengono vissuti in Italia i cryptoasset, per poi arrivare a “smontare” i falsi miti o i pregiudizi che penalizzano da troppo tempo la blockchain a partire dal tema energetico, sono alcuni dei temi chiave che hanno caratterizzato il convegno di presentazione della ricerca, accanto alla riflessione e al ripensamento che ha investito il mondo della blockchain for business, delle piattaforme e degli ecosistemi che stanno alla base degli sviluppi, di molti progetti aziendali

Non è certo la prima volta che sentiamo parlare di Cryptowinter (QUI un altro nostro articolo dedicato al tema) e non è la prima volta che il mondo blockchain si “riprende” da una situazione di difficoltà, tuttavia, in questa circostanza, più che una situazione di crisi si deve parlare di un passaggio che porta anche i segni di una maggiore maturità di un mercato sempre più caratterizzato da una molteplicità di settori e di percorsi di innovazione.

Se si guarda infatti alla fisionomia che ha assunto il mercato nel corso del 2022 si registra un calo del 43% nei progetti Blockchain for business che con una numerica pari a 568 restano la maggioranza (54%) del settore nel suo complesso. Si sente forte la spinta del Decentralized web e dei progetti che fanno riferimento al Web3, con un aumento del 98% che permette di arrivare a 111 casi, costituiti soprattutto da applicazioni decentralizzate (DApp) e da progetti NFT. Il mondo crypto, ovvero il “cuore” dell’Internet of Value, mantiene la sua vitalità con 100 progetti pari a una fetta del 28% del totale del mercato nella quale si collocano progetti dedicati a cryptocurrency, stablecoin, CBDC, crypto asset.

Se la lente si sofferma solo sul mercato italiano si registra un aumento dei progetti Blockchain aziendali, con un volume di investimenti che arriva a 42 milioni di euro, in crescita del 50% rispetto al 2021. Finanza e assicurazioni guidano il mercato con una quota del 33%, seguono Retail e Moda con il 23%, Automotive con il 10%, Pubblica Amministrazione con il 7%.

Prosegue il percorso avviato dalle valute digitali

Valeria Portale, Direttore dell’Osservatorio Blockchain and Distributed Ledger ha sottolineato che il 2022 è stato un anno nel quale non sono mancate le sorprese a partire, purtroppo, dal deprezzamento dei crypto-asset e dalla grave crisi seguita al fallimento di alcuni attori come FTX e al collasso di Terra-Luna. Situazioni complesse che però non hanno indebolito la vitalità di quelle realtà che popolano i territori dell’Internet of Value. In questo scenario, ci sono tanti progetti che non hanno la stessa visibilità sui media ma sono estremamente concreti e preparano sviluppi decisamente importanti come le sperimentazioni sulle valute digitali da parte di Governi e banche centrali con 59 delle 100 principali banche al mondo che lavorano all’utilizzo di stablecoin nella forma di CBDC Central Bank Digital Currency o a diverse altre tipologie di servizi collegati alla custodia e agli investimenti in criptovalute.

La strada verso il Digital Euro è avviata e si deve registrare una maggiore sintonia tra gli sviluppi dell’innovazione tecnologica e i progressi che accompagnano la creazione di uno scenario normativo in grado di fornire maggiori garanzie alle imprese che stanno decidendo come muoversi. In questo scenario, ci sono sia le imprese del Web3 sia le imprese tradizionali che stanno valutando come muoversi. In entrambi i casi, la parola chiave per rappresentare questa situazione è sperimentazione, ma su basi più solide di quelle che potevano essere quelle che avremmo potuto analizzare solo un anno fa. Una solidità che arriva dalla concretezza con cui è necessario superare una volta per tutte i falsi miti che frenano, senza una vera ragione, la diffusione della blockchain.

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Francesco Bruschi, Direttore dell’Osservatorio Blockchain and Distributed Ledger ha invitato tra l’altro a superare questi pregiudizi affrontandone alcuni a partire dalla blockchain che inquina e dalla “pericolosità” del DeFi. I casi come FTX hanno infatti messo in ombra un 2022 che ha visto importanti sviluppi a partire dalla risposta, che è arrivata anche sul tema dei consumi, da Ethereum con il passaggio dal Proof of Work (PoW) al Proof of Stake (PoS) realizzato con The Ethereum Merge che ha ridotto i consumi nel processo di validazione. Un altro segnale è arrivato da BNB Chain, che ha creato una modalità di incentivazione e semplificazione delle attività degli sviluppatori per promuovere lo sviluppo di DApp.

Il tema dei consumi energetici e della sostenibilità della blockchain è particolarmente sentito nell’ambito della Blockchain for business, ovvero in quel terreno di sviluppo caratterizzato dalla reinterpretazione sulla blockchain di processi di business tradizionali. In questo contesto, il mercato ha segnato come indicato un rallentamento con alcuni importanti progetti che sono stati sospesi. Valeria Portale ha sottolineato come questi progetti siano prima di tutto una grande sfida da vincere nella creazione e nello sviluppo di ecosistemi con tanti diversi attori che concorrono alla creazione di nuovo valore.

Sfide non facili dove la componente tecnologica rappresenta solo una parte e dove sono in gioco tematiche legate alla sperimentazione e alla gestione di nuovi modelli di business e nuove forme di collaborazione. In termini di obiettivi nella Blockchain for business, le imprese puntano prevalentemente a migliorare l’efficienza dei processi affidando alla Blockchain il compito di semplificare l’accesso e la condivisione dei dati, in secondo luogo si pongono obiettivi di trasparenza anche con servizi in grado di garantire la immutabilità delle informazioni e infine si prefiggono obiettivi legati allo sviluppo di processi gestibili con smart contract.

Il Decentralized web è l’ambito che esprime probabilmente la maggiore vitalità e dove i percorsi di innovazione sono ancora più numerosi. Nel campo degli NFT sono arrivati tanti progetti anche con tanti nomi illustri in particolare nel campo della moda e del lusso. Nello stesso tempo, si osserva una maggiore attenzione al lavoro delle aziende impegnate nella sperimentazione di nuove strategie di business come la creazione di servizi esclusivi come le nuove esperienze nel Metaverso o come le esperienze nei territori “ibridi” del phygital.

Gli italiani e i crypto-asset: cosa sta cambiando

Ma come con quale atteggiamento e quale propensione gli italiani guardano al mondo dei crypto-asset?

L’Osservatorio ha voluto rispondere a questo interrogativo e ha voluto tastare il polso a cittadini e consumatori con una survey dedicata alle crypto in Italia dalla quale è emerso che sono 14 milioni i concittadini che hanno già wallet con criptovalute o token o che intendono acquistarle in futuro. Alla domanda su come gestiscono questi asset la risposta, prevalentemente, passa dalla frequentazione di exchange di criptovalute nel 40% dei casi, a cui seguono gli ATM di criptovalute nel 19% delle situazioni per arrivare ai servizi di wallet attraverso i quali si gestisce l’acquisto diretto. Nel 52%  dei casi chi ha scelto di disporre di asset crypto ha scelto di utilizzare servizi di trading finanziari tradizionali e la propria applicazione bancaria, mentre per quanto attiene alla custodia la preferenza va agli exchange di criptovalute a cui si affianca una scelta che premia anche i non custodial wallet. Coinbase, Crypto.com e Binance sono infine i 3 exchange più utilizzati. L’indagine ha voluto poi mettere sotto la lente anche l’ambito degli NFT che hanno trovato consensi presso il 9&% degli italiani mentre un ulteriore 14% dichiara di volerlo fare in futuro.

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