Blockchain e AI, l’Italia cerca una strategia: via ai lavori al Mise - Blockchain 4innovation
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Blockchain e AI, l’Italia cerca una strategia: via ai lavori al Mise

Antonello Salerno

Prima riunione, al salone degli Arazzi del ministero per lo Sviluppo economico, dei due gruppi di esperti chiamati ad affiancare il Governo nella messa a punto di una strategia nazionale sull’Intelligenza artificiale e su registri distribuiti e blockchain, da inviare alla Commissione europea. 

A presiedere i lavori il sottosegretario allo Sviluppo Economico con delega all’Industria, Andrea Cioffi, con la collaborazione del consigliere giuridico del ministro Luigi Di Maio su Telecomunicazioni e Innovazione digitale, Marco Bellezza.

Tra gli obiettivi del gruppo sull’intelligenza artificiale, delineati durante la riunione d’insediamento, ci sono: valorizzare la ricerca, portare l’IA dal laboratorio al mercato; educazione, skills e apprendimento permanente; attrarre e favorire investimenti qualificati nell’IA; i dati come nuovo fattore della produzione; cornice normativa e impatti etici; migliorare i servizi pubblici attraverso l’IA.

Quanto al gruppo di lavoro su Blockchain e registri distribuiti, spiega una nota del Mise, questi i temi di approfondimento emersi durante il primo incontro: perché la Blockchain? Caratteristiche della tecnologia e linee evolutive; il ruolo dell’Italia nello scenario europeo globale; tracciare le esperienze italiane nel settore privato e pubblico; ricerca e sperimentazione italiana su Blockchain e registri distribuiti; quarta rivoluzione industriale – mondo della produzione e scambio di valore; educazione, skills e apprendimento permanente; verso la costruzione di una cornice normativa di riferimento; settori strategici e use case abilitanti – certificazione e tutela del Made in Italy.

“L’Italia – sottolinea Cioffi – punta ad avere un ruolo di avanguardia in Europa su settori strategici come Intelligenza Artificiale e tecnologie Blockchain. Il nostro contributo, dal punto di vista culturale e scientifico, può essere davvero determinante. Possiamo rappresentare quel valore aggiunto che deriva dalla nostra storia intellettuale e culturale. Metteremo al servizio di tale obiettivo le nostre risorse, energie, competenze e menti migliori. Questo, d’altronde, è il senso dei gruppi di lavoro”.

“L’Europa – aggiunge il sottosegretario – deve avere un approccio unitario e compatto, se vuole imporsi in modo efficace e alternativo rispetto ai giganti Usa e Cina. L’Italia siederà al tavolo sullo stesso piano degli altri Paesi dell’Unione e farà sentire la propria voce. I rapporti devono essere franchi e diretti. Siamo stati i primi, del resto, a supportare formalmente il Claire-AI, iniziativa che nasce dalla volontà dei ricercatori delle università europee di confederarsi per creare un laboratorio europeo sull’Intelligenza Artificiale sul modello del Cern. Ci candidiamo a ospitare tale laboratorio e a diventare punto di riferimento per queste tecnologie, con un focus preciso: mettere al centro l’uomo, i diritti del cittadino. La vera sfida è fare in modo che lo sviluppo dell’innovazione tecnologica produca valore economico non a discapito, ma al servizio del lavoratore. Questo è il contributo alternativo che l’Italia, con l’Europa, può dare nella partita globale”.

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