Affidaty, Blockchain e Smart Contract a misura di imprese

La piattaforma TRINCI sviluppata dalla società italiana è dal 30 settembre disponibile in versione Open Source, allargando così le possibilità di contributo da parte delle community degli sviluppatori [...]
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La blockchain è ritenuta una delle tecnologie chiave nell’attuale fase di trasformazione digitale. In ambito business, però, a parte alcune iniziative più o meno importanti sul fronte della tracciabilità, ancora si faticano a vedere realizzati progetti veramente innovativi e capaci di produrre un reale valore per le imprese. In particolare, le criptovalute appaiono qualcosa di poco collegato al mondo imprenditoriale, tanto da essere considerate come qualcosa di utile soltanto a scopi speculativi. Tutta un’altra strada è quella invece proposta da Affidaty, una realtà italiana nata nell’aprile del 2016 dall’idea di Dane Marciano, CEO e Founder della società, che con TRINCI ha scommesso su una tecnologia Blockchainin grado di offrire al mercato una struttura “core” liquida capace di sostenere efficientemente monete digitali e programmabili, oltreché numerosi modelli di Smart Contract. TRINCI permette infatti a chiunque di scrivere applicazioni connesse in blockchain, che comunicano con i propri simili per creare un registro garantito per ogni tipo di relazione. Dal 30 settembre Affidaty ha reso disponibile TRINCI in versione open-source su licenza A.G.P.L (Affero General Public License), che diventerà dunque un vero e proprio framework aperto per la costruzione di blockchain, con particolare attenzione a tutte quelle finalizzate a un utilizzo business.

I problemi della Blockchain tradizionale per le imprese

Come racconta Luca Vignali CTO di Affidaty, “Affidaty è una società nata nel 2016, come system integrator di blockchain. Abbiamo iniziato questo percorso con i nostri clienti, entrando nel vivo degli aspetti nevralgici della tecnologia blockchain. Dopo un paio di anni di lavoro ci siamo accorti che i progetti dei nostri clienti stentavano a decollare nel mercato. Ma non certo per una ragione di carattere tecnologico, ma perché il tradizionale ecosistema blockchain, basato su Bitcoin, Ethereum ed altre criptovalute, era ed è caratterizzato da una serie di problemi”. Il primo è che in Italia e in Europa ancora oggi non sono chiare le normative per il mondo crypto, ad esempio per quanto riguarda l’inquadramento nei bilanci. Queste tecnologie non permettono pagamenti in Valuta FIAT (euro, dollari), quindi le aziende si trovano costrette ad aprire conti in paesi che ne riconoscono valore legale. C’è poi il tema la volatilità delle criptovalute, che in ambito business costituisce essenzialmente uno svantaggio: le imprese non hanno infatti la possibilità di assumersi anche il rischio di avere a che fare con una moneta volatile. “Affidaty ha perciò deciso di fare un passo in avanti, realizzando una tecnologia blockchain in autonomia, che dal 30 settembre è anche open source, creando tutta una serie di regole che vanno a servire il modello di business delle imprese. Utilizziamo sempre la tecnologia blockchain, cercando però di unire le caratteristiche delle monete fiat a quelle dell’ambito crypto: abbiamo ad esempio creato una moneta stabile rispetto all’Euro, che ha inoltre il vantaggio di essere programmabile, aprendo la strada alla disintermediazione dei servizi”, evidenzia il CTO di Affidaty.

Nuovi modelli di business

Si tratta di un approccio che, potenzialmente, può aprire modelli di business del tutto nuovi: Affidaty, ad esempio, punta a sistemi IoT dotatati di un conto corrente e capaci di gestire determinati flussi di denaro. Un caso tipico potrebbe essere quello di una macchina in car sharing: invece di pagare la società di gestione del servizio, il cliente potrebbe pagare direttamente la macchina su cui viaggia, con vantaggi dal punto di vista della rapidità e della trasparenza. Con applicazioni interessanti anche in ambito marketing: con una moneta programmabile diventa possibile far sì che per forza una parte dei fondi incassati sia obbligatoriamente destinata all’impegno (ambientale, sociale) assunto dall’azienda con il cliente. “In estrema sintesi quello che ci contraddistingue dalla concorrenza è che noi abbiamo curato tutti gli anelli della catena, per costituire una blockchain che potesse essere adatta al mondo entreprise. E non abbiamo lasciato che terzi soggetti facessero a modo loro. Abbiamo gettato le basi di un sistema che consente di parlare sia con il mondo bancario che con quello crypto, senza creare trucchi o situazioni al limite. Il secondo aspetto è che il sistema in dote degli utenti finali, un browser, è più che sufficiente per i clienti per creare transazioni e sottometterle, senza necessità di usare un plugin. Un altro punto che ci contraddistingue è quello di aver riconosciuto a soggetti plurimi un’identità nella blockchain (ad esempio un condominio), possibilità di cui si è parlato negli ambienti universitari ma per cui ancora non si era ancora fatto nulla di concreto”.

Le ragioni alla base dell’Open Source

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La scelta dell’Open Source, diventata definitiva dal 30 settembre, è un fattore di trasparenza, con l’obiettivo anche di rivolgersi alla vasta platea degli sviluppatori indipendenti, così da far crescere ulteriormente TRINCI: “L’Open source svolge un ruolo fondamentale nella nostra piattaforma, perché l’aspetto più importante è quello dell’ecosistema. Dunque, la scelta è stata trasparenza totale: d’altro canto siamo nel pieno sviluppo della blockchain, il nostro interesse è far crescere una famiglia di sviluppatori consapevoli, che si appoggino a una tecnologia che possono far evolvere. Sostanzialmente come Affidaty abbiamo realizzato il motore, poi è la community che crea tutto il resto, rendendo possibili questi business che altrimenti dovrebbero continuare a essere intermediati da persone umane, con tanto di possibili errori, truffe e quant’altro”. Inoltre, occorre considerare che la soluzione utilizza un motore wasm-machine che consente di eseguire contratti intelligenti implementati da terze parti in modo sicuro (in modalità sandbox) e gestire anche contratti intelligenti scritti in molti linguaggi: tra questi Typescript/Javascript, C/C++, Rust, Java, ecc. Questo rappresenta un vantaggio non da poco per gli sviluppatori, che possono continuare a utilizzare il linguaggio di programmazione a loro più congeniale, senza doverne imparare uno nuovo da zero. Una possibilità che allargato molto le possibilità dei developer di lavorare con una piattaforma come Affidaty.

 

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