Smart contract e BIM, innovazione di processo continua grazie al P2P

L’introduzione della metodologia BIM nel comparto del costruito ha innescato profondi cambiamenti nella gestione degli asset. La blockchain e gli smart contract possono rappresentare la vera chiave innovativa di processo [...]
Danilo Camerini

consulente nel mercato della gestione e conservazione documentale, membro del Consiglio Nazionale di IBIMI-buildingSMARTItalia

Enrico Cristini

Ingegnere Edile-Architetto/BIM Manager. Socio di IBIMI-buildingSMARTItalia

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L’introduzione della metodologia BIM (Building Information Modeling) nel comparto del costruito, ha radicalmente rivoluzionato il modo di operare nel settore e introdotto profondi cambiamenti nella progettazione e nella gestione degli asset. Il metodo prevede la definizione di un modello virtuale, digital twin che, raggiunta una compiutezza geometrica e informativa, conduce alla realizzazione dell’opera fisica e ad interventi su di essa che ne facilitano la gestione durante tutto il ciclo di vita. Nuove tecnologie come la blockchain e gli smart contract offrono un grande contributo e supporto: scambiare, certificare, notarizzare, salvaguardare la proprietà intellettuale, indirizzare le responsabilità, il tutto basato su una cronologia immutabile e sfruttando una rete peer to peer. L’insieme di queste caratteristiche ha già da tempo attirato l’attenzione dei professionisti del comparto edile. In altre parole, la loro possibile e stabile introduzione, rappresenterebbe una vera e propria chiave innovativa di processo.

Con la progressiva e crescente applicazione del BIM è facile intuire che la quantità di informazioni digitali vada notevolmente ad aumentare e che, ricoprendo al contempo un ruolo centrale nel processo edile, assuma via via una rilevante importanza. Gestire in maniera adeguata ed efficiente un data set valorizzandone il valore intrinseco, è sicuramente uno degli elementi che principalmente contribuiscono a definire i benefici dell’utilizzo della metodologia.

Disporre di strumenti che possano aiutare e snellire la gestione delle informazioni è uno degli aspetti fondamentali che sta caratterizzando lo sviluppo di nuovi software e servizi da affiancare alle innovazioni già introdotte nel settore. Le attività gestionali in materia non si esauriscono con il semplice inserimento del dato ma devono prevederne un costante controllo, monitoraggio e aggiornamento: ciò aiuta a mantenere alto il valore del dato e abilita modelli di business innovativi.

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Gli smart contract come chiave innovativa di processo del BIM

Nel comparto delle costruzioni si sta affermando sempre più l’interesse circa la possibilità di introdurre, sfruttando le caratteristiche degli smart contract, sistemi autogestiti di code checking e gestione dei modelli BIM. I parametri implementati negli smart contract (geometrici, alfanumerici, informativi), possono essere analizzati tramite opportuni set di regole (rule-set) facenti riferimento a specifiche normative o a requisiti della committenza per il rilascio automatico di certificazioni e autorizzazioni o per la verifica di accordi contrattuali o ancora per l’attivazione di eventi. Ciò libera le risorse umane da compiti ripetitivi e dispendiosi, consentendo un aumento della produttività e una più efficace ed efficiente analisi del modello in trattazione. Nei processi di progettazione tradizionali i controlli di conformità non possono che essere eseguiti a campione. Una implementazione automatica della verifica della corrispondenza dei requisiti e il loro monitoraggio, invece, consente di effettuare un accertamento completo e rapido, aprendo la strada a un cambio di paradigma mentale nel settore (digitalizzazione).

 

 

La capacità di un sistema di portare a termine i propri obiettivi con l’impiego degli smart contract è resa possibile grazie alle caratteristiche della DLT (Distributed Ledger Technology), tecnologia basata su reti decentrate peer to peer, ossia reti che connettono dispositivi tra di loro senza la necessità di passare attraverso un server centrale. In una rete peer to peer non esiste né un’entità di controllo né un punto singolo di rottura, rendendo così i dispositivi collegati ad internet sempre connessi e funzionanti. Con l’utilizzo degli smart contract è possibile automatizzare interazioni tra le parti che non godono di fiducia reciproca e garantire lo svolgimento di transazioni senza l’intervento di un ente terzo come soggetto verificatore, fornendo anche un sicuro riferimento temporale.

Cos’è uno smart contract e come può essere applicato

Uno smart contract è un contratto scritto in linguaggio informatico in grado di attivarsi automaticamente al verificarsi di predeterminate condizioni seguendo la logica if-then. Il suo utilizzo trova una possibile applicazione nella filiera edile, con un importante impatto legato soprattutto alla gestione dei processi.

L’applicabilità di tale strumento ha un vasto raggio d’azione nel campo, coprendo anche un ampio arco temporale. Ad esempio, in fase precontrattuale, si potrebbero definire degli accordi da inserire in un contratto di tipo tradizionale per gestire automaticamente azioni conseguenti al rispetto di alcune semplici condizioni: durante la fase di progettazione, si potrebbe garantire l’attribuzione di responsabilità; nelle fasi successive si potrebbero offrire strumenti di gestione e documentazione automatica sia del cantiere che del costruito con i relativi interventi operativi, fino ad arrivare a transazioni di tipo finanziario.

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I contratti intelligenti, così come quelli tradizionali, definiscono le regole e le responsabilità delle parti. Tuttavia, al contrario di quelli tradizionali, essi applicano automaticamente i propri obblighi e responsabilità. Una volta resi operativi, generalmente, non richiedono alcun intervento umano per eseguire e far rispettare i termini in essi contenuti. Alcuni esempi sono: il trasferimento automatico di fondi tra le parti, quando vengono soddisfatti criteri specifici; l’imposizione di sanzioni se determinate condizioni non vengono soddisfatte, come nel caso del mancato rispetto dei livelli di servizio.

 

Gli smart contract e i contratti tradizionali

Analizzando i caratteri innovativi che gli smart contract introducono, possiamo evidenziarne alcune differenze rispetto ai contratti tradizionali, adatte alla gestione dei modelli BIM. La loro totale applicabilità per tutte le operazioni proprie dei processi del settore dell’edilizia è di complessa realizzazione e la loro stessa natura non ne consente una facile lettura e comprensione se non si dispone della conoscenza del linguaggio informatico.

L’implementazione di contratti intelligenti completamente autonomi nel comparto edile, presenta ulteriori complessità come nel caso della necessità di definire puntualmente un codice univoco per accompagnare ogni contratto intelligente. Mentre nelle transazioni nel fintech spesso si può riciclare il codice redatto per altri contratti intelligenti, ogni contratto smart nel comparto delle costruzioni contiene elementi significativi che sono unici perché legati all’opera in trattazione. Essi richiedono pertanto la stesura di un codice univocamente utilizzabile, sfruttabile nei modelli BIM.

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Alcune difficoltà potrebbero inoltre nascere nel caso di transazioni a sfondo economico e dalla necessità di precaricare i fondi in un portafoglio digitale, in modo che il contratto intelligente possa eseguire automaticamente i propri obblighi di pagamento. Bisogna tenere presente che i progetti di costruzione possono essere costosi. Probabilmente, richiedere ad una parte di anticipare i fondi in un portafoglio virtuale fino al completamento dell’opera, non è un’opzione accettabile dalle parti (siano essi proprietari che costruttori).

Nel comparto delle costruzioni, alcuni contratti intelligenti completamente autonomi, possono richiedere un certo affidamento su informazioni esterne non note all’atto degli accordi tra le parti: dati provenienti dal riconoscimento delle immagini e/o dai sensori acquisite durante lo svolgimento dell’opera, ad esempio, potrebbero incidere sulla condizione di aggiornamento continuo in uno smart contract completamente automatizzato, costringendo così una delle parti a una continua revisione dei dati. La possibile (e molto probabile) dipendenza da dati esterni per gli smart contract pone quello che si può definire il problema “oracolo“. I dati esterni talvolta possono essere forniti a contratti intelligenti solo tramite input manuale. Ciò richiederebbe a una parte di assumere risorse specializzate nella fornitura di dati per codici di contratti intelligenti. L’utilizzo di un oracolo creerebbe così costi aggiuntivi e meno autonomia poiché il contratto intelligente fallirebbe se l’oracolo non riuscisse a ricevere per tempo le informazioni esterne. Inoltre, le parti che utilizzano un oracolo devono fidarsi che lo stesso svolgerà adeguatamente i suoi doveri poiché gli errori di imputazione renderebbe vano l’impiego di un contratto intelligente.

 

I contratti intelligenti pongono anche alcune importanti questioni legali. Poiché i dati condivisi sulla tecnologia blockchain non possono essere alterati o modificati, è praticamente impossibile cambiare on going i termini del contratto, se non cambiando l’intero smart contract. Il che significa governare il processo con continue nuove negoziazioni e avere la certezza che esse abbiano una valenza e una equipollenza ai contratti tradizionali riconosciuta dal legislatore.

Occorre infine tenere presente che i tribunali probabilmente farebbero fatica a giudicare i contratti intelligenti e la blockchain a causa della mancanza di familiarità con la nuova tecnologia, con il conseguente ricorso a un esperto che costituirebbe una terza parte coinvolta. Ciò rappresenterebbe un vero ossimoro alla filosofia di adozione della blockchain quale metodo per evitare la presenza di terzi datori di fiducia nel processo.

In ragione di questo scenario, con il fine di proporre una possibile categorizzazione, si può sostenere che lo smart contract:

  • può essere ritenuto uno strumento complementare rispetto ad un accordo più ampio: ciò vuol dire che le parti perfezionano degli accordi in modalità tradizionale e scelgono di formalizzare alcune delle fasi applicative attraverso l’adozione del meccanismo automatico offerto dallo smart contract;
  • rappresenta un elemento qualificato a costituire il meccanismo di un accordo tra le parti, ma esaurisce la propria funzione, benché ricorsiva nel tempo, solo nell’esecuzione delle azioni in esso previste;
  • rappresenta il meccanismo del negozio unilaterale: esso si occuperà di stabilire gli obblighi solo nei confronti di una parte e darà esecuzione alle prestazioni al verificarsi di certe condizioni.

 

Una soluzione per un impiego immediato

Un modo in cui alcune parti hanno comunque cercato di sfruttare i vantaggi dei contratti intelligenti, pur affrontando i loro limiti, è quello di utilizzarli nella forma ibrida in modo che l’accordo tra le parti contenga elementi sia dei contratti tradizionali che di quelli intelligenti. Ciò consente una certa automazione e fornisce sicurezza alle parti avendo un contratto scritto che può essere facilmente letto e interpretato in caso di contesa giudiziale.

Una ipotesi allo studio è quella di variare la natura e il formato tecnico di realizzazione di un contratto legale sostituendo al documento redatto tramite word processing uno realizzato con un documento XML e dotato di una rappresentazione grafica in CSS. Ciò consentirebbe una visualizzazione grafica del documento pari a quella tradizionale, ma sarebbe “machine readable” per un elaboratore di smart contract. Se nel testo fosse inserito anche il codice software alla base dello smart contract, nella fase di sottoscrizione del documento con firma digitale tra le parti, si otterrebbe la sottoscrizione sia del contratto tradizionale sia del codice software alla base del contratto intelligente che verrà utilizzato nel sistema di contabilità distribuita. L’attività eviterebbe continue negoziazioni tra le parti (a meno di variazione contrattuali) e consentirebbe ai tribunali un più sereno giudizio nel caso di controversie.

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Conclusioni

Accademici e associazioni di settore stanno studiando e proponendo strategie innovative che rendano possibile l’attuazione degli smart contract. Vista la multidisciplinarità che l’argomento richiede, ottimali soluzioni nascono dalla sinergia e dal lavoro di esperti appartenenti a diversi settori che, mettendo a disposizione le proprie conoscenze, coordinano e sviluppano soluzione alle problematiche caratterizzanti la loro disciplina e quelle che nascono dall’interazione con le altre.

Sono già molteplici le iniziative, le ricerche e gli studi che a livello nazionale e internazionale stanno esplorando l’applicazione degli smart contract alla filiera delle costruzioni e nei modelli BIM. In Italia IBIMI buildingSMART Italy ha avviato un gruppo di lavoro multidisciplinare denominato Block2020, che affronta l’argomento lavorando su diversi casi d’uso.

Anche a livello legale l’utilizzo di questa nuova tecnologia è monitorato dal legislatore con lo scopo di valutare strumenti e soluzioni a supporto della sua diffusione (si veda la consultazione pubblica del MISE del 18 giugno u.s.).

Al raggiungimento di tutti gli elementi che garantiscano almeno la stessa affidabilità dei contratti tradizionali, sarà possibile ottimizzare i processi affidandosi ai contratti intelligenti che consentono un aumento dell’efficienza in quanto conferiscono automazione al meccanismo contrattuale e trasparenza delle obbligazioni in esso contenute, forniscono fiducia tra le parti efficientandone gli oneri derivanti dagli accordi e garantiscono l’immutabilità delle transazioni rendendone impossibile la modifica o la revoca per dolo, riducendo così il ricorso a controversie legali.

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