Reti neurali e blockchain protagonisti degli algoritmi fintech

L’analisi di Borsa del Credito: grazie a complesse infrastrutture informatiche basate sull’intelligenza artificiale e sulla distributed ledger technology è possibile velocizzare i processi e semplificare la fruibilità dei sistemi [...]
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La carta vincente nelle mani delle fintech è una semplicità in termini di user experience conquistata grazie all’utilizzo di infrastrutture e tecnologie estremamente complesse, abilitate da tecnologie come l’intelligenza artificiale e la blockchain. Ad analizzare il contesto è BorsadelCredito.it, che utilizza un algoritmo proprietario creato nel 2015, che consente ad esempio di erogare prestiti in 48 ore, alla fine di una rigorosa analisi di solvibilità del richiedente, a cui è richiesto solo di inserire dati e anagrafici e bilancio aziendale.

Al centro di questa innovazione ci sono i cosiddetti “sistemi esperti”, cioè i modelli di calcolo di base che governano gli algoritmi, costruiti sul modello delle reti neurali umane. “In sostanza – spiega BorsadelCredito.it – le informazioni che vengono via via apprese corrono sulle sinapsi e rimbalzano da un neurone all’altro per essere elaborate. Il neurone riceve da un altro neurone uno stimolo chimico, che viene convertito in uno elettrico per essere trasmesso lungo la sinapsi e poi ritrasformato in un dato chimico per essere passata al neurone successivo. In questo modo vengono messe in relazione tra loro e stratificate fino a creare un bagaglio di conoscenza. Così il nostro cervello impara, per esempio, a fare deduzioni. Una rete neurale artificiale è un sistema adattivo che cambia la sua struttura in base alle informazioni esterne o interne che le scorrono attraverso durante la fase di apprendimento”.

Grazie a questa tecnologia i neuroni artificiali associano ai dati in ingresso un peso che viene via via sommato al peso di altri dati per produrre inferenze. Per addestrare una rete neurale a “ragionare” vengono assegnati i pesi ai dati in entrata in base alla logica che si persegue: gli algoritmi imparano a fare le associazioni e a svolgere deduzioni, come un umano, ma con una dotazione di storage e di elaborazione infinitamente più potente.

E’ così possibile, grazie alla tecnologia, individuare in tempi rapidissimi solo i dati utili nell’enorme mole di informazioni a disposizione sulla rete, e questo consente di rispondere ai reclami dei clienti con i chatbot, o di fare diagnosi mediche o ancora di ottimizzare la gestione della sanità. “E’ chiaro il potenziale di trasformazione che questa tecnologia ha ancora in ambito finanziario – spiega BorsadelCredito.it – dove le applicazioni sono ancora nella loro fase iniziale. E possono esprimere il loro meglio con la piena applicazione della Psd2, messa al momento nell’angolo dalla pandemia, che per ovvie ragioni in questo momento rappresenta una questione molto più urgente”.

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In questo contesto si inseriscono anche le potenzialità della Blockchain, che consente di effettuare transazioni finanziarie rapide, accessibili da ogni angolo del pianeta e con costi bassi, oltre che sicure. Tecnicamente, spiega BorsadelCredito.it, è un registro digitale aperto e distribuito, che memorizza blocchi di dati in modo sicuro, verificabile e permanente: ciascun blocco è concatenato al successivo in ordine cronologico. La caratteristica chiave è che i blocchi non sono modificabili senza alterare tutta la catena.

Ormai anche le aziende italiane hanno scoperto la blockchain, dallo Spunta Project di Abi, che coinvolge tutte le banche italiane in un progetto basato appunto sulla blockchain, alla European Blockchain Service Infrastructure, voluta dalla Commissione Europea, mentre anche le Banche Centrali guardano a questa tecnologia per l’emissione delle proprie valute digitali e iniziano a studiarne potenzialità e limiti. “I progetti basati su questa complessa tecnologia, come nel caso dell’AI – conclude BorsadelCredito.it – si caratterizzano per dare vita a sistemi semplici nei processi e nell’utilizzo. E anche per questo sono vincenti”.

 

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