L'Ue punta sulla blockchain: un osservatorio ad hoc per essere "global leader" - Blockchain 4innovation
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16 ottobre 2018
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L’Ue punta sulla blockchain: un osservatorio ad hoc per essere “global leader”

Antonello Salerno

Monitorare le iniziative sulla blockchain che si sviluppano all’interno dell’Unione europea, mettere in campo una fonte attendibile e completa di informazione sulle potenzialità di questa nuova tecnologia, creare una sede di discussione autorevole e trasparente per diffondere informazioni e opinioni sull’argomento, formulare suggerimenti e raccomandazioni sul ruolo che l’Unione europea potrà giocare sul terreno della blockchain. Sono i principali obiettivi dell’ “European Union Blockchain Observatory and Forum”, nato su iniziativa della Commissione Ue per dare impulso alle innovazioni introdotte dalla blockchain e contribuire allo sviluppo di un ecosistema all’interno del territorio comunitario, in modo che l’Ue possa rafforzare il proprio ruolo di leader globale in questo campo.

Nato come un progetto pilota del Parlamento europeo, l’osservatorio risponde oggi alla direzione generale DG Connect della Commissione Ue, e conta su una serie di partner come ConsenSys AG (general contractor), University of Southampton, Knowledge Media Institute dell’Open University, University College London e Lucerne University of Applied Sciences.

Tra le prime iniziative dell’osservatorio ci sono la creazione di una piattaforma di dibattito e condivisione delle conoscenze, con il lancio di una community online, eublockchain.mobilize.io, i cui canali di discussione includono l’innovazione, in Gdpr e le politiche sui dati, i servizi governativi, l’identità, la scalabilità e l’interoperabilità. La community conta oggi su 700 partecipanti ed è in rapida crescita. A maggio l’osservatorio ha inoltre lanciato la nuova veste grafica del proprio sito web, eublockchainforum.eu, dove mette a disposizione report e materiali educativi, oltre a una nutrita collezione di “frequently asked questions”.

Tra le iniziative e più recenti del forum c’è anche la realizzazione della “Eu blockchain map”, la versione iniziale di una rappresentazione dinamica dei progetti ed eventi che riguardano la blockchain su tutto il territorio comunitario, aperta al contributo dei singoli player in modalità “crowdsourcing”. Il 18 giugno, inoltre, si è svolta la prima edizione della giornata “ask me anything” online, un momento di confronto un cui un team di esperti si messo a disposizione degli utenti per rispondere a tutte le loro curiosità sul mondo blockchain: la sessione è disponibile sul canale YouTube dell’osservatorio.

Oltre a queste attività, l’osservatorio ha dato vita a fine maggio, a Vienna, al suo primo workshop, “Blockchain innovation in Europe”, con due gruppi di lavoro che si sono confrontati per esaminare lo stato della blockchain in Europa, e capire i punti di forza e di debolezza, suggerendo per questi ultimi i rimedi più appropriati. Un secondo workshop si è poi tenuto, l’8 giugno, per parlare delle opportunità aperte dall’entrata in vigore della Gdpr, la general data protection regulation, mentre il 5 luglio a Bruxelles si è parlato dei servizi governativi e dell’identità digitali, settori in cui la distribuite ledger può avere un ruolo chiave per il successo delle soluzioni.

Rivolgendo lo sguardo al futuro, nelle prossime settimane l’osservatorio sarà impegnato, a settembre, su un quarto tema: la scalabilità, l’interoperabilità e la scalabilità: la discussione è già aperta sulla piattaforma eublockchain.mobilize.io con un canale dedicato, in attesa che venga indicata la data per il workshop.

Giornalista dal 2000, dopo la laurea in Filologia italiana e il biennio 1998-2000 all’Ifg di Urbino. Ho iniziato a Italia Radio (gruppo Espresso-La Repubblica). Poi a ilNuovo.it, tra i primi quotidiani online nati in Italia, e a seguire da caposervizio in un’agenzia di stampa romana. Dopo 10 anni da ufficio stampa istituzionale sono tornato a scrivere, prima su CorCom, nel 2013, e poi anche per le altre testate del gruppo Digital360. Mi muovo su tutti i campi dell’economia digitale, con un occhio di riguardo per cybersecurity, copyright-pirateria online e industria 4.0.

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