VMworld Us 2018, occhi puntati su blockchain e IoT - Blockchain 4innovation
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VMworld Us 2018, occhi puntati su blockchain e IoT

Antonello Salerno

Favorire la diffusione della tecnologia blockchain limitandone i consumi energetici, e puntare sull’IoT e sulla sua diffusione con una suite rinnovata per il controllo degli oggetti connessi alla rete. Sono i due annunci principali arrivati nella seconda giornata di VMworld Us 2018, in corso a Las Vegas fino al 30 agosto. 

Tra gli annunci più importanti, quindi, il “Project Concord”, un codice open source con licenza Apache 2.0, e lo ha pubblicato sulla piattaforma per sviluppatori GItHub per sottoporlo a tutte le analisi e le revisioni del caso. Servirà, nelle intenzioni di VMware, a dare vita a nuovi software basati sulla blockchain. Tra i principi che hanno ispirato la creazione i questo codice, secondo le prime informazioni, ci sarebbe anche la volontà di arrivare a una soluzione che sia in grado di contenere i consumi energetici della blockchain, e che da questo punto di vista potrebbe essere utile anche per applicazioni su scala industriale. 

Durante la manifestazione VMware ha inoltre annunciato l’arrivo di una versione 2.0 del proprio VMware Pulse IoT Center, la suite nata per monitorare e gestire gli oggetti connessi tramite l’Internet of things, in grado di funzionare sia on-premises sia sul cloud in modalità software-as-a-service. La nuova release consente, tra le altre cose, di inserire nuovi firmare nelle porte di accesso dei sistemi IoT, mettendo a disposizione degli utenti un controllo, un monitoraggio e una pianificazione più precisa delle attività dei device.

Con il Project Dimensioni, inoltre, VMware prova a estendere le caratteristiche del Cloud nei data center on-premise, con la possibilità di controllare, gestire, monitorare, riparare da remoto i server che si trovano nelle sedi dei clienti. Con il “Project Magna”, infine, VMware guarda allo sviluppo di un software di machine learning per ottimizzare  le reti di data center, rendendo il loro design il più possibile funzionale ai flussi di lavoro e ai sistemi che ospitano.

Giornalista dal 2000, dopo la laurea in Filologia italiana e il biennio 1998-2000 all’Ifg di Urbino. Ho iniziato a Italia Radio (gruppo Espresso-La Repubblica). Poi a ilNuovo.it, tra i primi quotidiani online nati in Italia, e a seguire da caposervizio in un’agenzia di stampa romana. Dopo 10 anni da ufficio stampa istituzionale sono tornato a scrivere, prima su CorCom, nel 2013, e poi anche per le altre testate del gruppo Digital360. Mi muovo su tutti i campi dell’economia digitale, con un occhio di riguardo per cybersecurity, copyright-pirateria online e industria 4.0.

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