IBSI, la prima rete nazionale basata sulla blockchain

IBSI è la rete infrastrutturale costituita da Agenzia per l’Italia digitale, CIMEA, CSI Piemonte, ENEA, INAIL, INFRATELITALIA, INPS, Politecnico di Milano, Poste Italiane, RSE, GSE, SOGEI, Università di Cagliari. Con una sinergia a livello amministrativo-governativo e tecnico-scientifico, totalmente italiana, punta a sfruttare la tecnologia blockchain per l’erogazione di servizi pubblici digitali nei quali sia garantita: protezione, integrità, interoperabilità e condivisione. [...]
Anna Marzia Del Porto

Esperta in Comunicazione

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IBSI – Italian Blockchain Service Infrastructure – è la rete promossa e costituita da Agenzia per l’Italia digitale, CIMEA, CSI Piemonte, ENEA, INAIL, INFRATELITALIA, INPS, Politecnico di Milano, Poste Italiane, RSE, GSE, SOGEI, Università di Cagliari. Si tratta di una “rete infrastrutturale” che, con una sinergia a livello amministrativo-governativo e tecnico-scientifico, totalmente italiana, punta a sfruttare la tecnologia blockchain, per l’erogazione di servizi pubblici digitali nei quali sia garantita: protezione, integrità, interoperabilità e condivisione delle informazioni tramite piattaforme blockchain.

Da molti anni in Europa si sta parlando di una strategia europea alla blockchain, che ha assunto una sua prima consolidazione con la “Relazione del Parlamento Europeo sulla blockchain: una politica commerciale lungimirante – 2018/2085 (INI)“.

Cos’è la blockchain per l’Europa

Per l’Unione Europea la blockchain è vista come una delle tecnologie chiave in grado di promuovere lo sviluppo economico-commerciale, ma non solo, in Europa. Per la Commissione aiuterebbe a rendere più efficiente e sicura l’interazione tra i cittadini, tra le imprese, le organizzazioni pubbliche, rafforzando, contemporaneamente, la fiducia, nella reciprocità delle interazioni, e consentendo a ciascuna parte di mantenere il controllo dei propri dati.

“Società digitale europea” che sarebbe facilitata dalla realizzazione della blockchain: una società incentrata sui cittadini, sostenibile, trasparente e inclusiva, che dovrebbe portare, accelerandone la realizzazione, a una vera “sovranità tecnologica” europea.

Quindi vantaggi significativi per l’industria europea, l’economia europea, la società europea nel suo insieme.

In sostanza, la blockchain dovrebbe “rivoluzionare” il modo di condivisione delle informazioni e di esecuzione delle transazioni on line, creando una “fiducia nei dati” impensabile prima: concordando collettivamente, registrando in modo permanente le informazioni senza controlli o autorizzazioni di terze parti.

A fronte di tutto questo, la Commissione Europea ha deciso di sostenere la Blockchain attraverso politiche, strumenti legislativi e regolatori oltre che con finanziamenti.

blockchain italiaAl 2018 risale anche l’adesione dell’Italia alla “Blockchain Partnership” e la sottoscrizione, per il nostro Paese, di una Dichiarazione sullo sviluppo della blockchain nell’ambito del MED/ – gruppo costituito da sette Paesi del Sud Europa (Italia, Spagna, Francia, Malta, Cipro, Grecia e Portogallo) – con cui si formalizza il ruolo come la blockchain e le tecnologie basate su registri distribuiti (DLT) possano giocare un ruolo determinante nello sviluppo delle economie dei Paesi e come il coordinamento nelle politiche di utilizzo delle tecnologie mergenti – 5G, Internet of Things, AI – ne ottimizzi l’utilizzo.

 

Lo studio Ocse sulla blockchain in Italia

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A questo punto è facile comprendere i motivi per i quali l’OCSE ha effettuato lo studio: “Blockchain per Start-up e PMI in Italia” sullo sviluppo dell’ecosistema blockchain italiano e le implicazioni che il suo utilizzo avrebbe sulle startup e PMI innovative in Italia.

Il Rapporto OCSE si sofferma in particolar modo sulle caratteristiche e le dinamiche che possono determinarsi nelle imprese che si avvalgono dei servizi basati sulla blockchain nel mercato italiano, sulle opportunità che l’utilizzo di una simile piattaforma potrebbe procurare e le sfide che potrebbero trovarsi a dover affrontare in una società sempre più competitiva, per lo sviluppo della propria attività, per i settori interessati e l’importanza che avrebbe per la digitalizzazione e produttive dei settori produttivi delle PMI.

Uno studio a 360 gradi, che non tralascia l’aspetto regolatorio-giuridico con riferimenti ai più recenti aggiornamenti in materia normativa e di politiche, fornendo Raccomandazioni sulle integrazioni politiche da introdurre alle PMI.

Per una più rapida diffusione della tecnologia blockchain, l’OCSE fornisce alle PMI una serie di indicazioni tra cui:

  • sviluppare le competenze digitali tra i manager e i dirigenti delle PMI;
  • sfruttare i “Centri di competenze” dell’Italia per erogare formazione sulle competenze DLT, anche incentivandole on-line;
  • collaborare con istituti di ricerca specializzati per fornire informazioni sullo sviluppo della tecnologia nel Paese e sugli incentivi del Governo per imprenditori e startup;
  • aumentare il numero di applicazioni basate su DLT per l’erogazione dei servizi pubblici e l’adempimento delle formalità burocratiche;
  • organizzare un hackathon tra imprese italiane del settore, per proporre soluzioni blockchain per ciascun aspetto di policy nei differenti settori produttivi e nelle differenti esigenze di supporto tecnologico-gestionale che potrebbero farsi presenti nelle PMI;
  • coordinare gli incentivi nazionali e locali per fornire a startup e PMI informazioni chiare per l’utilizzo di tutti i canali di finanziamento a propria disposizione; o ancora la valutazione dell’inserimento dell’incentivazione dello sviluppo della blockchain in Italia tra gli obiettivi del “CDP Venture Capital SGR” – Fondo Nazionale Innovazione – e del “Fondo per la crescita sostenibile” del MiSE;
  • istituire un Gruppo interministeriale per coordinare azioni del Governo e risorse investite in questo settore;
  • proporre un coordinamento o Accordi di programma con le Autorità locali per l’applicazione di strategie a favore dell’innovazione che comprendano servizi alle PMI e ai cittadini tramite sistemi basati su DLT.

In cosa consiste l’utilizzo della blockchain

La blockchain permette di proteggere lo scambio di informazioni con “crittografia matematica”, che rende impossibili tentativi di frode e falsificazione. Le transazioni sulle piattaforme blockchain avvengono da persona a persona., senza alcun “potere decisionale centrale”.

La blockchain mira a promuovere la digitalizzazione del Paese, realizzare attività di ricerca e sviluppo sulle caratteristiche specifiche della tecnologia blockchain, gestire i “certificati pubblici” in modo digitale, migliorare il rapporto con gli utenti dei servizi digitali, incrementare la sicurezza e l’efficacia dei servizi resi dalle P.A. consentendo ai cittadini e alle imprese di “fornire dati solo una volta” nelle interazioni e nelle transazioni, tracciare la “filiera del Made in Italy”.

Come funzionano le piattaforme blockchain

Le piattaforme blockchain, al contrario di quanto non avvenga nelle banche ad esempio (che, dotate di database tradizionali, registrano dati utilizzando un sistema di “controllo centrale”) registrano i dati in modo “decentralizzato e distribuito”. Ovvero i dati forniti vengono registrati contemporaneamente su tutti i server di un’intera rete, seguendo un processo algoritmico tra i server che concordano congiuntamente sull’aggiornamento del database. Questo processo porta alla convalida dei dati qualora siano soddisfatti determinati requisiti formali. I dati di transazione validi sono registrati in modo immutabile e immodificabile in un “blocco che è incatenato ad altri blocchi tramite crittografia”.

La decentralizzazione e l’uso della crittografia garantiscono la sicurezza delle blockchain per impedire la manipolazione dei dati e hanno garantito la sicurezza della tecnologia basata sulla blockchain per il suo utilizzo nei pagamenti in digitale tramite i Bitcoin e ce ne si avvale nell’IoT con l’intelligenza artificiale in diversi ambiti dell’economia nella UE.

La situazione della blockchain in Italia

Il MiSE, tramite il Gruppo di esperti selezionato per la promozione della strategia blockchain in Italia, ha definito il documento: “Proposte per la Strategia italiana in materia di tecnologie basate su registri condivisi e blockchain. Sintesi per la consultazione pubblica”, recante le conclusioni della consultazione pubblica italiana dedicata alla blockchain del luglio scorso: “Strategia italiana per la blockchain e i registri distribuiti”, per identificare i possibili sviluppi e le conseguenti ricadute socio-economiche derivanti dall’introduzione della blockchain.

Le proposte degli esperti del MiSE, sulla base delle analisi e delle osservazioni svolte, vogliono formulare una serie di Raccomandazioni per favorire l’adozione di massa di questo tipo di tecnologia, indicano le priorità di azione e le direzioni privilegiate su cui focalizzare gli strumenti di sostegno finanziario, l’attività formativa e informativa, oltre alla definizione e lo sviluppo del quadro regolatore, considerando i possibili scenari evolutivi della tecnologia basata sulla blockchain.

Forniscono, inoltre, una rassegna dei principali settori produttivi verso cui indirizzare gli investimenti e altre misure di incentivazione per sperimentare lo studio e l’adozione e l’ottimizzazione delle tecnologie blockchain/DLT.

Tutto questo congiunto alla realizzazione, mediante ricorso alla simulazione dei dati, di applicazioni e utilizzi che possano migliorare il rapporto degli utenti dei servizi digitali e, per la P.A., incentivare la semplificazione, la trasparenza, la sicurezza e l’efficacia delle azioni/servizi resi agli utenti, nel rispetto del “Once only principle”, il principio che consente ai cittadini e alle imprese di fornire i dati una sola volta quando interagiscono con le amministrazioni pubbliche.

IBSI permette, anche, la sperimentazione di prototipi e progetti pilota per erogare ai cittadini e alle imprese di servizi su questioni d’interesse nazionale, che prevedano anche l’interazione transfrontaliera.

Tutte queste sono questioni all’ordine del giorno nell’Agenda del Governo anche in questi tempi difficili dell’emergenza sanitaria: la blockchain, l’IoT, l’AI, sono quanto mai essenziali al tempo del Covid e rappresentano le vere “chiavi di volta” per imprimere quella svolta, all’economia e alla finanza, al mondo produttivo.

 

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