I registri distribuiti (DLT) per la certificazione del Superbonus 110%

I registri distribuiti (distributed ledger) della blockchain potrebbero essere applicati efficacemente per offrire garanzie al Superbonus 110% per le ristrutturazioni edilizie [...]
Lorenzo Mariani

Innovation Manager in Tecnologie d’Impresa e Easynet Group, esperto in business management ed innovatore seriale

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I distributed ledger o registri distribuiti (DLT), rappresentano una innovazione potenzialmente rivoluzionaria in quanto coniugano una tecnologia innovativa con una differente visione filosofica dei rapporti di fiducia nel mondo degli affari e conseguentemente nel modello di gestione di tutte le transazioni di cui vive. Un esempio d’attualità che potrebbe trarre benefici dall’utilizzo dei distributed ledger della blockchain è rappresentato dal Superbonus 110% per ristrutturazioni edilizie.

Il Superbonus è un’agevolazione prevista dal Decreto Rilancio che eleva al 110% l’aliquota di detrazione delle spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021 per specifici interventi in ambito di efficienza energetica, di interventi antisismici, di installazione di impianti fotovoltaici o delle infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici. Tra le novità introdotte, è prevista la possibilità, al posto della fruizione diretta della detrazione, di optare per un contributo anticipato sotto forma di sconto dai fornitori dei beni o servizi o, in alternativa, per la cessione del credito corrispondente alla detrazione spettante. È possibile trovare maggiori dettagli sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Distributed ledger, quali funzioni hanno

I distributed ledger hanno le stesse finalità dei registri centralizzati ma ribaltano il paradigma di gestione: sono infatti strutture dati distribuite dove ogni nodo ha visibilità completa del registro e ogni nodo può richiedere un suo aggiornamento che sarà sottoposto a validazione da parte di appositi nodi per verificare la correttezza della transazione proposta, la correttezza dell’intero registro è garantita da un meccanismo di consenso che risolve eventuali questioni dubbie a maggioranza assoluta del 50% più uno dei partecipanti alla rete.

Il diverso paradigma di gestione è strettamente connesso a una diversa visione filosofica della socialità umana coniugata nel mondo degli affari che si può sintetizzare in uno slogan: conviene essere onesti.

Partiamo da una constatazione: se tutti i contributori di un registro fossero onesti, il registro sarebbe corretto di per sé, al netto di lievi disassamenti temporali, e la sua distribuzione nella rete risulterebbe in una ovvia scelta di maggiore efficienza tecnica, in quanto rende disponibili le informazioni a tutti gli attori; se invece un contributore-validatore non fosse onesto e volesse falsificare il registro a proprio vantaggio, deve sapere che:

  • il registro è incensurabile, il passato non è modificabile a proprio vantaggio, è solo possibile aggiungere nuove informazioni distorte, ma ogni falsità aggiunta non sarebbe a sua volta più cancellabile e quindi una falsa dichiarazione rimarrebbe indelebilmente a ricordare la disonestà del contributore;
  • la distribuzione del registro propaga a tutti i nodi l’informazione sulla non attendibilità di un contributore che non potrà più agire in incognito;
  • nelle distributed ledger aperti, un validatore è remunerato per il suo lavoro tramite certificati emessi dall’algoritmo della rete che hanno un valore di scambio con valute fiat, tale valore si fonda sulla diffusione e credibilità della rete, quindi violando la credibilità della rete un validatore disonesto perde il valore da lui accumulato, la dichiarazione falsa deve portare quindi un maggior beneficio del valore perso;
  • non solo, un validatore disonesto sa che, per colpa sua, anche tutti gli altri validatori perderanno i propri valori quindi sa che ha contro di se tutti gli altri validatori che sono incentivati e denunciare le truffe; ammesso che questi ultimi siano corruttibili (e che si sappia chi siano!), l’unica possibilità di corromperli è di versare loro un valore che li compensi della loro perdita, ma tale valore potrebbe essere superiore al valore di quanto il validatore disonesto guadagnerebbe dalla falsa informazione propagata.
  • in sostanza, il presupposto di fondo è che la creazione di un mondo corretto ovvero onesto, porta vantaggio a tutti gli onesti, il che è la base del convivere sociale, i distributed ledger costituiscono un meccanismo per supportare tale visione e questo determina il fascino della tecnologia blockchain.

Applicazione nel Superbonus 110%

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Troviamo particolarmente adatta l’applicazione dei distributed ledger nel contesto del Superbonus 110% in quanto:

  • nell’istruzione della pratica sono coinvolti attori diversi;
  • questi attori non si conoscono e quindi siamo in un contesto trustless;
  • ogni attore può certificare solo la propria dichiarazione, non quelle altrui, ma per istruire la pratica occorre avere un registro complessivo di tutte le transazioni economiche e di tutte le certificazioni rilasciate dai diversi enti/specialisti;
  • una volta determinata la ammissibilità al Superbonus, il valore del credito può essere ceduto, con facoltà di ulteriori cessioni, il che rappresenta la tipica situazione di diritto cedibile per il quale è necessario avere tracciabilità di tutta la catena delle transazioni precedenti per essere certi che non venga duplicato (da notare che il credito d’imposta non rappresenta di per sé un valore monetario da trasferire, ma appunto il diritto a non pagare, l’effetto monetario è simile ma la tipologia di trasferimento coinvolge attori del tutto diversi).

Considerate le esigenze connesse al tema del Superbonus 110% incrociate con le caratteristiche dei distributed ledger, si possono immaginare i seguenti benefici derivanti da una ipotetica adozione a supporto della gestione del Superbonus:

  • disintermediazione – non esiste un ente che abbia in carico la gestione e certificazione della pratica, la responsabilità della raccolta della documentazione è delegata ai proprietari degli immobili su cui sono eseguiti gli interventi, mentre il successivo controllo avverrà da parte dell’Agenzia delle Entrate, la quale però non svolge la funzione di ente centrale di raccolta delle informazioni, quindi una rete distributed ledger sarebbe un ottimo supporto per gestire tutte le informazioni necessarie a istruire la pratica;
  • decentralizzazione – gli attori sono diversi e appartenenti a categorie differenti (proprietari di immobili, aziende di manutenzione edilizia, ingegneri per certificazione energetica, produttori di beni, banche nel caso di cessione del credito), ognuno fornisce un proprio contributo indipendente dagli altri ma ad esso correlato, situazione tipicamente ben gestita dai distributed ledger;
  • Trustless o assenza di fiducia ex ante – i singoli attori certificano solo ciò che è di propria competenza e non possono assumersi l’onere della verifica della veridicità delle dichiarazioni altrui (l’azienda edile non verifica la proprietà dell’immobile, dichiara solo l’esecuzione dei lavori e la propria fattura, l’ingegnere che certifica l’efficientamento energetico non verifica la correttezza delle fatture ma solo il raggiungimento dei parametri richiesti sui consumi energetici, etc.) ogni contributore quindi è responsabile per se stesso e tutti si possono fidare solo del sistema sapendo che chi dichiarasse il falso incorrerebbe in sanzioni amministrative.
  • Registro Distribuito, Immutabile e Trasparente – è quanto serve per garantire accesso agli utenti e in particolar modo a chi sta in fondo alla catena ovvero chi acquisisce il credito o e all’Agenzia delle Entrate che deve avere certezza della immutabilità delle informazioni per poter erogare i benefici.
  • Trasferimenti tracciabili – il processo prevede un “arricchimento” informativo a ogni passaggio (eseguo lavori, certifico efficientamento energetico, registro fatture, cedo credito) quindi la tracciabilità a ritroso è sicuramente un requisito/beneficio importante in quanto consente di ricostruire la storia documentale degli interventi eseguiti e quindi della determinazione dell’ammissibilità del beneficio e lo rende certo nei confronti di terzi;
  • Trasferimento di asset digitali o token – una volta concluso l’iter e determinato l’importo del beneficio, questo diventa un beneficio digitale cedibile tramite i token (il beneficio è un diritto a non pagare imposte), l’utilizzo di distributed ledger garantisce l’appartenenza esclusiva del diritto/beneficio ad un unico attore o, ove questo fosse splittato su più attori, il distributed ledger nella sua accezione più simile al bitcoin garantisce coerenza delle singole parti rispetto all’importo totale suddiviso.

L’utilizzo di distributed ledger permissionless, congiuntamente alla piattaforma bitcoin, potrebbe quindi rappresentare una soluzione al problema di composizione definizione del valore e sua successiva gestione, definendo un contesto di internet of value, una delle evoluzioni tecnologiche di maggiore interesse degli ultimi anni.

 

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