Perché la blockchain è un’opportunità per aziende e investitori

La tecnologia DLT si è molto diffusa in questi ultimi anni e può essere un importante fattore di innovazione. Ecco alcuni casi pratici in cui impiegarla [...]
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La blockchain è pronta a rivoluzionare l’IT nello stesso modo in cui ha fatto il software open source 25 anni fa. Tanto che promette di diventare un modo economico e più efficiente per condividere non solo le informazioni tra reti aperte e private (non istituzionali) ma anche il valore (internet of value).

Karim Lakhani, ricercatore del Crowd Innovation Lab e del NASA Tournament Lab all’Harvard Institute for Quantitative Social Science, ha addirittura affermato che: “La blockchain è il TCP/IP applicato al mondo degli affari e delle transazioni. Negli anni Settanta e Ottanta non si pensava che il protocollo TCP/IP sarebbe stato così robusto e scalabile come invece si è dimostrato nel corso dei decenni. La blockchain ha lo stesso potenziale”.

Ormai la blockchain, visto anche il suo clamore, è un fenomeno già reale e tangibile, e rappresenta un cambio di paradigma culturale per il modo in cui le informazioni vengono condivise.

Le aziende si stanno affrettando a capire come possono utilizzare la tecnologia di registro distribuito della blockchain per innovare processi, prodotti e transazioni.

Mai come in questo momento storico bisogna comprendere effettivamente le potenzialità di questa nuova frontiera tecnologica e iniziare a usufruirne. Perché la blockchain rappresenta un’opportunità per aziende e investitori, ma anche per enti pubblici e privati

Blockchain e tokenizzazione, cosa sono e scenario evolutivo

Blockchain, genus specifico del più ampio concetto di DLT (Distributed Ledger Tecnhology), non è una singola tecnologia, ma piuttosto un’architettura che permette a un network asincrono di effettuare transazioni e tenerne in maniera condivisa un registro immutabile e sicuro.

Ogni record di transazione digitale nella blockchain è inserito in un blocco, e quando questo è completato lo si sintetizza in una stringa alfanumerica (hash) che crea un codice di sicurezza univoco che permette di legarlo al blocco successivo. Rendendolo “immodificabile”.

La blockchain è così una sorta di libro mastro elettronico, pubblico e distribuito, che può essere condiviso apertamente tra gli utenti più disparati e che crea un record immutabile delle loro transazioni, ognuna contrassegnata da una marca temporale (time stamping) e collegata alla precedente crittograficamente (grazie alla funzione di hash)

Fonte: www.medium.com

Fonte: www.bravenewcoin.com

Ogni record o transazione digitale è inserito in un blocco e consente a un insieme aperto di utenti di accedere a tale libro mastro elettronico.

Non si tratta però di una tecnologia singola e a sé stante, ma di un’architettura complessa che consente agli utenti di effettuare transazioni, creando una registrazione non modificabile di esse.

Il successo di tale tecnologia relativamente agli albori è avvenuto grazie alla criptovaluta Bitcoin, creata nel 2009, che ha dato la spinta per far capire come la blockchain si potesse utilizzare non solo per il record di transazioni finanziarie, ma in molti altri casi.

La rivoluzione del token

La blockchain rappresenta il punto di partenza di una nuova economia basata su transazioni totalmente digitali e decentralizzate, ma la base di ogni speculazione futura è la tokenizzazione.

Nella prima fase di sviluppo della blockchain, quella del Bitcoin (blockchain 1.0), non vi era previsione di altri tipi di token se non di quello nativo (BTC), utilizzabile per remunerare gli operatori della rete Bitcoin ed essere usato come rappresentazione digitale di valore liberamente scambiabile.

 

Con l’avvento della blockchain 2.0, si è passati da un semplice “network di pagamenti” a una vera e propria piattaforma, che ha aperto la strada anche alla creazione di una seconda generazione di token, i veri e propri “gettoni”, asset digitali costruiti sulla tecnologia blockchain  grazie agli smart contract.

Il token, a differenza della criptovaluta, forma un legame tra il mondo “fisico” o “reale”, e la blockchain permette di creare il gemello digitale di qualcosa che esiste fuori dalla blockchain, che sia esso un diritto, un bene, un servizio o altro.

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La tokenizzazione è un nuovo processoin cui i “beni” del mondo reale diventano gettoni gestiti su una blockchain e “regolati” da smart contract.

I token, pertanto, sono:

  • liquidi
  • immutabili prove di un diritto
  • frazionabili
  • scambiabili
  • sicuri 
  • facilmente gestibili

Con la tokenizzazione si può frazionare un bene, un diritto, o qualsiasi altra utilità per gestirne singole quote, e si può creare un univoco riferimento digitale per rendere liquida ogni cosa. Dai diritti di proprietà agli asset immobiliari, alle azioni di una società, alle garanzie sui beni, alle assicurazioni.

Vantaggi e buone pratiche della tecnologia blockchain

Nell’economia attuale il processo di tokenizzazione degli asset del mondo reale rivoluzionerà svariati business, in quanto il miglioramento della velocità delle transazioni, la garanzia della trasparenza e della responsabilità daranno maggior fiducia al mercato. Ma, soprattutto, la tokenizzazione eleverà la liquidità.

Molti asset sono difficili da trasferire fisicamente, impossibili o quasi da dividere o da tracciare: gli immobili per esempio, per il loro trasferimento o gestione hanno necessità di una notevole quantità di documenti, senza tralasciare le significative commissioni per gli intermediari.

I processi legali per il trasferimento dei diritti di proprietà, del resto, sono complessi, suggerendo quindi il coinvolgimento di terze parti fiduciarie.

Pensiamo che nel mondo, tra azioni, immobili, metalli preziosi, diritti di proprietà intellettuale, opere d’arte e altro ancora, ci sono circa 300 trilioni di dollari quasi del tutto immobilizzati in quanto rappresentati da carta e per tanto quasi totalmente illiquidi.

Altri beni sono difficili da consegnare, così come è problematica la loro suddivisione magari proprio in occasione dell’assegnazione di particolari diritti o di parte degli stessi (il cosiddetto pro-indiviso).

La tokenizzazione favorisce la velocità, la sicurezza, la convenienza delle operazioni e la tracciabilità, riducendo la necessità di intermediari oltre a garantire l’opportunità di reperire maggiori informazioni sul  “bene” tokenizzato attraverso la blockchain. E, ovviamente rende liquidi gli asset illiquidi.

Casi studio: supply chain, il colosso Maersk

Nel settore delle spedizioni, una bolla di accompagnamento è tradizionalmente basata sulla carta e richiede più controlli da parte di più soggetti prima che le merci possano essere consegnate. Anche quando il sistema è elettronico, questa trafila non cambia e dà vita a un lungo e complesso iter amministrativo per cercare di semplificare il processo.

Il colosso Maersk, il più grande operatore mondiale di spedizioni di container, ha annunciato già nel marzo 2017 di utilizzare un libro mastro basato sulla blockchain per gestire e tracciare decine di milioni di container, digitalizzando così la supply chain. Da inizio 2018 Maersk ha inoltre iniziato a collaborare con IBM su una nuova piattaforma di spedizione elettronica basata su una DLT.

Ogni partecipante alla catena delle spedizioni può visualizzare sia lo stato di avanzamento delle merci attraverso il registro distribuito, capendo così dove stia transitando un container, sia lo stato dei documenti doganali e altri dati in tempo reale.

Fintech, taglio netto dei costi di infrastruttura

La blockchain potrebbe ridurre in media del 30% i costi di infrastruttura per otto delle dieci maggiori banche di investimento mondiali, permettendo di far risparmiare tra gli 8 e i 12 miliardi di dollari sui costi annuali.

Nel caso dei pagamenti transfrontalieri, l’intero processo da compiere è spesso complesso e comprende più livelli di comunicazione per verificare le transazioni (un’operazione nota come pagamento e regolamento).

I pagamenti, le autorizzazioni e i regolamenti nel settore dei servizi finanziari (compresi i mercati azionari) hanno bisogno di una riconciliazione dei dati a valle e pertanto sono pieni di inefficienze, perché ogni organizzazione coinvolta nel processo conserva i propri dati e deve comunicare con gli altri.

La blockchain invece, poiché è in grado di condividere istantaneamente i dati con ciascuna organizzazione coinvolta in una transazione, riduce o elimina la necessità di riconciliazione, conferma e analisi.

Energia, nascono micro-reti virtuose

I residenti di Park Slope a Brooklyn sono in grado di vendere energia generata da pannelli solari tramite una microrete di distribuzione abilitata da una blockchain che registra ogni transazione effettuata con una utility locale. La rete include sistemi di controllo, convertitori, accumulatori di batterie agli ioni di litio e contatori elettrici smart.

Il database blockchain in questo caso è un sistema di contabilità basato sul web che utilizza la tecnologia crittografica per salvare i dati energetici in un modo sia economico, sia a prova di falsificazione. Ma non solo: si stanno valutando operazioni per costruire un parco eolico e solare che utilizzerà una blockchain per monitorare la nuova rete, gestire il bilanciamento del carico e aumentare la vita delle apparecchiature elettriche affrontando eventuali problemi in tempo reale.

Questo sistema di condivisione energetica, reso possibile da blockchain e smart contract,  potrebbe consentire a tutti gli interlocutori del sistema energetico di interfacciarsi in maniera automatica, immediata ed efficiente, e persino ai clienti di rivendere energia alla rete, evitare blackout attraverso la condivisione dell’energia e cambiare fornitore di energia senza problemi.

Agrifood, più efficienza e tracciabilità

Altri settori sono in forte sperimentazione di DLT e blockchain. Quest’ultima, abbinata agli smart contract, offre un’opportunità unica nel settore agro-alimentare, promettendo di apportare maggiore efficienza, trasparenza e tracciabilità allo scambio di valore e di informazioni.

Anche i piccoli agricoltori sono in grado di trarre notevoli benefici, a condizione che la tecnologia sia accessibile, ed è per questo che la sostenibilità dei progetti blockchain based risulta fondamentale.

Con record digitali, crittografia e disintermediazione nelle transazioni e memorizzazione dei dati, le DLT possono migliorare sia i sistemi di produzione che le catene di approvvigionamento agricolo nonché gli interventi di sviluppo rurale, con una serie di vantaggi che si possono così schematizzare:

  • tracciare la provenienza di un prodotto, trasportarne gli attributi dettagliati e garantirne l’autenticità porta ampi miglioramenti nella tracciabilità con impatto positivo sulla sicurezza alimentare, sulla qualità e sulla sostenibilità.
  • disintermediazione delle transazioni e uso di smart contracts per consentire pagamenti ininterrotti e in tempo reale per i servizi finanziari agricoli, per ridurre i costi di transazione e il rischio per acquirenti e venditori; aumentare il flusso di cassa e il lavoro capitale per agricoltori e venditori. Catene di approvvigionamento più efficienti e servizi finanziari agricoli portano a una maggiore inclusione finanziaria e sviluppo commerciale più forte.

Per la produzione c’è da sottolineare che l’agricoltura di precisione trova la sua massima applicazione con i sistemi di IoT integrati alla blockchain. Infatti, oltre ad automatizzare e rendere mirate azioni come l’irrigazione, la concimazione e i trattamenti antiparassitari, i sistemi blockchain permettono di acquisire dati sulla composizione chimica dei terreni.

Blockchain e tracciabilità

Ecco alcuni esempi di come la tecnologia blockchain è stata impiegata per la gestione e tracciabilità documentale nei settori del riciclo delle materie prime, nella gestione delle commesse e delle spedizioni, e nella gestione dei rifiuti.

Risparmio energetico

Un progetto energetico basato sulla flessibilità, con la possibilità di affiancare la tecnologia blockchain a un complesso sistema di sensoristica con tecnologia Iot e AI per la manutenzione predittiva, per la tokenizzazione del kilowattora e la creazione di comunità energetiche.

Agricoltura

Nel settore agrifood,  un POC per rendere tecnologica tutta la filiera, dalla produzione, alla concimazione, e irrigazione fino alla vendita, tracciando ogni singolo passaggio per garantire al consumatore finale la piena consapevolezza e certezza della provenienza del prodotto. Dalla parte dell’azienda è stato reso possibile attivare una comunicazione diretta con i propri clienti e consumatori finali come in una community che ha per oggetto la qualità assoluta del cibo e la trasparenza delle transazioni.

Economia circolare

Nel settore manifatturiero, un percorso di economia circolare basato sulla premialità: trasformando il rifiuto di produzione in risorsa, creiamo una filiera ecosostenibile basato su riciclo, trasformazione e rinnovamento dei materiali utilizzati per la produzione.

In quest’ottica, sono imprescindibili la tracciabilità del percorso del rifiuto, l’automazione dei processi di circolarizzazione e la premialità per i comportamenti virtuosi resi possibili dalla tokenizzazione.

FORUM PA 6 - 11 LUGLIO
Fare rete: la trasformazione digitale per coesione, partecipazione e sviluppo della comunità
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