ICO e STO al raddoppio nel 2018 grazie alla spinta di normative e nuovi token - Blockchain 4innovation
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ICO e STO al raddoppio nel 2018 grazie alla spinta di normative e nuovi token

Mauro Bellini

Nel corso del convegno Blockchain Business Revolution la società di ricerca Ipsos ha evidenziato con una ricerca che il rapporto dell’opinione pubblica nei confronti della blockchain sta cambiando in modo profondo. La perplessità e per certi aspetti il “timore” con cui si guardava a questo fenomeno negli scorsi anni sembra lasciare spazio a un atteggiamento più concreto, più pragmatico e più attento ai valori di servizio che la blockchain può portare alle imprese e alla società. (leggi al riguardo il servizio sulla ricerca Ipsos per la blockchain, e guarda il video di Andrea Alemanno di Ipsos).

C’è un “clima” che sta cambiando grazie anche alla maturità di tante soluzioni e alle esperienze di tante aziende e di tante sperimentazioni che aiutano ad avvicinare l’immagine della blockchain alla realtà quotidiana.

Questo atteggiamento, certamente più laico e pragmatico rispetto ad altre fasi della storia blockchain, sta contribuendo e aiutando anche quei fenomeni che partono proprio dalla “potenza innovativa” della blockchain e che hanno dato vita a percorsi a loro volta di straordinaria importanza e complessità. Certamente uno dei fenomeni che ha conquistato tanta attenzione mediatica e che ha sollevato un grande dibattito mettendo a confronto posizioni diverse è quello che ha portato allo sviluppo del mercato ICO. Le Initial Coin Offering sono state accolte e sperimentate con grande entusiasmo, ma hanno vissuto anche delle forti criticità con fenomeni speculativi che hanno macchiato l’immagine del fenomeno stesso. Nello stesso tempo però, queste criticità hanno favorito e accelerato lo sviluppo di soluzioni alternative o complementari che, cercando di correggere distorsioni o punti di debolezza, hanno dato vita a veri e propri nuovi mercati.

Pur essendo un mercato molto giovane, il cui inizio si può far risalire come sperimentazione al 2016 e come primi progetti “concreti” al 2017, si può dire che la tokenizzazione degli asset di business o imprenditoriali per creare nuove forme di investimento in startup (o, come vedremo in imprese consolidate) ha già avuto almeno tre grandi fasi caratterizzate da crisi e da “ripartenze” a loro volta caratterizzate da una nuove e importanti forme di innovazione. E nel 2018 questo mercato, che unisce i due principali fenomeni delle ICO e delle STO (Security Token Offering) è tornato a segnare ben più di un segnale positivo, quanto un sostanziale raddoppio rispetto ai risultati del 2017.

Per approfondirne la conoscenza di questo fenomeno abbiamo portato l’attenzione sul quarto report “ICO / STO. A Strategic Perspective” condotto da PwC Strategy in collaborazione con Crypto Valley Association (CVA).

Il Cripto Crowdfunding raddoppia in numero di operazioni e triplica in valore

Il primo dato quantitativo riguarda il numero di operazioni e ci dice che nel 2018 sono state completate con successo 1.132 operazioni tra Initial Coin Offering (ICO) e Security Token Offering (STO), più del doppio rispetto al 2017 quando il numero di questi progetti si è fermato a 552.

Ma il dato ancora più significativo riguarda il valore delle operazioni realizzate e balza all’occhio che gli investimento sono quasi triplicati passando da 7 miliardi di dollari del 2017 ai 20 del 2018. Un dato che va però letto anche in ragione della presenza di due unicorni come EOS che ha raggiunto qualcosa come 4,1 miliardi di dollari e di Telegram che è arrivata a 1,7 miliardi e che dunque da sole contano per più del 25% del valore complessivo del 2018.

L’altro dato ancora da sottolineare, come appare evidente nella grafica che segue, è che la spinta di Q1, Q2 e soprattutto Q3 si è ridimensionata nell’ultimo Quarter ma con valori che sono comunque otto volte superiori a quelli del 2017.

Telegram e EOS: social media e blockchain infrastructure guidano la classifica

Certamente Telegram e EOS hanno un primato indiscutibile dal punto di vista delle dimensione delle operazioni, ma il gruppo delle prime 15 realtà ICO e STO è composto da operazioni che stanno in una “forbice” che va da progetti che sono ampiamente sopra i 100 milioni di dollari ad altri che arrivano a superare ampiamente i 500 milioni.

Su 15 operazioni ben 6 si svolgono in Svizzera, 2 negli USA e 2 nelle Isole Cayman, le altre fanno riferimento a Singapore, Lituania e Isole Barbados. Mentre se si guarda ai settori in cui operano le imprese coinvolte in ICO e STO si vede che ben 5 attengono al mondo FinTech, ben tre, e questo è particolarmente significativo, chiedono investimenti per sviluppare infrastrutture blockchain, una per il mondo Internet of Things mentre le altre riguardano social media, gambling, data storage, consumer electronics e venture capital.

Le maggiori “garanzie” aiutano le STO

Nell’economia generale del fenomeno le Security Token Offerings stanno conquistando maggiore popolarità rispetto alle ICO anche in ragione della maggior “sicurezza” a livello di regolamentazione. In questa fase i  Security tokens, grazie al fatto che si presentano come strumenti finanziari asset-backed sono “vissuti” come contratti di investimento più vincolanti anche dal punto di vista legale o che comunque sono nella condizione di fornire una serie di diritti agli investitori, nella forma di strumenti finanziari che possono aumentare il livello di “sicurezza” dell’investimento.

Il Responsabile di Blockchain EMEA di PwC Strategy osserva nel report che  “la tendenza dimostra come dal punto di vista della strategia di investimento, gli ICO o le STO rimangono attraenti per gli investitori in particolare per il finanziamento del capitale di rischio. Anche se tuttavia, c’è un processo di ripensamento in favore di più sicurezza e trasparenza per gli investitori.”

Un cambio di passo che arriva grazie alle normative

Per un investitore crytpo la geografia appare sempre più fondamentale. Non ci sono più schieramenti pro o contro, ma con la maturità del mercato si stanno sviluppando e creando delle “scuole di pensiero” e degli atteggiamenti normativi, che sono poi a ben vedere spesso coerenti con l’impegno di alcuni paesi nei confronti dei temi dell’innovazione e della blockchain in particolare. La premessa doverosa a questa parte dell’analisi è che, trattandosi di un fenomeno fortemente innovativo, c’è bisogno di un impegno molto forte prima di tutto a livello di “pensiero” giuridico (leggi a questo proposito il confronto sul quadro normativo sulla blockchain) e di Governance.

Non è un caso che la maggior parte delle operazione ha luogo in Svizzera dove la FINMA (Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari) ha affrontato in anticipo il tema della tokenizzazione e ha pubblicato le linee guida relative al tipo di approccio e governance che intende attuare in termini di financial market legislation per gestire le richieste che arrivano dagli organizzatori di ICO.

Anche negli Stati Uniti i “regolatori” stanno cercando una prospettiva di gestione del fenomeno. A fronte di una SEC che considera, in linea generale, i token alla stregua di titoli ad eccezione delle criptovalute ci sono Stati come il Wyoming che stanno lavorando a una regolamentazione che supporta le STO.

Non c’è solo la Svizzera, il ruolo di Liechtenstein, Germania e Lituania

In Europa poi non c’è solo l’attivismo della Svizzera, il Liechtenstein ha annunciato un Blockchain Act, in Germania l’autorithy federale per il controllo e la vigilanza finanziaria  come la BaFIn (Federal Financial Supervisory Authority) ha lavorato all’approvazione e introduzione di una prima regolamentazione delle Security Token Offering.

In Estonia la Estonian Financial Supervisory Authority (EFSA) ha categorizzato e iniziato i token fissando alcuni criteri legati al loro utilizzo a partire da

  • donazioni
  • utility tokens
  • security tokens

“Il modello normativo avanzato della Svizzera, unitamente alla crescente dipendenza dal fenomeno STO dalle leggi sui titoli consolidati, fornisce una buona base per ulteriori sviluppi di blockchain. La Svizzera continua a svolgere un ruolo importante in un mercato che diventa sempre dinamico, e che mostra sempre più interesse verso la tokenizzazione di nuovi asset asset e verso gli stablecoin “, spiega Daniel Haudenschild, presidente della Crypto Valley Association nel commento al report PwC.

ICO e STO fanno crescere la domanda di servizi per gli investitori

Ma non è solo una questione di sicurezza. la maturità del mercato si misura anche nella domanda di servizi più evoluti da parte degli investitori che guardano alle STO non solo per il potenziale insito nel potente mix in grado di unire l’innovazione delle imprese con l’innovazione degli strumenti di investimento. Gli investitori chiedono anche nuovi servizi come soluzioni flessibili dal punto di vista della custodia, servizi collegati all’analisi dei dati di mercato, di valutazione e di ricerca più affidabili sulle aziende e sulle loro attività.

Di fatto, grazie alle crescenti aspettative e all’aumento dei requisiti normativi delle STO, anche l’infrastruttura gestionale esistente è chiamata a nuovi sviluppi. E sotto questo punto di vista si osserva una crescita degli investimenti e dei progetti da parte delle Borse internazionali che stanno lavorando per presidiare in modo più importante il mondo degli investimenti crypto.

Innovazione nei token e nella tokenization

Ma l’innovazione non è solo sulle idee di business, sui servizi, sui modelli di business e sulle modalità di investimento. L’innovazione sui token stessi non si ferma ed è una variabile che “fa bene” a questo mercato. Le STO hanno guadagnato popolarità nel settore delle criptovalute che stanno evolvendo sotto tantissimi punti di vista, a livello di programmabilità, di ambiti di utilizzo, di integrazione con altri fenomeni come ad esempio con l’Internet of Things o come modalità di utilizzo in determinati mercati come, ancora per fare un esempio, come nell’automotive.

Non solo, ma questa innovazione si sviluppa anche nella tendenza alla tokenizzazione di beni come le materie prime (metalli preziosi, oro, petrolio, ecc.) e nella tokenization di beni immateriali (come ad esempio, le opere d’arte, dell’ingegno, il diritto d’autore). Su questa prospettiva si sta sviluppando a sua volta il fenomeno cosiddetto della Tokenomics e degli Stable Coin per le imprese.

Ed è proprio la tokenizzazione degli asset uno dei principali trend del 2019 secondo il report di PwC. La conversione del “mondo reale” in forma di token è una delle sfide prima tutto culturali e ovviamente anche di business dell’anno in corso. Il lavoro intorno agli asset token sta portando l’attenzione su beni tangibili e intangibili che non erano “considerati” a livello di possibili investimenti o di gestione della loro proprietà e del loro valore. Si può dire che si tratta di un processo che può “mettere in gioco” dal punto di vista della valorizzazione beni (di qualsiasi tipo) che altrimenti restano “bloccati“. E’ un fenomeno tutto da sperimentare dove sono in corso progetti e sperimentazioni e dove ancora una volta uno dei punti qualificanti per poterne valutare le prospettive è dato dalla contemporanea capacità di innovare a livello di tecnologie, a livello di regolamentazione e a livello culturale, di comunicazione e corretta percezione del fenomeno.

 

Per leggere il report intero, consultate questo link.

 

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