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Notai e blockchain: alla ricerca di idee per l’innovazione del notariato

Mauro Bellini

Come cambia il “lavoro del notaio” con l’avvento della blockchain? La domanda vale per tante professioni ma per questa in modo particolare. In effetti il rapporto tra notai e blockchain è stato per un certo periodo condizionato da luoghi comuni: da una parte chi sosteneva drasticamente che questa professione era destinata a scomparire e dall’altra chi riteneva che le soluzioni basate sulle Distributed Ledgers e sulle blockchain erano solo una innovazione legata alla tecnologia e a nuove forme di “programmabilità documentale” sminuendo la portata di innovazione che accompagna ad esempio gli smart contract.

Tra queste due posizioni si è aperto e consolidato un ampio spazio per tutti coloro che fanno innovazione e che sono alla ricerca di una nuova sintesi tra tecnologia e diritto. Proprio per cercare di stimolare e sostenere queste nuove fonti di innovazione il Devo Lab di SDA Bocconi School of Management insieme al Consiglio Nazionale del Notariato hanno promosso un hackathon dedicato all’innovazione legata a blockchain e bitcoin.

Startup e sviluppatori al lavoro per i notai

L’iniziativa invita a presentare nuove soluzioni che permettano di trovare forme di utilizzo della blockchain per aiutare la trasformazione e il miglioramento dei servizi legati a questa professione. In particolare, l’hackathon punta a tre diversi ambiti di innovazione:

  • La gestione di servizi multisig per criptovalute
  • L’innovazione nei servizi di identità digitali per blockchain pubbliche
  • Nuove idee per servizi di escrow per smart-contract

Dati questi tre ambiti applicativi quali sono dunque gli obiettivi attesi da questa iniziativa? Nel caso della gestione di servizi multisig per criptovalute l’obiettivo è quello di individuare soluzioni che permettano di aumentare il livello di sicurezza, in particolare nei casi di furto o trasferimento erroneo di criptovalute o asset. Più precisamente nel caso di ambienti con multisignature, dove la necessità per la gestione delle transazioni è quella di disporre di due o più firme per procedere all’esecuzione, si possono sviluppare spazi di “gestione” e di governance. Il tema, dal punto di vista della sicurezza, esprime una domanda di servizi legati o correlati alla blockchain. In concreto, la blockchain pubblica offre una serie di garanzie dal punto di vista della gestione della rete e della gestione delle transazioni. Ma la sicurezza attiene anche ai servizi che si appoggiano alla blockchain, ad esempio la sicurezza dei wallet, ovvero delle applicazioni software per la gestione, il trasferimento di criptovalute e dagli strumenti di exchange. Un punto di vulnerabilità per questi servizi è rappresentato dalla gestione delle firme, in caso di furto di “signature” il rischio per un utente è di vedere i propri asset trasferiti ad altri utenti senza nessuna possibilità di recupero o correzione.

Il Multisignature aggiunge un ulteriore elemento di sicurezza e permette di sviluppare nuovi nuovi servizi collegate alla gestione delle firme. Nello specifico e negli obiettivi di questa ricerca di idee e progetti il Notaio potrebbe assumere un ruolo trusted nella gestione di “signature” per wallet di criptovalute. Una prospettiva che oltre a un miglioramento della sicurezza consente anche di impostare e introdurre possibili azioni correttive a fronte di furti di identità e nella predisposizione di piani d’azione in caso di controversie collegate ai trasferimenti di criptovalute.

Identità e criptovalute

L’altro tema oggetto della ricerca di idee e proposte riguarda la possibilità di trovare nuove forme e nuove soluzioni in grado di garantire l’associazione di identità digitali al mondo delle criptovalute. L’identità digitale non è certo un tema che arriva con la blockchain e da tempo si cercano soluzioni affidabili e soprattutto condivise. Con la blockchain il tema della certezza dell’identità deve essere anche affrontato considerando che il sistema di chiavi pubbliche e chiavi private che governano le blockchain garantiscono oggi una elevata protezione dell’anonimato. Tutte le operazioni dell’utente sono rigorosamente tracciate ma l’identità dell’utente è protetto in un codice alfanumerico. Appare pertanto sempre più necessario, soprattutto nello sviluppo di applicazioni blockchain per il business e per le pubbliche amministrazioni, disporre di soluzioni che consentano di associare con certezza e affidabilità l’identità di un utente al suo “codice alfanumerico”. Anche in questo caso si possono aprire spazi per il ruolo di una figura trusted come il notaio.  Ancora una volta il tema è quello di identificare delle soluzioni che permettano di gestione in modo affidabile e fiduciario il passaggio tra accertamento fisico e reale dell’identità e consolidamento digitale di questa identità.

Smart Contract: alla ricerca di forme di garanzia

Il terzo punto di questa ricerca attiene ai servizi di escrow per smart-contract pubblici. Proprio per lo sviluppo che promettono di portare in tanti settori della vita economica e pubblica gli smart contract hanno superato la fase del “semplice” contratto programmato e si sono arricchiti di contenuti sia di tipo tecnologico (affidabilità nella verifica dei contenuti e delle regole), sia di tipo legale (possibili applicazioni). La crescita di interesse verso gli smart contract che sulla blockchain permettono il trasferimento automatizzato di asset di valore rappresentati in chiave digitale, corrisponde anche a una crescita nella domanda di “nuove possibili tutele”, di forme di garanzia. I vantaggio dello smart contract (velocità, flessibilità, certezza di una azione nei tempi definiti, precisione nella corrispondenza tra fattore scatenante e azione) sono nello stesso tempo fonte di possibili preoccupazioni, in particolare e in proporzione al valore delle possibili transazioni che il contratto intelligente è chiamato a gestire. Ecco che si sente parlare sempre più spesso di gestione di forme di garanzia come possono essere i servizi di escrow, magari nella forma di un “supplemento” di dati indispensabili per consentire allo smart contract di sviluppare l’azione prevista. Con quale obiettivo? Quella di individuare un soggetto terzo, sempre in logica fiduciaria, trusted, per gestire questa forma di garanzia “definitiva” collegata allo smart contract. In concreto si tratta di una ulteriore certificazione di dati necessari ad attivare definitivamente lo smart contract. Ma non basta individuare il “soggetto” che nel caso potrebbe appunto essere la stessa figura del notaio, occorre anche predisporre una soluzione che consenta di aumentare la garanzia associata agli smart contract senza senza appesantire il processo e senza compromettere i primari vantaggi degli smart contract.

 

Per maggiori informazioni e per partecipare

 

Direttore responsabile delle testate “verticali” di Digital360: Blockchain4Innovation, PagamentiDigitali, Internet4Things, BigData4Innovation e Agrifood.Tech si occupa di innovazione digitale applicata alla realtà delle imprese, delle pubbliche amministrazioni e del sociale

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