ProsumerChain, la blockchain di Apio protagonista della “smart energy” - Blockchain 4innovation
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16 ottobre 2018
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ProsumerChain, la blockchain di Apio protagonista della “smart energy”

Antonello Salerno

Blockchain smart energyRivoluzionare grazie alla blockchain il modo in cui vengono gestiti e valorizzati gli scambi di energia tra i player coinvolti nella filiera: è l’obiettivo di ProsumerChain, l’iniziativa lanciata all’interno del progetto Open italy di Elis. Tra le realtà che lavorano su questo programma c’è Apio, una giovane realtà nata tra Marche e Abruzzo, che si è occupata nello specifico di sviluppare un sistema di distributed ledger technology ad hoc per la soluzione, insieme ad alcune delle principali grandi aziende del settore energetico. 

Al centro del lavoro c’è la trasformazione che sta vivendo il mondo dell’energia, dove grazie alla generazione distribuita non ci sono più grandi produttori, distributori e consumatori con ruoli rigidamente definiti, ma un sistema più complesso e distribuito in cui si ritagliano un ruolo pannelli fotovoltaici, sistemi eolici, batterie di accumulo, che contribuiscono a rendere inefficiente la rete di distribuzione e si assiste alla trasformazione verso un modello “transattivo”, dove milioni di endpoint costituiti da Auto Elettriche, colonnine di ricarica o smart meter gestiscono in autonomia gli scambi.

Scambi di energia in modo automatico

Per generare efficienza, così, gli scambi di energia dovranno essere gestiti in modo automatico, come previsto tra l’altro dalla direttiva Clean Energy Package che è in approvazione proprio in questo periodo sul tavolo dell’Unione europea. Un corpus di norme che individua nella flessibilità delle reti un fattore abilitante della decarbonizzazione, nelle local energy community un elemento di normalizzazione dei flussi energetici sulle reti, negli aggregatori i facilitatori delle micro-transazioni energetiche tra prosumer. 

Lavorando su progetto ProsumeChain Apio, in collaborazione con imprese del calibro di Acea, Indra e Cisco, si è posta l’obiettivo di riuscire a realizzare un modello di gestione della flessibilità della rete, riuscendo a monitorarne in real time la qualità delle prestazioni, e incentivando la crescita dei prosumer, i cosiddetti produttori-consumatori, utilizzando dinamiche di premialità e di penalità a seconda dei comportamenti. Grazie a Prosumerchain è stato inoltre possibile arrivare a individuare in tempi ridottissimi le perdite di energia (Early detection), e certificare gli scambi tra i vari soggetti.

Premiare con la blockchain i comportamenti virtuosi

Il lavoro è durato 8 settimane, con il centro di ricerca Enea Casaccia che ha esso a disposizione i dati della propria microgrid e di digitalizzare due impianti di produzione e accumulo, un impianto di produzione semplice, due punti di consumo e un punto di scambio con la rete, consentendo anche di accedere a Know-How relativo a Demand Response e tecnologie per la generazione distribuita. Dal canto suo Acea ha messo a disposizione il proprio know-how per scrivere lo Smart Contract che gestisce in modo univoco e inviolabile gli scambi tra le parti e le premialità penalità per indirizzare il consumatore verso comportamenti virtuosi, mentre Apio ha implementato la tecnologia blockchain e ha scritto lo Smart Contract seguendo le regole definite da Acea, che ha poi implementato la rete sui nodi e ha reso disponibili le informazioni ad altri servizi esterni. Alla user experience ci ha pensato Indra, con un’interfaccia di gamification per indirizzare gli utenti verso comportamenti virtuosi e un’interfaccia Dashboard per il gestore di rete e il monitoraggio real-time dei parametri. Quanto a Cisco, ha messo a disposizione la piattaforma per consentire lo scale-up della soluzione sui loro router industriali.

Giornalista dal 2000, dopo la laurea in Filologia italiana e il biennio 1998-2000 all’Ifg di Urbino. Ho iniziato a Italia Radio (gruppo Espresso-La Repubblica). Poi a ilNuovo.it, tra i primi quotidiani online nati in Italia, e a seguire da caposervizio in un’agenzia di stampa romana. Dopo 10 anni da ufficio stampa istituzionale sono tornato a scrivere, prima su CorCom, nel 2013, e poi anche per le altre testate del gruppo Digital360. Mi muovo su tutti i campi dell’economia digitale, con un occhio di riguardo per cybersecurity, copyright-pirateria online e industria 4.0.

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