Sovrin foundation: l’identità digitale “globale” passa dalla Blockchain - Blockchain 4innovation
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Sovrin foundation: l’identità digitale “globale” passa dalla Blockchain

Antonello Salerno

Nonostante se ne parli ormai da anni, l’identità digitale non è mai davvero decollata a causa di una serie di ostacoli che ha trovato nel tempo sulla sua strada. A risolverli tutti potrebbe essere oggi la blockchain, come prova a dimostrare la Sovrin Foundation, che ha dato vita a un sistema per standardizzare i processi di attribuzione e di verifica delle identità digitali su scala globale grazie al progetto “identity for all”.

Il punto di partenza è quello di riuscire a replicare nel campo digitale ciò che avviene nel mondo analogico, dove per provare la nostra identità mostriamo un documento cartaceo che riporta luogo e la data di nascita, le principali caratteristiche fisiche, una fotografia. Elementi che nel campo digitale si riducono a un proliferare di username e password per ogni piattaforma a cui accediamo, con le informazioni che vengono spesso replicate e vendute su Internet. Il duplice risultato di questo sistema è di mettere a rischio la nostra privacy e in alcuni casi anche la nostra sicurezza.

Identità digitale come self sovereign

La soluzione messa a punto da Sovrin foundation è quella di una identità digitale “self sovereign”, che rimane sempre sotto il controllo dell’utente – che sia una persona fisica o un’organizzazione – e che lo segue durante tutto il corso della sua vita, consentendo ai singoli di presentare ogni volta che ce ne sia bisogno credenziali verificabili che ne attestino l’identità in ogni situazione, “abbassando i costi delle transazioni – spiega la fondazione – proteggendo le informazioni personali dei singoli, limitando le opportunità per il cyber crime e semplificando i problemi legati all’identità digitale in tutti i campi in cui oggi si presentano, dal settore sanitario a quello bancario, fino ad arrivare all’Internet of things e al voto elettronico.

Arrivare a questo risultato sarà possibile, secondo l’analisi di Sovrin, grazie a due elementi che stanno mostrando tutte le loro potenzialità proprio in questo periodo: da una parte il fatto che il World Wide Web consortium (W3C) stia standardizzando il format delle credenziali della firma digitale, e dall’altro le public blockchain, che possono mettere a disposizione gli strumenti per la registrazione e la verifica delle firme digitali.

Un Sovrin Trust network per Identity e Access management

Una Blockchain pubblica infatti non ha un proprietario e può essere usata da tutti, grazie a un algoritmo distribuito su tante macchine differenti e replicato in più luoghi contemporaneamente in una rete decentralizzata.

In questo quadro il “Sovrin network” può contare sul vantaggio di essere stato disegnato esclusivamente per l’identità digitale, con una struttura di governance ad hoc, composta dalla Sovrin Foundation e dal Sovrin Trust network, che fa della scalabilità e dell’accessibilità i propri punti di forza, mettendo in campo su scala globale la privacy by design grazie alle più moderne tecnologie in questo campo.

Questa nuova infrastruttura globale dell’identità digitale sarà in grado, secondo i promotori, di portare effetti rivoluzionari su quattro mercati principali: quello dell’identity and access management, quello della cybersecurity, il RegTech e la data integration.

Sovrin token per un mercato di credenziali digitali

Il sistema prevede inoltre una serie di incentivi, sotto forma di un token, una cryptovaluta creata per l’occasione, scambiabile con chi emette l’identità digitale, i possessori e i verificatori, pensata per la protezione della privacy: il Sovrin token potrebbe infatti essere al centro di un mercato globale di credenziali digitali di ogni genere e tipo di valore, con mercati paralleli di assicurazione sulle credenziali ed eventuali permessi diretti per usi specifici da parte dei consumatori.

La sfida di Identity for all

Ma per essere effettivamente universale, secondo il progetto di Sovrin, questo genere di blockchain per l’identità digitale deve operare come una “public utility” globale, al livello di Internet, del Web o del Domain name system, senza essere basato su una tecnologia proprietaria o essere controllato da una singola azienda o federazione: questo il cuore di “Identity for all”. “Sovrin fa tesoro di decenni di ricerca nel campo della crittografia – spiega in un post sul blog della fondazione Phillip J. Windley, professore associato alla Brigham Young University dello Utah e presidente della Sovrin Foundation e della diffusa disponibilità, oggi, di una tecnologia distributed ledger decentralizzata per ripensare il concetto delle soluzioni legate all’identità digitale, in modo da offrire interazioni scalabili, flessibili e private”.

Giornalista dal 2000, dopo la laurea in Filologia italiana e il biennio 1998-2000 all’Ifg di Urbino. Ho iniziato a Italia Radio (gruppo Espresso-La Repubblica). Poi a ilNuovo.it, tra i primi quotidiani online nati in Italia, e a seguire da caposervizio in un’agenzia di stampa romana. Dopo 10 anni da ufficio stampa istituzionale sono tornato a scrivere, prima su CorCom, nel 2013, e poi anche per le altre testate del gruppo Digital360. Mi muovo su tutti i campi dell’economia digitale, con un occhio di riguardo per cybersecurity, copyright-pirateria online e industria 4.0.

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