Blockchain e Governance: gli ambiti applicativi nell'Impresa 4.0 con le DLT - Blockchain 4innovation
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15 dicembre 2017
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Blockchain e Governance: gli ambiti applicativi nell’Impresa 4.0 con le DLT

Mauro Bellini

Il punto di congiunzione tra un fenomeno tecnologico dirompente a livello di innovazione e la realtà delle imprese e delle persone è racchiuso in una parola: Governance. Cosa quel fenomeno può fare per il bene delle imprese o per migliorare la qualità della vita delle persone dipende da come le imprese e le persone intendono utilizzarlo e dai vincoli che intendono adottare nel suo sviluppo. Dalla Governance intesa non solo come Regolamentazione ma come costruzione di un equilibrio tra innovazione, persone e imprese discende il successo o l’insuccesso di qualsiasi innovazione. Tra le innovazioni dirompenti che impongono di potenza una loro specifica visione della Governance e innovazioni “timide” che vengono soffocate dalle “leggi” ci sta la realtà ed è con questa realtà che si misura oggi l’introduzione della Blockchain in tantissimi ambiti della nostra vita e del nostro lavoro.

La Blockchain non è “solo” tecnologia

Non dobbiamo trascurare che vedere la Blockchain solo come un fenomeno “tecnologico” vorrebbe dire non saper leggere il fenomeno culturale che la accompagna e significa non saper cogliere la capacità della Blockchain di aprire la via verso nuove forme di innovazione. Nel valutare il percorso di adozione di sviluppo della Blockchain nelle imprese non si può iniziare senza un inciso, indispensabile: tutte le aziende dovrebbero considerare le potenzialità della Blockchain con la consapevolezza che la Blockchain non è per tutti.

In secondo luogo il rapporto tra imprese e Blockchain non può non passare attraverso una attenta e profonda preparazione. La Blockchain non si improvvisa. Perché non si sta parlando di una tecnologia che si adotta e si “adatta“, ma di un approccio culturale, spesso molto radicale, che cambia le organizzazioni.

Se è vero che le Distributed Ledger Technology contribuiscono a cambiare i modelli di business e vanno a integrare o abilitare altre forme di trasformazione, non solo digitale, come l’Industria 4.0 nelle imprese di produzione, il digital banking nel mondo bancario, la notarizzazione e l’automazione contrattuale nel mondo legal è altrettanto vero si tratta di fenomeni che necessitano di una nuova forma di approccio da parte dell’organizzazione aziendale prima di tutto.

Governance Blockchain come “accompagnamento” delle imprese

La Blockchain può portare benefici solo alle aziende che sono in grado di accompagnare e sostenere questo tipo di progetti con un adeguato impianto organizzativo. Anche se per molti resta vivo il rapporto diretto Blockchain – Bitcoin occorre confrontarsi con il fatto che Blockchain non è più sinonimo di monetica, di payment, di transazioni o, appunto, più specificamente di Bitcoin. La Blockchain è un paradigma che permette di sfruttare le opportunità dei Distributed Ledgers in tutti i settori dell’attività produttiva, nel mondo commerciale e in tutti i contesti in cui la componente “relazionale” o transazionale tra persone o imprese si trasforma in una condizione “culturale” e nella disponibilità ad adottare e accettare un approccio aperto e distribuito, trasparente e sicuro, responsabile e immutabile. Tutti aggettivi questi che qualificano il senso della Blockchain e che forse più di tante spiegazioni tecnologiche ne determinano anche il significato dal punto di vista di una azienda che riflette sulla possibilità di adottarla.

Un imprenditore o un manager nel momento in cui si pone davanti al tema Blockchain non dovrebbe necessariamente “spaventarsi” per la “complessità” tecnologica ma porsi domande molto semplici e concrete: “la mia azienda è pronta per gestire un approccio aperto? la trasparenza della Blockchain è la risposta corretta alla gestione dei rapporti di filiera? la disponibilità decentrata e distribuita dei dati e la loro immutabilità può rappresentare un problema in termini di gestione delle informazioni? Le nostre persone sono pronte per gestire le responsabilità che questo approccio impone?”

DLT e IoT: nasce un nuovo paradigma Blockchain

Un altro elemento dirompente dal punto di vista delle opportunità di sviluppo aperte dalla Blockchain è dato dal connubio tra Distributed Ledger Technologies e Internet of Things. il panorama dell’IoT è caratterizzato da una crescita vorticosa, le previsioni che parlano di più di 20 miliardi di device e apparati collegati entro il 2020 che alimentano una domanda potente di comunicazione e di sicurezza a vari livelli e su tante reti. Le reti Internet of Things possono trovare nella Blockchain due grandi risposte:

  • la prima riguarda la possibilità di gestire l’identità degli oggetti
  • la seconda attiene alla possibilità di assicurare alle imprese nel mondo del B2B e agli utenti nel B2C la storia completa di tutti i componenti, con tutti i passaggi e tutti i contributi con un livello di “dettaglio” e precisione un tempo impensabili.

Ancora una volta non è un caso che con l’associazione tra IoT e Blockchain (di tipo privato e pensate per gestire Smart Contract) si arriva a uno degli ambiti a più alto tasso di innovazione dove le start up si muovono per permettere agli oggetti di abilitare lo sviluppo d nuovi modelli business appoggiandosi su piattaforme in grado di garantire sicurezza e interoperabilità, ma anche l’accessibilità da parte di più soggetti e l’affidabilità nella gestione dei dati di tutti i partecipanti, e, non ultimo, l’utilizzo razionale e ottimizzato delle risorse con forme sostenibili e affidabili di remunerazione per tutti coloro che sono chiamati a contribuire ai processi di validazione e verifica nelle Blockchain. Ma il denominatore comune di tante idee e di tante start up sta nella capacità di trovare, anche con l’uso della tecnologia, quelle soluzioni che permettono alle imprese di sperimentare nuove forme di “Governance” o di trovare compromessi tra le Blockchain e le Governance interne partendo dal presupposto che nella maggior parte dei casi i progetti Blockchain sono chiamati a convivere, o perché complementari o perché evolutivi, alle soluzioni tecnologiche e organizzative esistenti.

L’identità dell’IoT basata sulla Blockchain

La garanzia dell’identità è uno dei presupposti della sicurezza ovviamente, ma è anche un elemento fondamentale nel momento in cui ciascun oggetto, come ad esempio nel campo dell’Industria 4.0 in progetti come la manutenzione predittiva, è chiamato a rappresentare in modo estremamente preciso un servizio e un punto di contatto con i clienti. Nella manutenzione predittiva è assolutamente fondamentale disporre di strumenti in grado di garantire l’identità di ciascun componente di un prodotto complesso, come potrebbe essere un autoveicolo, un sistema robotico, una macchina destinata alla produzione. La conoscenza dettagliata di ciascun componente e della sua storia è evidentemente strategico per conoscere i fattori di rischio e per stabilire come agire e per definire le azioni e le modalità di intervento.

Governance Blockchain: come metodo per scegliere

L’altro grande tema di Governance è nell’atteggiamento che occorre seguire per avvicinarsi alla Blockchain, per sceglierla e per implementarla. La Blockchain non è un prodotto da “scaffale”, è molto difficile “semplificarla” e standardizzarla e ha bisogno di una strategia che si deve costruire, spesso con lo sviluppo di competenze interne capaci di mediare con gli obiettivi e la Governance propria di ogni impresa.

Nel caso delle banche, vale a dire nelle imprese che prima di altre hanno sentito la necessità di misurarsi con un confronto forte nei confronti della Blockchain, l’approccio si divide in in quattro grandi linee d’azione:

  1. sviluppo interno di Blockchain per la creazione di private ledgers o a piattaforme di money transfer;
  2. individuazione di partnership con imprese specializzate sulla Blockchain per il mondo bancario allo scopo di dare vita a progetti di collaborazione e arrivare a disporre delle comptenze necessarie
  3. Open innovation con investimenti in startup o con acquisizioni di imprese che possono portare competenze e soluzioni.
  4. adesione a grandi consorzi sia di tipo bancario sia cross-sector per accelerare lo sviluppo o il passaggio in produttività disponendo di standard condivisi

Retail e GDO guardano alla Blockchain

Anche per il Retail e per gli operatori della grande distribuzione la Blockchain può costituire una svolta. Nell’ambito delle reti di punti vendita o delle imprese che operano quotidianamente con queste reti le Distributed Ledger Technologies permettono nuove forme di controllo di filiera, di gestione della identità dei prodotti e delle materie prime, di soluzioni per portare sullo “scaffale” o ai consumatori tutte le garanzie sulla provenienza dei prodotti stessi. Questo tipo di interventi incide direttamente sulla creazione e sullo sviluppo di un rapporto di fiducia nei confronti dei consumatori.

Il Retail sembra aver capito che la Blockchain ha la potenza per poter arrivare ai clienti finali con un valore aggiunto in termini di sicurezza, affidabilità e trasparenza, tutti valori che possono trasformarsi in un valore aggiunto soprattutto per i prodotti con un maggiore markup.

Ridurre i costi della Supply Chain

Un altro importantissimo vantaggio della Blockchain a livello di supply chain riguarda la possibilità di ridurre i costi di gestione di tutti i passaggi, aumentando l’affidabilità di ogni attore della filiera e semplificando tutte le attività connesse alle verifiche di tipo legale.

Come appare evidente non è più solo un tema tecnologico quello che sta alla base dell’assesment nel momento in cui si attiva una fase di analisi delle esigenze e delle soluzioni. Solo se l’assesment diventa un tema culturale e organizzativo ci sono le condizioni per procedere con una vera analisi che impatta poi inevitabilmente e direttamente anche sul piano tecnologico. Perché non va mai posto in secondo piano che uno dei punti qualificanti che caratterizza il rapporto tra la Blockchain e le imprese è rappresentato proprio dalla capacità di incidere in modo diretto sulla catena del valore, sulle relazioni funzionali e organizzative che la determinano. Ed è proprio attorno ai servizi e alle funzioni che attengono alla Value Chain che si sono principalmente concentrate le attività di sviluppo, le start up, i progetti di Open innovation, le sperimentazioni e i PoC (Proof of Concept).

La Blockchain permette di gestire la provenienza e la autenticità delle informazioni e delle informazioni collegate ai prodotti e alle materie prime. In questo senso la progettualità Blockchain si sta già saldando con progettualità Industry 4.0 per poter attuare, utilizzando, come già osservato, anche le soluzioni legate agli Smart Contract con forme di automatismo che abilitano l’attivazione di un determinato servizio al verificarsi di determinate condizioni. E il retail è uno dei terreni più favorevoli per questo tipo di prospettive.

 

Dai Wallet Bitcoin alle Supply Chain

Al netto delle tantissime start up che hanno lanciato wallet e piattaforme per gestire la dimensione “finanziaria” e monetica della Blockchain, il vero grande terreno di innovazione è rappresentato da nuove imprese o da progetti di Open innovation di aziende tradizionali che cercano con la Blockchain di trovare un nuovo modello per gestire in modo più efficiente, sicuro, veloce, affidabile le transazioni e le relazioni tra gli attori delle filiere. Nella palestra della Blockchain oggi si trovano aziende che appoggiano sulle DLT soluzioni per gestire l’identità, sia per le persone sia per gli oggetti, aprendo un primo ponte verso l’Industria 4.0 dove la diffusione di apparati Internet of Things reclama piattaforme in grado di garantire l’identità di ciascun apparato tanto per la sicurezza quanto per la sostenibilità di progetti sempre più complessi che coinvolgono, come vedremo, migliaia e migliaia di “sensori”.

 

Blockchain Pubbliche e Blockchain Private

Ma Governance significa anche saper scegliere sulla base della realtà del mercato e degli sviluppi condivisi dagli altri attori del mercato. E scegliere significa anche rispondere alla domanda: “quale Blockchain?” che conduce al grande dibattito tra Blockchain Pubbliche e le Blockchain Private.
Se nel primo caso l’innovazione rappresenta un ponte tra un modello culturale, aperto e distribuito, e le necessità progettuali o di business delle imprese con le Blockchain Private si possono costituire risposte nuove anche dal punto di vista della Governance. Si può e si deve fare una nuova Governance. In effetti l’altro grande scenario di innovazione Blockchain è costituito proprio dalle Private Blockchain, che escono dal paradigma puro della Blockchain per sviluppare sistemi distribuiti controllati.

Blockchain Permissioned: ripensare da zero alla Governance

Le Blockchain Private o Permissioned stanno permettendo alle imprese di ripensare la gestione delle informazioni e delle transazioni lungo tutta la catena del valore, con un controllo e una sicurezza che può raggiungere livelli un tempo impensabili. E grazie a questa “declinazione delle DLT” che più che al payment e alla monetica la Blockchain diventa una piattaforma per sviluppare nuove forme di transazione e di “gestione delle transazioni” e apre a nuovi modelli di automazione, grazie, ad esempio, alle possibilità offerte dagli Smart Contracts. E non a caso nell’ambito degli Smart Contracts si concentra l’attenzione di numerose start up che lavorano non solo sui temi della notarizzazione, ma sulla possibilità di sfruttare i meccanismi di automazione che i “contratti intelligenti” possono mettere a disposizione delle filiere. Ad esempio con fornitori che conferiscono le materie prime relative a una filiera appoggiando il conferimento a Smart Contracts. I contratti automatici automatizzano il passaggio con una serie di operazioni legate alla verifica, alle autorizzazioni per gli accessi, ai pagamenti e alle attività connesse alla lavorazione stessa di quelle materie prime con un automatismo “legale” che mette in moto attività produttive. I vantaggi sono evidenti: velocità, efficienza, affidabilità e riduzione dei costi. E il rapporto tra Blockchain e le filiere è uno dei nodi che conduce al tema della scelta tra Blockchain Pubbliche o Private come il vero grande crocevia delle DLT che separa i percorsi delle Blockchain e che chiede alle aziende una valutazione ancora più precisa di cosa la Blockchain può o non può fare per loro.

La Blockchain non “va bene” per tutto

In definitiva, se è vero che la Blockchain pre nuove prospettive per ogni settore, è altrettanto vero che non è adatta o consigliabile “per tutto”. Non per tutte le “filiere” è sensato appoggiarsi alle Distributed Ledgers e non tutte le realtà sono “pronte” per “prepararsi” alla Blockchain. Questa è anche la ragione che ha condotto imprese di diversi settori a consorziarsi o a trovare forme di partnership per accelerare i processi di acquisizione della conoscenza e dell’analisi di fattibilità. E questo è un altro fenomeno che caratterizza il percorso di avvicinamento alla Blockchain: vale a dire quello di fare “un pezzo di strada assieme”, che accomuna anche aziende concorrenti, consapevoli di rinunciare a un eventuale vantaggio per poter correre e “far correre” la ricerca e la conoscenza e magari per riuscire a definire quegli standard di interoperabilità che possono a loro volta accelerare adozione di tecnologie e processi di business.

Non si entra nella Blockchain senza fare sperimentazione

La Blockchain non è per tutti e non è per tutti i “settori” perché richiede alle aziende una certa dose di sperimentazione che tipicamente ciascuna impresa concentra sulle aree di business nelle quali è più “forte” e dove i vantaggi possono tradursi più velocemente in risultati di business. Ancora una volta l’esempio delle banche è significativo. Gli istituti di credito stanno lavorando a tanti Proof of Concept nell’ambito dei payment, nella creazione di nuovi servizi a valore aggiunto, all’integrazione di cryptocurrency per la gestione delle donazioni, a servizi per il Payment nell’ambito del retail dove la Blockchain permette di ottimizzare sistemi per il real-time P2P o nel trasferimento di fondi o ancora per lo sviluppo di soluzioni P2B. Per le banche la Blockchain è una prospettiva di gestione del payment nei trasferimenti interbancari o intrabancari e nel cross border transfer con nuove soluzioni per la remittance che permettono di ridurre tempi e costi. Mentre un altro ambito è quello della gestione in modo più sicuro, veloce ed economico di tutta la componente di settlement e clearing, e dei servizi di custodia degli asset. Sperimentazione, quella delle banche, che si muove nel segno di una attentissima e forse fin troppo rigorosa Governance dove l’accesso al “nuovo” della Blockchain è anche indirizzato da azioni che devono servire per conoscere e per non mettere in discussione, in modo disruptive, il modello corrente.

 

Immagine fornita da Shutterstock

 

Direttore responsabile delle testate "verticali" di Digital360: Blockchain4Innovation, PagamentiDigitali, Internet4Things, BigData4Innovation e Agrifood.Tech si occupa di innovazione digitale applicata alla realtà delle imprese, delle pubbliche amministrazioni e del sociale
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